L’istituto di Pallanza accoglie l’idea del presidente della Comunità del Garda che vuole concretizzarla entro sei mesi. Frau: «Impiegherei secoli se mi rapportassi solo con la Provincia»

Un centro per studiare il lago

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Di Luca Delpozzo
Barbara Bertasi

Il Cen­tro di eccel­len­za per lo stu­dio del si farà. Gli esper­ti dell’Istituto per lo stu­dio degli eco­sis­te­mi (Ise) di Ver­ba­nia-Pal­lan­za del Cnr, han­no accolto la pro­pos­ta lan­ci­a­ta quest’estate da Aventi­no Frau, pres­i­dente del­la , che sta cer­can­do finanzi­a­men­ti a liv­el­lo statale e regionale per aprire entro l’anno sul­la riv­iera una sezione stac­ca­ta del Cnr.Il pat­to è sta­to sanci­to in un incon­tro alla Comu­nità di Gar­done a cui han­no parte­ci­pa­to, oltre a Frau e alla sua équipe, il chim­i­co Rosario Mosel­lo diret­tore dell’Istituto di Ver­ba­nia-Pal­lan­za e i ricer­ca­tori biolo­gi Rober­to Bertoni e Piero Guil­iz­zoni. Questi ulti­mi sono arrivati dal lago Mag­giore con una serie di pro­poste di attiv­ità mirate al Gar­da: «la qual­ità delle sue acque è peg­gio­ra­ta tra il 1985 e il 2005 per l’aumentare delle con­cen­trazioni di fos­foro, per la ten­den­za all’eutrofia, in par­ti­co­lare per la com­parsa di alcu­ni cianobat­teri, come la Anabae­na lem­mer­man­ni, che in deter­mi­nate con­dizioni può pro­durre tossine».Viste le urgen­ze di stu­dio, il Cnr-Ise ha accetta­to di creare un cen­tro di eccel­len­za: «A liv­el­lo orga­niz­za­ti­vo», pre­cisa Mosel­lo, «inten­di­amo lavo­rare in col­lab­o­razione con gli isti­tu­ti sci­en­tifi­ci, come l’Istituto agrario di San Michele all’Adige (Tren­to), e con le agen­zie region­ali di pre­ven­zione e pro­tezione ambi­en­tale (Arpa) del ter­ri­to­rio. Come deciso in un incon­tro a Gar­done quest’estate, il nuo­vo organ­is­mo vedrà pre­sen­ti i prin­ci­pali enti che eseguono mis­ure e stu­di per val­utare le con­dizioni del­la salute del lago». «Inoltre», pros­egue, «pro­dur­rà una sin­te­si degli stu­di, deli­neerà le ten­den­ze evo­lu­tive del­la qual­ità delle acque armo­niz­zan­do le attiv­ità di ricer­ca». Per real­iz­zarle si avvar­rà delle strut­ture di Ver­ba­nia-Pal­lan­za men­tre la sede garde­sana oper­erà con continuità.Era sta­ta la pre­oc­cu­pazione per le con­dizioni di salute del lago, in par­ti­co­lare la com­parsa in agos­to di cianob­ba­teri, a spin­gere Frau a riv­ol­ger­si all’ Ise-Cnr, come negli anni ‘70 quan­do già fu pres­i­dente del­la Comu­nità. «È il migliore isti­tu­to di stu­dio degli eco­sis­te­mi di acqua dolce (laghi sub­alpi­ni), di cui si occu­pa dal 1938», spie­ga Frau, «da 70 anni stu­dia anche il Gar­da, sul­la cui evoluzione ha rac­colto la più este­sa doc­u­men­tazione esistente. Inoltre l’Ise è politi­ca­mente neu­trale e può col­lab­o­rare con gli enti che oper­a­no sul territorio».L’Ise ha defini­to il pro­gram­ma di lavoro: «Se avre­mo i finanzi­a­men­ti la nos­tra ricer­ca andrà in tre direzioni», dice Mosel­li, «con­ti­amo di fare una val­u­tazione dei carichi di fos­foro a lago e delle prin­ci­pali sor­gen­ti di questo ele­men­to, pre­sente a causa del­la forte urban­iz­zazione e nonos­tante gli inter­ven­ti di . Lo stu­dio richiede poi un inquadra­men­to chim­i­co-fisi­co delle acque in entra­ta, este­so ad altri nutri­en­ti algali come azo­to e sil­ice». Aggiunge Bertoni: «Va poi presta­ta atten­zione alla pre­sen­za dei cianob­ba­teri, cresciu­ti in modo esplo­si­vo. Anal­isi genetiche ci aiuter­an­no a capire se sono pre­sen­ti i cep­pi tossi­ci capaci di pro­durre neu­ro­to­s­sine ed epa­to­to­s­sine, che com­pro­met­tereb­bero la pota­bil­ità dell’acque e pare pos­sano ren­dere meno pro­dut­tive le cul­ture irri­gate». L’Ise si con­cen­tr­erebbe infine sul­lo stu­dio dei sed­i­men­ti. «Vor­rem­mo fare caro­tag­gi per stu­di­are la pre­sen­za dei met­al­li derivan­ti da inquina­men­to indus­tri­ale», dice Guil­iz­zoni, «e potrem­mo anche sco­prire se i cianob­ba­teri esiste­vano già sec­oli fa».Frau definisce i tem­pi per arrivare all’operatività: «Vis­to che impiegherei sec­oli se doves­si rap­por­tar­mi solo con la Provin­cia di Verona e alcu­ni comu­ni garde­sani verone­si», provo­ca, «con­to di con­cretiz­zare il prog­et­to entro sei mesi dialo­gan­do con le Regioni Vene­to e Lom­bar­dia, Provin­cia di Tren­to e min­is­tero per l’Ambiente. In otto­bre ho avu­to un’audizione sul tema in com­mis­sione ambi­ente e ter­ri­to­rio del Sen­a­to, ne ho poi par­la­to con il min­istro Pec­o­raro Scanio e lo rive­drò a giorni per aggiornarlo sul­la disponi­bil­ità dell’Ise-Cnr». Il cen­tro potrebbe sorg­ere al villi­no Campi di Riva del Gar­da. «Di cer­to non sarà in un comune non mem­bro del­la Comu­nità», assi­cu­ra Frau. «I costi preve­dono 200mila euro per le attrez­za­ture e 300mila per un’attività di stu­dio del­la dura­ta di due anni e inter­ven­ti con­seguen­ti». Il pres­i­dente del­la Comu­nità con­clude: «Il min­is­tero ave­va accetta­to l’ipotesi dell’emendamento in finanziaria di un mil­ione di euro l’anno per tre anni per la tutela delle acque garde­sane. L’ipotesi è cadu­ta con la fidu­cia, ma il min­is­tero ha espres­so disponi­bil­ità a sostenere l’iniziativa».

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