Ecco la riabilitazione della Nostra Casa. A servizio di chi ha patologie vascolari o postumi da trauma

Un centro diurno ed una comunità

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Di Luca Delpozzo
Giuditta Bolognesi

È con una mes­sa cel­e­bra­ta da padre Flavio Rober­to Car­raro, vesco­vo di Verona, che si è aper­ta la cer­i­mo­nia di inau­gu­razione del nuo­vo cen­tro sociale-riabil­i­ta­ti­vo per per­sone affette da pos­tu­mi di trau­mi o di patolo­gie vas­co­lari del­la Nos­tra Casa. Asso­ci­azione nata nel 1981 per opera di un grup­po di volon­tari, che ha inizia­to la pro­pria attiv­ità in un appar­ta­men­to in local­ità Dol­ci, con l’accoglienza diur­na di por­ta­tori di hand­i­cap, e che nel ’90 si è trasferi­ta nell’attuale sede, nel­la frazione San Benedet­to. Oggi l’associazione gestisce un cen­tro educa­ti­vo occu­pazionale diurno (Ceod) che ospi­ta quindi­ci per­sone con dis­abil­ità medio-gravi. Un grup­po di accoglien­za che, in orario pomerid­i­ano, segue per­sone con dis­abil­ità moto­ria. La casa famiglia, sit­u­a­ta sem­pre in local­ità San Benedet­to, che accoglie nove per­sone con dis­abil­ità medio-gravi. Ed il cen­tro di ascolto e aiu­to per per­sone in dif­fi­coltà e indi­gen­ti. Il nuo­vo cen­tro sociale-riabil­i­ta­ti­vo par­tirà invece a set­tem­bre con l’attività diur­na ed a seguire ver­rà aper­ta una comu­nità allog­gio, sem­pre ris­er­va­ta a per­sone affette da pos­tu­mi di trau­mi o di patolo­gie vas­co­lari. Le spese degli inter­ven­ti strut­turali real­iz­za­ti quest’anno per ques­ta nuo­va strut­tura sono state cop­erte con due finanzi­a­men­ti region­ali, pari com­p­lessi­va­mente a 420 mila euro, con il con­trib­u­to di 258 mila euro del­la Fon­dazione Cariverona e con un presti­to di 250 mila euro del­la Ban­ca popo­lare eti­ca. «Di fat­to», ha sot­to­lin­eato Don Bruno Pozzetti, ideatore del­la Nos­tra Casa, «la parte più impor­tante dei con­tribu­ti ven­gono dai nos­tri bene­fat­tori; il nos­tro pri­mo ringrazi­a­men­to va a loro, così come alla par­roc­chia di San Benedet­to che ha con­ces­so questi spazi e ai volon­tari che ogni giorno con­tribuis­cono al cam­mi­no di questo prog­et­to». Una­n­i­mi le parole di sosten­go all’associazione espresse dal sin­da­co , del diret­tore dell’Ulss Rena­to Pic­coli e dei rap­p­re­sen­tan­ti delle isti­tuzioni che han­no parte­ci­pa­to a ques­ta oper­azione. «La fede sen­za le opere è mor­ta», ha det­to padre Car­raro, «e ques­ta che inau­guri­amo è un’opera nata dal cuore e dal­la car­ità di tan­ta gente; è una pag­i­na del Van­ge­lo scrit­ta sui muri, scrit­ta dalle per­sone; se ci fos­sero sem­pre più con­ver­gen­ze sulle esi­gen­ze dell’individuo, la nos­tra soci­età sarebbe un par­adiso. Dietro alle per­sone di altre etnie e reli­gione che scel­go­no, ad un cer­to pun­to del loro cam­mi­no, di far­si cris­tiani e chiedono il bat­tes­i­mo c’è l’esperienza del­la car­ità nei loro con­fron­ti. Chiedi­amo al Sig­nore di ispi­rar­ci le cose buone e la volon­tà per real­iz­zarle, così come è sta­to fat­to qui».

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