Positivi i primi dati sulla qualità delle acque. L’Arpav: «Nessun problema dai 65 punti di controllo». Verifiche sulle alghe: «Mai rilevate tossine. E si attende una fioritura scarsa»

Un lago con le spiagge in regola

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Di Luca Delpozzo
Barbara Bertasi

Sono ripresi ieri, con tutte le spi­agge verone­si reg­is­trate come idonee alla bal­neazione, le anal­isi dell’acqua del lago che l’Arpav svolge in vista dell’apertura del­la sta­gione tur­is­ti­ca 2007, al via «uffi­ciale» il pri­mo mag­gio. Chi deciderà di tuf­far­si nel Gar­da pri­ma di allo­ra sarà sen­za tutela san­i­taria. A sot­to­lin­eare questo aspet­to sono pro­prio gli esper­ti dell’ufficio lago di Gar­da del dipar­ti­men­to provin­ciale Arpav di Verona che han­no dato il via ai con­trol­li su tutte le 65 spi­agge del­la Riv­iera degli Olivi.«La Regione Vene­to ha clas­si­fi­ca­to le acque di bal­neazione per la sta­gione 2007. Sul­la base dei dati analiti­ci dei due anni prece­den­ti, il 2005 e il 2006, è risul­ta­to che tut­ti i 65 pun­ti di cam­pi­ona­men­to sono idonei», fan­no sapere Gior­gio Franzi­ni, respon­s­abile dell’ufficio lago di Gar­da, e Gian­car­lo Cunego dell’Arpav di Verona. «Ciò sig­nifi­ca che com­in­ci­amo a fare le nos­tre anal­isi di rou­tine in tutte le 65 spi­agge del­la provin­cia e il pri­mo mag­gio, in base ai risul­tati, potremo dire dove si può fare il bag­no e dove no».Iniziare la sta­gione con tutte le spi­agge idonee non è comunque una novità asso­lu­ta: «Ci sono sta­ti anni sfa­vorevoli in cui alcu­ni lidi parti­vano tem­po­ranea­mente non idonei ma poi, entro il 1° mag­gio, si indi­vid­u­a­va il prob­le­ma e si ripristi­na­va l’idoneità. Solo nel 2002, invece, capitò di trovar­ci a mag­gio con alcu­ni pun­ti non idonei. Fu un caso dovu­to a un cam­bio del­la nor­ma­ti­va, che mod­i­ficò i cri­teri di val­u­tazione in sen­so restrit­ti­vo. Quel­la nor­ma, tut­to­ra in vig­ore, vede l’Italia dota­ta del­la legge più restrit­ti­va d’Europa».Oltre ai para­metri sul­la bal­neazione, l’Arpav val­uterà l’eventuale pre­sen­za di alghe, l’andamento del­la cosid­det­ta «fior­it­u­ra». Franzi­ni è ottimista: «Il lago quest’anno non ha avu­to il rimesco­la­men­to com­ple­to, un fenom­e­no com­p­lesso, fisi­o­logi­co per i laghi, lega­to alla pres­sione atmos­fer­i­ca e alle tem­per­a­ture di aria e acqua e che nel Gar­da non si ver­i­fi­ca sem­pre». «Ci aspet­ti­amo dunque una minore pre­sen­za algale rispet­to all’anno scor­so». Tra le alghe si teme soprat­tut­to la Anabae­na lem­mer­man­nii, poten­zial­mente tossi­ca: «Rib­a­di­amo che non sono mai state trovate nel Gar­da alghe che abbiano prodot­to tos­sine», assi­cu­ra­no Franzi­ni e Cunego, «e comunque il nos­tro com­pi­to è pro­prio quel­lo di sorveg­liare». Anco­ra Franzi­ni: «Questo genere di alghe non ha mai super­a­to liv­el­li crit­i­ci, se ciò fos­se accadu­to sarebbe subito scat­ta­to il divi­eto di fare il bag­no. C’è infat­ti una cir­co­lare min­is­te­ri­ale che prevede che non si superi­no mai le 5000 cel­lule per mil­li­l­itro, pena la chiusura del­la spi­ag­gia a scopo preventivo».Ci si chiede se il parziale rimesco­la­men­to sia dovu­to all’ipotizzata mutazione cli­mat­i­ca in cor­so. Ma Franzi­ni com­men­ta: «La carat­ter­is­ti­ca fisi­o­log­i­ca del Gar­da e di altri laghi sub­alpi­ni è di non rimesco­lar­si sem­pre. Il «“nos­tro” lo ha fat­to nel 1990, 1992, 1997, 2000, 2002, 2004, 2005».

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