Il meritevole intervento ambientale dei soci della Lega navale. Nuove pianticelle messe in acqua tra Desenzanino e Vò

Un canneto che rinasce

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Di Luca Delpozzo
Sara Mauroner

Nuo­va vita per il trat­to di cos­ta com­pre­so tra Desen­zani­no e la local­ità Vò. Sono infat­ti iniziati i lavori di piantu­mazione del can­neto che si tro­va davan­ti alla sede del­la Lega navale ital­iana, gra­zie all’intervento di alcune asso­ci­azioni ambi­en­tal­iste del bas­so Gar­da e con il patrocinio del­la Provin­cia di Bres­cia. Nei giorni scor­si sono state così messe a dimo­ra cinquan­ta can­nuc­ce di palude di altez­za com­pre­sa tra i 50 e gli 80 cen­timetri, un pri­mo pas­so per cer­care di “tam­ponare” i dan­ni arrecati negli ulti­mi anni ai can­neti, di impor­tan­za fon­da­men­tale per l’avifauna del lago di Gar­da. Le piante sono state col­lo­cate nel­la zona di bat­ti­gia dopo aver rimosso i sas­si trop­po volu­mi­nosi, livel­la­to il bag­nasci­u­ga e cre­ato una bar­ri­era a lago; in segui­to le piantine sono state ricop­erte di sab­bia e ghi­a­ia e anco­rate con un’apposita griglia metal­li­ca per evitare che il moto ondoso pos­sa rimuover­le. «Dopo i ten­ta­tivi estivi, purtrop­po non rius­ci­ti a causa delle avver­sità mete­o­ro­logiche — spie­ga Daniele Manci­ni, pres­i­dente del­la sezione bres­ciana del­la Lega navale — il prog­et­to di piantu­mazione del can­neto din­nanzi alla nos­tra sede è pros­e­gui­to, il 24 otto­bre, con la mes­sa a dimo­ra di 50 piante di “Phrag­mites aus­tralis”, acquis­tate in un cen­tro spe­cial­iz­za­to del dipar­ti­men­to di Agrono­mia Ambi­en­tale dell’ di Pado­va. Spe­ri­amo che il tem­po almeno ques­ta vol­ta sia clemente e las­ci ai rizo­mi e alle radi­ci la pos­si­bil­ità di adat­tar­si al nuo­vo ter­reno e di anco­rar­si in maniera defin­i­ti­va nel­la spi­ag­gia desenzanese».I cinque metri qua­drati del nuo­vo can­neto rap­p­re­sen­tano il pun­to di parten­za del prog­et­to che la locale Lega navale ital­iana, con il patrocinio del­la Provin­cia di Bres­cia, ha pre­sen­ta­to a fine 2005 con l’obiettivo di ripristinare l’habitat prece­dente agli inter­ven­ti inva­sivi com­piu­ti da enti locali e pri­vati. Tale prog­et­to prevede una sec­on­da fase carat­ter­iz­za­ta da una suc­ces­si­va piantu­mazione durante la pri­mav­era del 2007.«Questo inter­ven­to — aggiunge Manzi­ni — avver­rà sia con l’ubicazione di piante, sia con il sep­pel­li­men­to di rizo­mi. Ricor­diamo che anche il nos­tro pic­co­lo can­neto è tute­la­to dal­la legge regionale 33 del 1977. Oltre a tenere mon­i­tora­ta la ricresci­ta del can­neto piantu­ma­to, le attiv­ità ambi­en­tali pros­eguiran­no con il mon­i­tor­ag­gio men­sile di tut­ti i can­neti desen­zane­si a cui si assocerà la scelta dei can­neti che saran­no inter­es­sati da una futu­ra oper­azione di pulizia che si svol­gerà tra dicem­bre e gen­naio».

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