Il turismo gardesano in crisi? Troppo lungo l’elenco dei colpevoli. Appello alla collaborazione tra operatori

Un «finto processo»

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Di Luca Delpozzo

Sono fini­ti sul ban­co d’ac­cusa lunedì pomerig­gio, nel «tri­bunale» di palaz­zo Callas, per­ché coin­volti «nel medes­i­mo impeg­no crim­i­noso, che ha com­por­ta­to un calo del 10% del fat­tura­to ann­uo, con l’ag­gra­vante di aver commes­so il fat­to in una local­ità ad alto tas­so tur­is­ti­co». Per i ris­tora­tori di Sirmione, «proces­sati» nel­l’in­ten­to di far luce sul­l’at­tuale crisi del tur­is­mo garde­sano, nul­la da temere: a pro­nun­cia­re il capo d’ac­cusa era Alber­to Schiep­pati, diret­tore del­la riv­ista «Fuor­i­c­asa», presta­to alla toga per un giorno su inizia­ti­va di Ezio Cam­pag­no­la. Il pres­i­dente dell’ «osser­va­to­rio A1» ha dato vita ad un con­veg­no a dir poco orig­i­nale, cel­e­bra­to «con inter­roga­tori e con­troin­t­er­roga­tori, per inda­gare sul­la crisi che ci riguar­da fino a sco­vare i colpevoli, se ci sono». Nom­i­na­to Schiep­pati «giu­dice di prova­ta maes­tria», non pote­va man­care il pub­bli­co min­is­tero (nel­la per­sona di Davide De Cora­to, gior­nal­ista) e l’avvo­ca­to difen­sore, la dot­tores­sa Pao­la Goldoni; schierati al loro fian­co tes­ti­moni a cari­co d’am­bo le par­ti, scelti tra esper­ti del set­tore e rap­p­re­sen­tan­ti di Pub­bliche ammin­is­trazioni, chia­mati a leg­gere una dichiarazione che li impeg­na­va a «dichiarare tut­ta la ver­ità» e invi­tati a rispon­dere alle domande del pub­bli­co min­is­tero su di una seg­gi­o­la pos­ta fra il giu­dice e gli astan­ti. Ad aprire il «dibat­ti­men­to» l’ac­cusa, che ha soll­e­va­to il prob­le­ma del­la scarsa pulizia delle strade di Sirmione, soprat­tut­to a causa di quel tur­is­mo di mas­sa che sec­on­do il teste Daniela Man­to­vani, vicepres­i­dente del­l’osser­va­to­rio A1, «ha causato un abbas­sa­men­to qual­i­ta­ti­vo del­l’uten­za». Sul­la stes­sa fre­quen­za Rober­ta Visoli, impren­ditrice a capo di un cantiere nau­ti­co, a favore di una rego­la­men­tazione del flus­so tur­is­ti­co, in quan­to «nei giorni di mag­giore affluen­za tur­is­ti­ca siamo intasati». Le bor­date con­tro l’am­min­is­trazione comu­nale han­no trova­to eco nelle parole di Adri­ana Balzi, architet­to pae­sag­gista, che ha chiam­a­to in causa «la man­can­za di tutela del pat­ri­mo­nio locale in ambito architet­ton­i­co». Mas­si­mo Boc­chio, tito­lare di un ris­torante, ha mes­so in luce la man­can­za di una vera asso­ci­azione che riu­nis­ca i ris­tora­tori del­la zona. Mau­r­izio Zanet­ti, auto­trasporta­tore, ha giu­di­ca­to «insuf­fi­ciente» la garde­sana nei giorni di mag­gior affluen­za. Tra gli ulti­mi a tes­ti­mo­ni­are a favore del­l’ac­cusa Giuseppe Loren­zi­ni, pres­i­dente del­l’u­nione garde­sana alber­ga­tori, che ha pun­ta­to il dito «con­tro l’ec­ces­si­va pres­sione fis­cale che gra­va sul set­tore alberghiero». Giun­to il turno del­la dife­sa, davan­ti al giu­dice si è pre­sen­ta­to , pres­i­dente del­la cam­era di com­mer­cio di Bres­cia: «Dif­fi­cile sta­bilire di chi è la col­pa. La cam­era di com­mer­cio ha fat­to molto, con la bor­sa inter­nazionale dei laghi e Bres­ci­a­tourism. Purtrop­po ci tro­vi­amo di fronte ad una situ­azione di crisi nazionale». Il pres­i­dente di Bres­ci­a­tourism e Con­f­com­mer­cio, Fer­ruc­cio Rossi Thie­len, è inter­venu­to a sostenere le tesi di Bet­toni, affer­man­do: «Sti­amo attra­ver­san­do una con­giun­tu­ra dif­fi­cile che inter­es­sa l’I­talia e l’Eu­ropa. Ma sono sicuro che dal 2005 ci sarà la ripresa». Più criti­co Alessio Meri­go, Diret­tore del­la Con­fe­ser­centi di Bres­cia e vicepres­i­dente di Bres­ci­a­tourism: «Non è solo una crisi con­giun­tu­rale. E’ cam­bi­a­to il modo stes­so di fruire il tur­is­mo. Il lago da solo non bas­ta, dob­bi­amo legare le nos­tre attrat­tive in un cir­cuito vir­tu­oso». Chiu­so il dibat­ti­men­to, la sen­ten­za di Schiep­pati non si è fat­ta atten­dere: «La fles­sione c’è sta­ta, ma non è imputabile con chiarez­za. Si ril­e­va la man­can­za di spir­i­to di cor­po tra gli impu­tati e la ten­den­za a critiche gener­iche. Questo proces­so va archivi­a­to, per­ché il fat­to non cos­ti­tu­isce reato».

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