Toscolano, Manerba, Padenghe e Moniga i comuni nel «mirino» dell’associazione

Un «lago di cemento»Legambiente accusa

12/07/2007 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

Dopo avere attribuito a Gar­done Riv­iera il «Cinque vele», Legam­bi­ente ha invece boc­cia­to alcune local­ità del­la spon­da bres­ciana del lago. Ha infat­ti mes­so all’indice Toscolano Mader­no, Maner­ba, Padenghe e Moni­ga, con­seg­nan­do agli ammin­is­tra­tori di queste local­ità «Sac­chi di cemen­to». Un blitz di denun­cia per accen­dere i riflet­tori strut­ture ricettive, vil­lag­gi tur­is­ti­ci e com­p­lessi res­i­den­ziali che stan­no sem­pre più aggre­den­do e detur­pan­do le bellezze del Garda.Ieri mat­ti­na, in occa­sione del pas­sag­gio del­la Golet­ta che ril­e­va i dati sul­la bal­neazione, gli attivisti di Legam­bi­ente arrivati a bor­do di una bar­ca, han­no sro­to­la­to sul­la spi­ag­gia del­la Benel­la a Mader­no lo striscione «No al cemen­to». Il luo­go, scel­to come sim­bo­lo, è sit­u­a­to ai pie­di di una col­li­na che rischia di essere detur­pa­ta da un’imponente opera: 72 unità tur­is­tiche con altez­za mas­si­ma di tre piani e annes­si club-house, ris­toran­ti, servizi.«Un mega prog­et­to su un’area com­p­lessi­va di 23.400mq., a cui anche la Sovrin­ten­den­za si è opposta[FIRMA] — ricor­da l’associazione ambi­en­tal­ista -. Tut­to questo in una zona di pre­gio sot­to­pos­ta a vin­co­lo pae­sag­gis­ti­co. Nel 2005 l’amministrazione comu­nale di Toscolano Mader­no si è dota­ta di un Prg che prevede un aumen­to di popo­lazione di cir­ca 1800 unità (oggi gli abi­tan­ti sono poco più di 7mila) e una nuo­va vol­ume­tria di 350mila metri cubi, che andran­no a stravol­gere ulte­ri­or­mente le colline che affac­ciano sul lago».Manerba è sta­ta addi­ta­ta al pub­bli­co ludib­rio «per aver per­me­s­so una pesante edi­fi­ca­bil­ità nel­la zona adi­a­cente la Pieve Vec­chia e a por­to Dusano». men­tre Moni­ga per «la real­iz­zazione di mega-capan­noni lun­go la stra­da che col­le­ga Salò a Desen­zano, l’edificazione del com­p­lesso res­i­den­ziale “Canestrel­li” e per avere dis­trut­to una parte di un anti­co ulive­to sot­to il castel­lo, allo scopo di per­me­t­tere la costruzione di 6 villette».L’ultimo sac­co di cemen­to è anda­to a Padenghe «per aver approva­to dei piani di recu­pero sulle colline che alter­a­no di fat­to il pae­sag­gio. In local­ità Metel­li, sopra le Balosse, zona umi­da di pre­gio, sono state real­iz­za­ti costruzioni per 30mila metri cubi e altri 10mila stan­no per essere autorizzati».