Approvato il nuovo Piano regolatore generale. Il voto conclusivo alle 3.30 della notte. Salvaguardia in primo piano: destinati a parco 1000 ettari di aree

Un futuro con meno cemento

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Di Luca Delpozzo
Maurizio Toscano

Dopo una lun­ga mara­tona con­sil­iare, alle 3 e 30 di ieri mat­ti­na il con­siglio comu­nale ha approva­to l’adizione del nuo­vo piano rego­la­tore di Desen­zano, pas­sato a mag­gio­ran­za con il voto con­trario di Forza Italia, Lega e indipen­den­ti (astenu­ta la lista dell’ex sin­da­co Cino Anel­li). E’ un tra­guar­do a suo modo «stori­co»: a vent’anni giusti dal pri­mo Piano reglatore vara­to dal­la giun­ta Ramel­la, la cap­i­tale del ha dunque un nuo­vo stru­men­to con il quale mis­urare le pro­prie ambizioni di svilup­po e poten­zial­ità. Anche se va det­to subito che il Prg desen­zanese è un doc­u­men­to imr­pon­ta­to su obbi­et­tivi di tutela e di sal­va­guardia, con poco svilup­po edilizio. Lo ha det­to il sin­da­co Fioren­zo Pien­az­za, nel suo inter­ven­to. «Non si preve­dono nuove aree per inse­di­a­men­ti com­mer­ciali, anzi si è cam­bi­a­ta des­ti­nazione in pro­dut­ti­va sec­on­daria ad un’ampia area esistente a S. Mar­ti­no del­la Battaglia che avrebbe potu­to, se con­fer­ma­ta, dare luo­go ad un nuo­vo com­p­lesso com­mer­ciale». «Saran­no pre­visti — ha con­tin­u­a­to Pien­az­za — nuovi col­lega­men­ti cicla­bili e parcheg­gi, in sin­to­nia con i col­lega­men­ti via­bilis­ti­ci, per impedire un incre­men­to di traf­fi­co del­la cit­tà». In quan­to ai nuovi inse­di­a­men­ti pro­dut­tivi di tipo arti­gianale, ha pros­e­gui­to il sin­da­co, «con esclu­sione di impianti indus­tri­ali con ele­va­to impat­to, sono pre­visti in com­ple­ta­men­to dell’area di via Man­to­va e a fian­co di quel­la di Sirmione». Il nuo­vo piano, inoltre, prevede una vas­ta super­fi­cie di aree nat­u­ral­is­tiche. Infat­ti, «le aree rien­tran­ti nei tre pre­visti Plis (parchi locali sovra­co­mu­nali) ammon­tano a qua­si 1000 ettari, cioè qua­si 10 mil­ioni di metri quadri e il 27% del ter­ri­to­rio agri­co­lo che equiv­ale all’80% del ter­ri­to­rio comu­nale». Infine, il «suo­lo di nuo­va urban­iz­zazione aggiun­ti­va — ha pros­e­gui­to anco­ra il sin­da­co — è solo del 2,33% dell’urbanizzato». Vuol dire che pochiss­si­mo ter­ri­to­rio sarà con­ces­so all’avanzata del cemen­to: gran parte delle costruzioni pre­viste saran­no «rimpi­men­to» di aree già urban­iz­zate. Ecco, dunque i dati che, da soli, offrono la filosofia a cui si è ispi­ra­to il piano rego­la­tore, mes­so a pun­to in oltre due anni di lavoro dal­lo staff dell’architetto Vale­ria Erba, del Politec­ni­co di , e dagli uffi­ci tec­ni­ci comu­nali. L’esordio dell’adozione del piano era sta­to, tut­tavia, mes­so in dub­bio dal­la pre­sen­tazione all’ultima ora di due dis­tinte richi­este di slit­ta­men­to deposi­tate dal leghista Rino Pol­loni e dal forzista Ser­gio Paroli­ni. Per l’esponente di Forza Italia, a causa di «un emen­da­men­to pre­sen­ta­to dal­lo stes­so sin­da­co Pien­az­za che riconosce­va un grave errore nel­la zoniz­zazione del Prg», si ren­de­va nec­es­sario uno slit­ta­men­to del­la dis­cus­sione per «con­sen­tire i nec­es­sari chiari­men­ti e una diver­sa zoniz­zazione». Pien­az­za, nel­la sua repli­ca, chiari­va che l’errore era mate­ri­ale. Si riferi­va al fat­to che, nel Prg, gli alberghi a lago non era­no sta­ti assogget­tati alle stesse norme di pre­scrizione vigen­ti nelle altre zone. E la mozione veni­va quin­di respin­ta. Respin­ta dal­la mag­gio­ran­za anche l’obiezione del Car­roc­cio, che denun­ci­a­va l’assenza di un parere tec­ni­co del­la Regione. Pien­az­za rispon­de­va che non si trat­ta­va di un atto indero­ga­bile, che insom­ma non avrebbe infi­ci­a­to la rego­lar­ità del Piano. Dopo un lun­go dibat­ti­to, scan­di­to dal­la pre­sen­tazione di 26 emen­da­men­ti e dagli inter­ven­ti delle varie forze politiche, a notte fon­da il piano veni­va final­mente adottato.

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