E' subito polemica

Un centro turistico in riva al Mincio

Di Luca Delpozzo
a.f.

Anche il Min­cio, come è avvenu­to sul­la cos­ta amal­fi­tana per il Fuen­ti (recen­te­mente abbat­tuto), potrebbe ved­er crescere vici­no a Salionze un mostro di cemen­to a ven­ti metri dal­la riva. L’in­ter­ven­to si col­lo­ca in una zona degra­da­ta (conosci­u­ta come ex-Icomec) dove vi sono capan­noni abban­do­nati anco­ra col tet­to in eter­nit; sec­on­do il vigente Prg (Piano rego­la­tore gen­erale) quel­la è zona pro­dut­ti­va di com­ple­ta­men­to, ma col vin­co­lo che si trat­ti di attiv­ità tur­is­ti­co-sportive, o legate all’am­bito di tutela. Ma la dit­ta «Immo­bil­iare Verde Min­cio» ha pre­sen­ta­to un prog­et­to che prevede la real­iz­zazione di un cen­tro tur­is­ti­co-alberghiero per 21.000 metri cubi, chieden­do poi una vari­ante al Prg di 4000 metri cubi per creare una zona res­i­den­ziale. La vari­ante, approva­ta dal­la mag­gio­ran­za di cen­tro-destra, ha incon­tra­to la decisa oppo­sizione delle mino­ranze, delle asso­ci­azioni ambi­en­tal­iste, del­l’Archeo­club (per la prob­a­bile pre­sen­za di inse­di­a­men­ti palafit­ti­coli), oltre che di un grup­po di abi­tan­ti del­la zona. «Noi appog­giamo un inter­ven­to di riqual­i­fi­cazione di strut­ture già esisten­ti», ha affer­ma­to il sin­da­co Faus­to Sachet­to, «e che ora sono som­merse dal­l’er­ba ed in mano ai topi. Altri­men­ti rimar­rebbe il degra­do attuale». Pronta la repli­ca di Pietro Bedul­li, con­sigliere del­l’Uli­vo: «Il sin­da­co dimen­ti­ca che siamo in zona par­co, che esiste un’ampia nor­ma­ti­va che impone di rimanere a almeno 100 metri dal­la riva e che le migli­a­ia di per­sone che in bici­clet­ta, a pie­di o sui pat­ti­ni, fre­quen­tano l’as­ta del Min­cio, da Peschiera fino a Mantova.