La Comunità del Garda capofila di un’operazione che, con altri 3 laghi europei, è finanziata dalla Ue

Un istituto scientifico aiuterà i Comuni a tutelare il Garda

Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

Per la pri­ma vol­ta quat­tro gran­di laghi d’Eu­ropa si unis­cono per la tutela di quan­tità e qual­ità delle acque. L’in­quina­men­to, il con­tin­uo abbas­sa­men­to dei liv­el­li, il man­ten­i­men­to del pae­sag­gio nat­u­rale sono prob­le­mi che acco­mu­nano il Gar­da, il Bal­a­ton in Unghe­ria, il Neusiedl in Aus­tria e lo Charzykowskie in Polo­nia. Gra­zie alla (che nell’operazione funge da capofi­la) i quat­tro sono ora acco­mu­nati anche da un prog­et­to uni­tario. L’inizia­ti­va, chia­ma­ta , viene finanzi­a­ta dal­l’U­nione Euro­pea, tramite il pro­gram­ma di coop­er­azione inter­nazionale Inter­reg IV. Il cos­to com­p­lessi­vo è di cir­ca tre mil­ioni di euro. L’implementazione avrà inizio tra mar­zo e aprile. Queste in sin­te­si le attiv­ità chi­ave del­la pro­pos­ta: intro­durre sis­te­mi di mon­i­tor­ag­gio per la val­u­tazione delle acque, come la creazione di un isti­tu­to lim­no­logi­co (le ammin­is­trazioni locali avran­no così a dis­po­sizione un indi­ca­tore del­lo sta­to delle spi­agge e potran­no quin­di oper­are scelte con­sapevoli); miglio­rare la com­pren­sione del­la vul­ner­a­bil­ità inte­gra­ta (una map­pa di sim­u­lazione sui cam­bi­a­men­ti cli­mati­ci); con­cor­dare un approc­cio trasnazionale comune per la tutela; svilup­pare un nuo­vo mod­el­lo di gov­er­no ambi­en­tale, coin­vol­gen­do i res­i­den­ti e i por­ta­tori di inter­es­si (agri­coltori, oper­a­tori tur­is­ti­ci, uti­liz­za­tori per la pro­duzione di ener­gia). Tutte le attiv­ità saran­no affi­an­cate da una cam­pagna di comunicazione.«L’EUROPA ha riconosci­u­to il val­ore di una pro­pos­ta che, per la pri­ma vol­ta, vede col­lab­o­rare i gran­di laghi del Cen­tro Europa sui temi del cam­bi­a­men­to cli­mati­co e dei suoi effet­ti dev­as­tan­ti — com­men­ta il pres­i­dente del­la Comu­nità del Gar­da, Aventi­no Frau -. Abbi­amo costru­ito un prog­et­to che fa da ponte tra le più impor­tan­ti conoscen­ze sci­en­ti­fiche su questi temi e le ammin­is­trazioni locali, che devono essere sup­por­t­ate per sapere, e fare delle scelte».L’iniziativa, pre­sen­ta­ta ieri a Gar­done Riv­iera, è coor­di­na­ta da Nico­la Gal­li­naro. Com­pag­ni di viag­gio sono il Con­siglio nazionale per le ricerche (Cnr), l’A­gen­zia per la Pro­tezione del­l’am­bi­ente del­la Provin­cia di Tren­to e la Fon­dazione Mach (Isti­tu­to Agrario San Michele all’Adi­ge). All’estero il Cen­tro aus­tri­a­co di ricer­ca, l’ ungherese di Pan­non­ia, l’Istituto polac­co di mete­o­rolo­gia e ges­tione delle acque. Il prog­et­to dur­erà tre anni. Dal­la pri­mav­era 2010 i laghi inter­es­sati ver­ran­no coin­volti in attiv­ità di ricer­ca sci­en­tifi­ca, cam­pagne di sen­si­bi­liz­zazione sul tema di acqua e ambi­ente. «Ma la vera sfi­da — con­clude Frau- è di gettare le basi per uno stru­men­to uni­tario, che sia di aiu­to per ammin­is­tra­tori e comu­nità nelle scelte di svilup­po e piani­fi­cazione delle aree lacus­tri».