Lungo il viale per la chiesa di S.Pietro in Lucone

Un cippo rosso per ricordare i giovani scomparsi negli incidenti

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Di Luca Delpozzo
Elena Cerqui

Da domeni­ca ai pie­di del viale alber­a­to che con­duce alla Chiesa di San Pietro in Lucone a Polpe­nazze, nei pres­si del cimitero, si può ammi­rare una nuo­va scul­tura frut­to dell’amore del­la comu­nità polpe­nazzese per chi non c’è più. Si trat­ta del cip­po com­mem­o­ra­ti­vo in onore di tut­ti i gio­vani di Polpe­nazze che sono scom­par­si pre­mat­u­ra­mente a causa di inci­den­ti o di gravi malat­tie, purtrop­po sem­pre molto numerosi. Un ricor­do di cui la comu­nità ha espres­so il deside­rio fin dal­lo scor­so anno e che gra­zie allo sfor­zo delle asso­ci­azioni volon­taris­tiche del ter­ri­to­rio, dal grup­po , ai Fan­ti, al grup­po La Cara­ta, ai grup­pi sportivi fino alla ed al grup­po par­roc­chiale, si è potu­to real­iz­zare. L’inaugurazione del­la scul­tura si è tenu­ta dopo la Mes­sa domeni­cale che, per l’occasione, si è svol­ta nel­la stor­i­ca Chiesa roman­i­ca di San Pietro in Lucone. Una cer­i­mo­nia rac­col­ta e sem­plice dove, dopo la benedi­zione, la comu­nità si è rac­col­ta in un silen­zio più pro­fon­do di molte parole. Il cip­po di mar­mo rosso di Verona, sul quale è raf­fig­u­ra­ta una fila con­tin­ua di bam­bi­ni che cam­mi­na ver­so il cielo, è opera del­lo scul­tore veronese, di Affi, Leonel­lo San­dri, esper­to nell’arte fig­u­ra­ti­va. Men­tre del trasporto, posa, e real­iz­zazione del basa­men­to si sono occu­pati i grup­pi di volon­tari­a­to. A fian­co del­la scul­tura è sta­ta pos­ta una lapi­de su cui campeg­gia una frase di Sant’Agostino che induce alla rif­les­sione tutte le per­sone che si tro­ver­an­no a pas­sare di lì: «Non per­diamo mai col­oro che ami­amo per­ché pos­si­amo amar­li in colui che non si può perdere».

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