Dopo un anno esatto il relitto diventa res nullius

Un giorno può fare la differenza

22/04/2001 in Curiosità
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Di Luca Delpozzo

Il giorno esat­to del­l’af­fon­da­men­to del Tenace è dif­fi­cile da pre­cis­are, eppure in segui­to agli ulti­mi svilup­pi potrebbe diventare un ele­men­to di grande impor­tan­za. Infat­ti sec­on­do il codice del­la , un natante affonda­to, pas­sati 365 giorni da quan­do ha toc­ca­to il fon­dale, diven­ta «res nul­lius» e chi­unque vi pon­ga la mano ne diven­ta, per­ciò stes­so, pro­pri­etario. Questo sig­nifi­ca che se il pon­tone si fos­se appog­gia­to sul fon­do del gol­fo del Lido pri­ma del 29 mar­zo 2000, il Comi­ta­to man­i­fes­tazioni rivane avrebbe per­so il tito­lo di pro­pri­età e lo stes­so sarebbe pas­sato a chi vi ha mes­so mano per spostar­lo. In quel caso anche l’even­tuale onere del recu­pero impos­to dal­la provin­cia, non cadrebbe più sulle spalle del comi­ta­to, com­pos­to di volon­tari ed asso­lu­ta­mente inca­pace di affrontare una spe­sa di quel genere, e l’even­tuale fat­tura dovrebbe essere ind­i­riz­za­ta in piaz­za Dante. Sul fat­to che il Tenace sia affonda­to non ci sono dub­bi: bas­ta che il natante non gal­leg­gi più, ma sia appog­gia­to al fon­do per con­fig­u­rare giuridica­mente l’af­fon­da­men­to. Non impor­ta se una parte, più o meno grande, emerge dal­l’ac­qua. Nes­sun dub­bio nem­meno sul­la perdi­ta del tito­lo di pro­pri­età: è suf­fi­ciente che a bor­do non ci sia alcun essere vivente. Uni­ca incertez­za, quel­la rel­a­ti­va alla data. L’or­di­nan­za al comi­ta­to rivano potrebbe trasfor­mar­si in un boomerang per la provin­cia che l’ha emesso.

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