Recital di canzoni sempreverdi voluto da Elide Suligoj. L’iniziativa dell’associazione intitolata al paroliere apre l’Ottobre d’oro, 40 giorni di appuntamenti culturali

Un galà in ricordo di Beretta

25/09/2004 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Valerio Locatelli

La pri­ma edi­zione dell’Ottobre d’Oro si apre all’insegna del­la musi­ca. Nel ricor­do di un grande autore che ave­va scel­to Gar­da come sua ama­tis­si­ma patria elet­ti­va: Luciano Beretta. L’associazione che gli è inti­to­la­ta, pre­siedu­ta da Elide Suligoj (che ha pure fir­ma­to molti cele­bri brani), pro­pone stasera, saba­to 25 set­tem­bre, alle 21, al palaz­zo dei con­gres­si, un galà musi­cale che ha come pro­tag­o­nista la can­tante Alessan­dra in un recital di can­zoni sem­pre­ver­di. E fra i suc­ces­si intra­montabili del­la musi­ca leg­gera ital­iana han­no piena cit­tad­i­nan­za molti lavori di Beretta, che ha scrit­to i testi di can­zoni por­tate al suc­ces­so da Adri­ano Celen­tano, i Cama­le­on­ti, Cate­ri­na Casel­li e tan­ti altri (da Il ragaz­zo del­la via Gluck a Nes­suno mi può giu­di­care , da Una carez­za in un pug­no ad Applausi , gius­to per citare qual­cuno dei tan­ti titoli da hit parade nati fra , cit­tà d’origine di Beretta, e Gar­da). Nel cor­so del­la ser­a­ta ad Alessan­dra, per la sua «voce per­son­ale e di notev­ole dut­til­ità», sec­on­do la definizione di Elide Suligoj, ver­rà anche con­seg­na­to il Gira­sole d’oro, un «pre­mio non pre­mio», come lo definis­cono gli ideatori Arturo Gam­barot­to e Ful­vio Sar­tori del ris­torante Vec­chio Otto­cen­to di Poz­zolen­go. Ogni anno il riconosci­men­to viene asseg­na­to a un per­son­ag­gio, affer­ma­to o emer­gente, che sia rius­ci­to «a non mon­tar­si la tes­ta». In pas­sato venne trib­u­ta­to a Giuli­et­ta Masi­na, Giuseppe Di Ste­fano, Pao­la Bor­boni, Valenti­na Cortese, Ugo Mulas, Mariele Ven­tre, Luciana Sav­i­g­nano, Sil­vano Agosti, Fran­ca Nuti, Don Vit­to­ri­one, Piera Degli Esposti, Gian­car­lo Det­tori, Lil­iana Cosi, Fran­co Piavoli e tan­ti altri. Tra i pre­miati c’è sta­to anche Luciano Beretta. Ques­ta è la pri­ma edi­zione che si svolge in trasfer­ta: a Gar­da e non, come al soli­to, sulle colline moreniche bres­ciane, a Poz­zolen­go. La moti­vazione del pre­mio ver­rà let­ta dal paroliere Alber­to Tes­ta (è sua per esem­pio Grande grande grande di Mina): vi si par­lerà di sim­pa­tia, cor­dial­ità, sem­plic­ità come doti di fon­do del­la per­son­al­ità di Alessan­dra. (a.p) Gar­da. L’autrice di can­zoni, Elide Suligoj — erede morale e mate­ri­ale del pat­ri­mo­nio di Luciano Beretta, il grande paroliere scom­par­so l’11 gen­naio 1994 all’ospedale di Capri­no, e sta­bil­i­tasi nel­la sua casa- di Gar­da — ha vin­to la causa legale pro­mossa con­tro Mil­va sul­la pater­nità del­la can­zone Volpe d’amore . A dieci anni di dis­tan­za il Tri­bunale di Milano ha inibito nuo­va­mente, con­fer­man­do un’ordinanza del 1995, la dis­tribuzione e la com­mer­cial­iz­zazione di Volpe d’amore , un cd pro­pos­to da Mil­va nel 1994 con­te­nente una ver­sione illecita, per­ché manipo­la­ta, di quest’opera, scelta oltre tut­to per dare il tito­lo al dis­co. Questo in accogli­men­to delle domande for­mu­late da Elide Suligoj, autrice, con Gio­van­ni Testori, dell’opera orig­i­nale. Nel 1994 Mil­va annun­ci­a­va l’uscita di un dis­co dal tito­lo Volpe d’amore che vede­va, come autore del­la musi­ca, Thanos Mikrout­sikos, uno dei mas­si­mi espo­nen­ti del­la musi­ca col­ta con­tem­po­ranea, e del testo Gio­van­ni Testori. Ques­ta inci­sione dove­va essere, nei prog­et­ti del­la Pan­tera di Goro, la can­zone gui­da del lavoro discografi­co. A segui­to, però, di un ricor­so d’urgenza pre­sen­ta­to pres­so il Tri­bunale di Milano da parte del­la Suligoj, autrice del­la musi­ca orig­i­nale dell’opera, veni­va emes­sa un’ordinanza che riconosce­va l’illecito di ques­ta nuo­va e non autor­iz­za­ta ver­sione, ed inibi­va la com­mer­cial­iz­zazione del sup­por­to fono­grafi­co. Ora è sta­ta emes­sa una nuo­va sen­ten­za che sta­bilisce: «Il Giu­dice ordi­nario aggiun­to, in fun­zione di giu­dice uni­co, defin­i­ti­va­mente pro­nun­cian­do così provvede: dichiara che la com­po­sizione musi­cale dal tito­lo Volpe d’amore nel­la real­iz­zazione Testori-Mikrout­sikos cos­ti­tu­isce manipo­lazione non autor­iz­za­ta del­la com­po­sizione musi­cale dal tito­lo Volpe d’amore di Testori-Suligoj, e per l’effetto con­fer­ma il provved­i­men­to d’inibitoria in data 4.1.95; riconoscen­do all’autore orig­i­nale, un ris­arci­men­to per dan­ni morali e mate­ri­ali e la rifu­sione delle spese legali. Ris­arci­men­to e rifu­sione a cari­co del­la casa discografi­ca e dell’erede di Gio­van­ni Testori». «Ciò che mi amareg­gia di più», ha dichiara­to la Suligoj, «è che Mil­va, l’orchestratice di tut­to, se l’è cava­ta, men­tre a rimet­ter­ci sono la casa discografi­ca e l’erede di Testori». Una vicen­da, ques­ta, che ha seg­na­to pro­fon­da­mente la musicista milanese. «Per me», con­tin­ua la Suligoj, «ques­ta can­zone è un fiore all’occhiello, scrit­ta con il grande Testori in un momen­to magi­co del­la mia vita, e ved­er­mela scip­pare così è sta­to uno schi­af­fo vio­len­to. Nei pri­mi anni di ques­ta lun­ga vicen­da giudiziaria c’è man­ca­to poco che non mi ammalas­si, tan­to ero offe­sa». La Suligoj è l’autrice, tra le altre, anche del­la bel­lis­si­ma e del­i­ca­ta Mon­i­ca delle bam­bole , bra­no di sot­tile pen­e­trazione psi­co­log­i­ca e con accen­ti brechtiani, scrit­to insieme a Luciano Beretta, nel 1974, e por­ta­to al suc­ces­so da Mil­va. La Suligoj ha fonda­to, dieci anni fa, l’associazione Ami­ci di Luciano Beretta, che si bat­te per «pro­muo­vere, orga­niz­zare o appog­gia­re ogni inizia­ti­va ten­dente a difend­ere gli inter­es­si mate­ri­ali e morali degli autori di can­zoni, cat­e­go­ria che ingius­ta­mente res­ta da sem­pre nell’ombra a van­tag­gio degli inter­preti», come recita lo statu­to. Un’altra impor­tante vit­to­ria l’ha ottenu­ta pro­prio all’ultima edi­zione del Fes­ti­val del­la can­zone ital­iana di San­re­mo, che ha vis­to salire sul pal­cosceni­co del teatro Aris­ton, per la pri­ma vol­ta, insieme agli inter­preti, anche gli autori. Tra gli scopi dell’associazione, cos­ti­tu­itasi all’indomani del­la morte di Beretta, c’è anche quel­lo di «pro­muo­vere, orga­niz­zare o appog­gia­re ogni inizia­ti­va ten­dente a far conoscere e sostenere nuovi gio­vani autori, anche medi­ante l’istituzione di pre­mi, con­cor­si, e sim­ili, nonché aiutare con ogni mez­zo i vec­chi autori in dif­fi­coltà, sia mate­rial­mente che per la dife­sa delle loro opere e del­la loro immagine».

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