Via libera ufficiale della Regione al progetto culturale

Un «Ecomuseo»per le cartiere

19/08/2008 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

Il Cen­tro di eccel­len­za di Maina Infe­ri­ore, con tut­ta la di Toscolano, è sta­to riconosci­u­to come «Eco­museo» dal­la . È un con­cet­to che va oltre quel­lo «clas­si­co» di museo: coin­volge l’intero ter­ri­to­rio cir­costante, le sue eccel­len­ze pae­sag­gis­tiche, e anche i pri­vati cit­ta­di­ni e le aziende del pos­to, ammes­si a parte­ci­pare alla ges­tione e alla val­oriz­zazione di questo patrimonio.Su pro­pos­ta di Mas­si­mo Zanel­lo, asses­sore regionale alla Cul­tura, ne sono sta­ti isti­tu­iti 18 in totale, di cui 4 nel Bres­ciano (a Cer­veno, Bien­no e Ceto in Val­ca­mon­i­ca, oltre a Toscolano Maderno).«Puntiamo alla val­oriz­zazione del­la cul­tura e delle tradizioni locali — ha spie­ga­to Zanel­lo -. L’obiettivo: tute­lare l’am­bi­ente, il pae­sag­gio, lo svilup­po cul­tur­ale, tur­is­ti­co ed eco­nom­i­co. Ad ogni eco­museo ven­gono attribuiti un mar­chio, una denom­i­nazione esclu­si­va ed orig­i­nale, un ruo­lo speci­fi­co a sal­va­guardia del ter­ri­to­rio che rappresenta».Il «Cen­tro di eccel­len­za» a Toscolano sarà il «cuore» dell’Ecomuseo garde­sano. È sta­to costru­ito recu­peran­do l’ex sta­bil­i­men­to di Maina Infe­ri­ore, abban­do­na­to da una quar­an­ti­na di anni, con una spe­sa com­p­lessi­va di cir­ca sei mil­ioni e 300 mila euro. La strut­tura con­sente di entrare nel mon­do del­la car­ta. Negli inter­rati ven­gono pro­poste le modal­ità di pro­duzione uti­liz­za­to dal Quat­tro­cen­to al Set­te­cen­to. Al piano supe­ri­ore esiste una rac­col­ta di doc­u­men­ti: il pri­mo, data­to 1381, attes­ta uffi­cial­mente l’attività nel­la valle. Sono inoltre esposti volu­mi antichi, stam­pati dal­la famiglia Pagani­ni. In altre sale si rac­con­ta il meto­do usato dal Set­te­cen­to all’Ottocento. Nel cor­po a monte, invece, gli attrezzi del sec­o­lo scor­so. E anco­ra: i lab­o­ra­tori di inci­sione e stam­pa, legatu­ra, rasatu­ra, arte e tec­ni­ca del­la scrit­tura, ambi­en­ti ded­i­cati allo work­shop divul­ga­ti­vo, ai con­veg­ni, ai momen­ti di relax e ris­toro, una ludote­ca per l’intrattenimento dei bambini.Sulla spon­da occi­den­tale del lago esistono già due inizia­tive sim­ili: in Valvesti­no (local­ità Cluse di Tura­no) e la limon­a­ia di Pra’ de la Fam. Il pri­mo è pro­mosso e gesti­to da un con­sorzio che rag­grup­pa le comu­nità mon­tane dell’Alto Gar­da e del­la Valle Sab­bia, quat­tro pae­si (Valvesti­no, Mag­a­sa, Capo­valle, Tre­vi­so Bres­ciano), alcu­ni pri­vati pro­pri­etari di ter­reni e imp­rese oper­an­ti nel set­tore ambi­en­tale. Per quan­to riguar­da la limon­a­ia di Pra’ de la Fam, tra Gargnano e Tig­nale, costru­i­ta nel 1700, è sta­ta recu­per­a­ta qualche anno fa.