I volontari della Protezione civile hanno pulito le sponde del Virgilio da rifiuti, vecchi mobili e frigoriferi

Un canale come discarica

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Di Luca Delpozzo
Alessandro Foroni

C’ è anco­ra chi pen­sa che il suo­lo pub­bli­co ed in par­ti­co­lare le sponde dei cor­si d’ac­qua pos­sano servire da dis­car­i­ca. Ques­ta è la sen­sazione che è rimas­ta ai volon­tari del­la di Valeg­gio e Vil­lafran­ca dopo che, sup­por­t­ati dalle guardie fore­stali, han­no ded­i­ca­to per un paio di domeniche la mat­ti­na­ta a rip­ulire un trat­to delle sponde del canale Vir­gilio da con­tra­da Bertoli­ni a Borghet­to. «Abbi­amo car­i­ca­to», spie­ga Clau­dio Com­parot­to, pres­i­dente del­la locale sezione degli , che cos­ti­tu­isce il cuore del­la pro­tezione civile, «diver­si camionci­ni, con mate­ri­ali vari (dal ves­tiario alla mobil­ia) ma non immag­i­nava­mo di pot­er trovare anche parec­chi frig­oriferi». Sul­la spon­da del canale era­no state infat­ti abban­do­nate alcune car­casse di questi elet­trodomes­ti­ci, pri­vate dei com­po­nen­ti mec­ca­ni­ci e elet­tri­ci anco­ra uti­liz­z­abili. I frig­oriferi insom­ma era­no sta­ti, per così dire, can­ni­bal­iz­za­ti. «Dalle guardie fore­stali abbi­amo saputo», con­tin­ua Com­parot­to, «che, gra­zie alla col­lab­o­razione di alcu­ni noma­di che spes­so si fer­mano nei parag­gi del Min­cio, era­no rius­ci­ti ad indi­vid­uare e a denun­cia­re un res­i­dente del luo­go che attua­va questo tipo di prat­i­ca. Ma a giu­di­care dal numero degli scar­ti abban­do­nati lun­go il canale vi devono essere altre per­sone che non rispet­tano le sponde del canale. Dovre­mo impeg­nare almeno un’al­tra mat­ti­na per finire l’opera di pulizia». I mate­ri­ali rin­venu­ti sono sta­ti poi trasportati nel­l’iso­la eco­log­i­ca aper­ta da qualche set­ti­mana in zona indus­tri­ale dove ogni cit­tadi­no può smaltire rifiu­ti ingom­bran­ti e di vario tipo. Ma come fare per evitare che la situ­azione si ripeta e che con­tinui il mal­cos­tume del­l’usare il suo­lo pub­bli­co come dis­car­i­ca? Una soluzione potrebbe essere la costruzione di sbarre che chi­u­dano l’ac­ces­so lun­go il Min­cio, in modo da impedire l’ac­ces­so ai veicoli oltre che preser­vare la sicurez­za dei sem­pre più numerosi fre­quen­ta­tori (podisti, ciclisti, ecc.). I volon­tari che han­no rip­uli­to le sponde del canale si augu­ra­no però che l’inciviltà pos­sa finire gra­zie a una mag­giore con­sapev­olez­za che deve crescere nel­la popo­lazione e soprat­tut­to nei giovani.

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