Al debutto a Villa Alba il concorso letterario «Premio Garda», vinto dall’autore Gabriele Romagnoli. A Rigoni Stern un premio alla carriera: «Ragazzi, leggete e innamoratevi»

Un «Campiello» in riva al lago

26/06/2004 in Cultura
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Di Luca Delpozzo
Elena Cerqui

Accan­to allo stori­co «Cat­ul­lo» di Sirmione (spe­cial­iz­zatosi col tem­po come pre­mio gior­nal­is­ti­co) le sponde del lago da quest’anno pos­sono fre­gia­r­si di un altro con­cor­so let­ter­ario di tut­to rispet­to. Ven­erdì sera l’elegante cor­nice del salone dell’auditorium di Vil­la Alba, a Gar­done Riv­iera, ha ospi­ta­to la pri­ma edi­zione del Pre­mio Gar­da che prevede­va una sezione di vin­ta dal­lo scrit­tore e gior­nal­ista Gabriele Romag­no­li con «L’artista», e una sezione ded­i­ca­ta agli inedi­ti in cui han­no primeg­gia­to ex-aequo i due gio­vani Tom­ma­so Codig­no­la con «Un anno di Ernesto», Car­lo Maz­zoni con «Las­ci­a­mi andare», oltre al pre­mio alla car­ri­era al grande Mario Rigo­ni Stern. I final­isti del­la sezione nar­ra­ti­va sono tre nomi di tut­to rispet­to come Mas­si­mo Car­lot­to, con «L’oscura immen­sità del­la morte», lo stes­so Romag­no­li e Fran­co Stelz­er con «Il nos­tro pri­mo, solenne, stranis­si­mo sen­za di lei». E se di qual­ità sono i tre final­isti, non da meno lo è la giuria: pre­siedu­ta dall’attrice Ottavia Pic­co­lo era com­pos­ta da per­sone prove­ni­en­ti dal mon­do del­la let­ter­atu­ra come Gra­ziel­la Aquino, Alessan­dro Bertante, Alessan­dra Casel­la, Mau­r­izio Cuc­chi, Chiara Gam­berale, Ste­fano Gio­va­nar­di, Sebas­tiano Mon­dadori, Vale­ria Par­rel­la, Loren­zo Pavoli­ni, Ser­gio Pent, Car­la Ric­car­di, La ser­a­ta pre­sen­ta­ta dall’elegante Pao­la Saluzzi è pro­ce­du­ta con lo schema sobrio che pone­va al cen­tro dell’attenzione le opere e gli scrit­tori, per­ché come ha det­to la pre­sen­ta­trice «siamo qui per l’amore del sapere». Il pri­mo a salire sul pal­co, dove il par­co di Vil­la Alba face­va da mag­nifi­co sfon­do nat­u­rale, è sta­to Mas­si­mo Car­lot­to inter­vis­ta­to da Ser­gio Pent. Nei sui lib­ri «noir» rac­con­ta la realtà sociale che ci cir­con­da, con il tema del­la gius­tizia molto pre­sente anche a causa delle vicende del suo pas­sato: Car­lot­to ha subito nel 1985 una serie di di pro­ces­si, rin­vii, errori giudiziari, con­danne per essere sta­to accusato nel 1976 dell’omicidio di Margheri­ta Mag­el­lo di cui ave­va casual­mente trova­to il cada­v­ere. Nel 1993 Pres­i­dente del­la Repub­bli­ca gli accor­da la grazia. Fran­co Stelz­er inter­vis­ta­to da Pavoli­ni ha spie­ga­to che la sua nar­ra­ti­va è fat­ta di «rac­con­ti ma con un filo con­dut­tore, sono come capi­toli di un roman­zo». Gabriele Romag­no­li inter­vis­ta­to da Gio­va­nar­di su quale sia la chi­ave di let­tura del suo com­p­lesso roman­zo «L’artista», vinci­tore del pri­mo pre­mio, risponde «Sono un uomo libero e demo­c­ra­ti­co e pen­so che gli altri abbiano trova­to quel­lo che han­no volu­to nel mio roman­zo. Alle volte leg­go recen­sioni che dan­no sig­ni­fi­cati alle mie opere a cui pro­prio non ave­vo pen­sato. E’ il mio pri­mo roman­zo tradizional­mente strut­tura­to, ho volu­to stupire tut­ti. Non riesco a sop­portare i per­son­ag­gi che creo per molto, infat­ti ho scrit­to rac­con­ti in cui il pro­tag­o­nista mori­va alla trentes­i­ma riga. Ma sta­vol­ta mi sono basato su per­son­ag­gi trat­ti dal­la mia famiglia e sono rius­ci­to a sop­por­tar­li». Ma il momen­to più emozio­nante è sta­to indub­bi­a­mente l’assegnazione del pre­mio alla car­ri­era a Mario Rigo­ni Stern, accolto con una stand­ing ova­tion, che con il suo «Ser­gente nel­la neve» è rius­ci­to a dare vita alle pagine di sto­ria che si stu­di­ano sui banchi di scuo­la. Rigo­ni Stern con la sua sem­plic­ità e saggez­za è anda­to al cuore del­la gente. «Si vede che sono buono in una botte sana. Ho avu­to la for­tu­na di avere la pas­sione fin da pic­co­lo per la let­ter­atu­ra. In guer­ra legge­vo Dante e Arios­to, ed altri lib­ri che mi sono accor­to non val­e­vano molto e allo­ra li ho las­ciati nel­la neve». Poi ha pros­e­gui­to con una paro­la per i più gio­vani «Speg­nete la Tv ed aprite un libro, non fate il tifo ma fate sport. E poi innamorat­e­vi». Per la sezione Inedi­ti la giuria com­pos­ta da pro­fes­sori liceali e pre­siedu­ta da Sebas­tiano Mon­dadori, che orgogliosa­mente ha pre­cisato che “agli autori inedi­ti spet­ta lo stes­so pre­mio che agli edi­ti”, ha dato il pri­mo pre­mio ex-aequo a due gio­vani autori di due opere molto diverse tra loro. Codig­no­la, 29enne fiorenti­no, e Maz­zoni, 24enne milane­seLa ser­a­ta si è con­clusa con l’amministratore del­e­ga­to di Vil­la Alba, Fabio Puglia che si è augu­ra­to che “il Pre­mio Gar­da pos­sa essere un even­to che si pos­sa ripetere ogni anno.”

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