L’assessore provinciale Enrico Mattinzoli illustra un progetto di tutela ambientale. «La sua assenza ha ridotto diverse specie acquatiche della zona»

Un canneto per salvare il Garda

Parole chiave:
Di Luca Delpozzo
Davide Cordua

Ver­rà ripristi­na­to presto l’ecosistema delle rive del lago nel Comune di Desen­zano. È ques­ta la promes­sa dell’assessore provin­ciale all’Ambiente di Bres­cia che insieme alla Lega Navale Ital­iana di Desen­zano ha pre­sen­ta­to un prog­et­to per la piantu­mazione e la sem­i­na del­la can­nuc­cia di palude, la cosid­det­ta «Phrag­mites aus­tralis», in alcune zone di spi­ag­gia del comune lacus­tre. Si trat­ta di una pianta in gra­do di accu­mu­la­re residui di sostan­za organ­i­ca e facil­i­tarne la rap­i­da degradazione, di assor­bire met­al­li pesan­ti e altre sostanze chimiche inquinan­ti ren­den­dole meno peri­colose. In questo modo la can­nuc­cia di palude, una pianta che può rag­giun­gere fino a 4–5 metri d’altezza apparte­nente alla famiglia delle gram­i­nacee, oltre a divenire l’habitat ide­ale per molte specie di uccel­li, pre­sen­ta una eccezionale attiv­ità autodepu­ra­ti­va per le acque del e capace di ospitare una ric­ca fau­na e cos­ti­tuire fonte di cibo, casa e ripro­duzione per le specie ani­mali che vivono nel­la zona. «L’assenza di questo can­neto – ha sot­to­lin­eato l’assessore Mat­tin­zoli — ha ridot­to del 60% le specie acquatiche pre­sen­ti nel­la zona». In par­ti­co­lare nel lago di Gar­da è sta­ta riscon­tra­ta una riduzione del­la pre­sen­za del luc­cio, dei ciprini­di, del pesce gat­to e del per­si­co sole a causa del­la scom­parsa delle aree di fre­go­la e dal­la dimin­uzione degli habi­tat ric­chi di veg­e­tazione dove i pic­coli trovano riparo. Dal pun­to di vista orni­to­logi­co – ha poi spie­ga­to l’assessore Mat­tin­zoli – la dis­truzione dei can­neti ha deter­mi­na­to la scom­parsa auto­mat­i­ca del 24% delle specie nid­i­f­i­can­ti nelle zone pianeg­gianti del­la nos­tra provin­cia. In par­ti­co­lare la per­centuale sale al 67% se si con­sid­er­a­no le sole specie acquati­co-palus­tri e rag­giunge addirit­tura il 95% se ci si riferisce alla sola area garde­sana. Il prog­et­to par­tirà da Desen­zano, in par­ti­co­lare dal­la spi­ag­gia adi­a­cente la sede del­la Lega Navale Ital­iana in via lun­go­la­go Cesare Bat­tisti in local­ità Vò. Suc­ces­si­va­mente, in un futuro non trop­po lon­tano ha assi­cu­ra­to Mat­tin­zoli, il prog­et­to ver­rà este­so all’intera cos­ta bres­ciana fino a Limone. L’idea dell’assessorato provin­ciale all’Ambiente è rilan­cia­re il tur­is­mo sul Bena­co offren­do all’utenza un lago più puli­to e sicuro. In quest’ottica il prog­et­to si rial­lac­cia ai 10 mil­ioni già stanziati dal­la Provin­cia di Bres­cia per l’ampliamento del depu­ra­tore di Peschiera e nei prossi­mi anni alla real­iz­zazione di tut­to il col­let­ta­men­to del­la spon­da occi­den­tale del lago. «L’obbiettivo che ci poni­amo – ha con­tin­u­a­to l’assessore Mat­tin­zoli – è che nel 2016 ven­ga pom­pa­ta acqua pota­bile diret­ta­mente dal lago di Gar­da nelle case dei cit­ta­di­ni bres­ciani che vivono sul­la spon­da occi­den­tale del bacino».

Parole chiave: