Un elegante volume di fotografie di Dino Guardini propone paesaggi e particolari raccolti tra le località delle due sponde del lago. Una carrellata di immagini suggestive accompagnate dalla poesia

Un libro ambasciatore del Garda

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Di Luca Delpozzo
Elena Cardinali

Un libro di emozioni sul tema del lago. Lo vol­e­vano così, Dino Guar­di­ni, l’autore delle foto, e Rober­to Bertani, l’editore che le ha pub­bli­cate. Così è nato «», del­la Si.Be, Edi­zioni d’Arte Let­tore, un’intensa rac­col­ta di fotografie che rac­con­tano i tan­ti volti dei pae­si che si affac­ciano sul lago, facen­do il perip­lo del Gar­da in una car­rel­la­ta di immag­i­ni riprese in ogni sta­gione. Ora questo testo è diven­ta­to anche una sor­ta di ambas­ci­a­tore di Verona e del lago: nei giorni scor­si numerose copie, con­fezion­ate in un ele­gante con­teni­tore con il sim­bo­lo del­la Provin­cia di Verona, sono state con­seg­nate ad un grup­po di gior­nal­isti ital­iani e stranieri giun­ti a Verona nell’ambito delle man­i­fes­tazioni orga­niz­zate per i Mon­di­ali di ciclis­mo a Verona e sul Gar­da nel cor­so di un incon­tro con i ver­ti­ci dell’Amministrazione provin­ciale. «È un libro costru­ito in anni di lavoro, su migli­a­ia di scat­ti, nel­la ricer­ca di momen­ti par­ti­co­lari, uni­ci e, per questo, anche molto rari», spie­ga Dino Guar­di­ni. Che sottolinea:«Le foto sono state real­iz­zate con apparec­chi di tipo mec­ca­ni­co, dove le impostazioni sono rig­orosa­mente man­u­ali. Niente tec­nolo­gia dig­i­tale. Lo so, sono un po’ demodè in questo sen­so, ma per me la è un’arte che deve esprimere l’abilità del fotografo, non dell’apparecchio». Dino Guar­di­ni ha per la fotografia una vera pas­sione, che si è dilata­ta dopo l’epilogo di una vicen­da che lo ha coin­volto in modo dram­mati­co. È una sto­ria che risale a tre anni fa e che in poco tem­po gli ha cam­bi­a­to la vita. Sovrin­ten­dente di polizia in servizio alla fron­tiera aerea di Vil­lafran­ca, dopo una bril­lante car­ri­era nelle Fiamme Oro come velocista, era spe­cial­iz­za­to nel riconosci­men­to dei pas­s­ap­por­ti con­traf­fat­ti. Nel 2001, libero dal servizio, men­tre si trova­va a Gar­da per scattare delle foto durante una fes­ta di paese, scop­piò un furioso incen­dio vici­no ad un’abitazione, causato dalle scin­tille dei fuochi d’artificio la cui base di lan­cio si trova­va in un cam­po pieno di ster­paglie. Guar­di­ni non esitò a get­tar­si in mez­zo al fuo­co e al fumo den­so per speg­nere l’incendio e lan­cia­re l’allarme, sal­van­do così sen­za saper­lo due anziani coni­u­gi che sta­vano dor­men­do nel­la loro abitazione e non si era­no accor­ti del peri­co­lo. Ma res­pi­ran­do i mias­mi prodot­ti dal rogo il poliziot­to riportò delle gravi lesioni pol­monari che gli provo­cano tut­to­ra delle gravi crisi res­pi­ra­to­rie. Un gesto eroico paga­to a caro prez­zo: rimas­to inido­neo al servizio per motivi di salute, Dino Guar­di­ni a 43 anni è sta­to costret­to al con­ge­do antic­i­pa­to las­cian­do un lavoro che ama­va moltissi­mo. Per quel­la vicen­da non ha anco­ra ottenu­to un cen­tes­i­mo di ris­arci­men­to per l’inabilità ripor­ta­ta. Ora vive nel­la sua nuo­va casa in cam­pagna a Sona dove con grande ener­gia ha saputo rin­no­vare com­ple­ta­mente la pro­pria vita, risco­pren­do con la fotografia, «un’arte che regala al let­tore una car­rel­la­ta di aut­en­tiche emozioni», pre­cisa. «Amo i momen­ti che pre­ce­dono la notte, quan­do le luci di un paese sono accese ma anco­ra si intrave­dono i bagliori di un tra­mon­to, o di un’alba con tut­ta la luce e limpi­dez­za di un nuo­vo giorno che sta nascen­do», rac­con­ta. «Con questo mio libro vor­rei pot­er trasmet­tere, almeno in parte, le emozioni provate nelle mie infi­nite uscite fotogra­fiche, per­chè ogni immag­ine ha un suo per­cor­so, una sua sto­ria che pas­sa soprat­tut­to attra­ver­so lo sguar­do dell’anima». Il libro, la cui grafi­ca è sta­ta cura­ta da Sil­via Mag­a­gna, non è des­ti­na­to alle librerie ma ad enti e a pri­vati, spie­ga Rober­to Bertani, tito­lare del­la Si.Be di San Mar­ti­no Buon Alber­go. «Ogni foto è ver­ni­ci­a­ta, in modo che i col­ori risulti­no niti­di, come i volu­mi. Ho segui­to per­sonal­mente la stam­pa di ogni foto, in un lab­o­ra­to­rio a Pado­va spe­cial­iz­za­to in questo genere di lavori. Per me queste foto sono come quadri. E lo dico sul serio, per­chè io sono pit­tore da anni. Queste vedute devono dare emozioni. Ecco per­chè abbi­amo scel­to immag­inio par­ti­co­lari, come le onde che si infran­gono d’inverno sul lun­go­la­go, un ful­mine che illu­mi­na la notte, una famiglia di cig­ni nel can­neto». I testi che corredano le fotografie, tradot­ti in inglese e tedesco, sono ridot­ti al min­i­mo. Si trat­ta di poe­sie o di bre­vi brani trat­ti soprat­tut­to da autori che han­no abi­ta­to o sono pas­sati per il lago, come Cat­ul­lo e Bet­teloni. Le poe­sie sono state scelte dal figlio dell’editore, Dami­ano, con­tribuen­do con un toc­co let­ter­ario a quest’opera che vuol offrire uno sguar­do par­ti­co­lare sui pae­si che dalle due sponde si affac­ciano sul Gar­da. Chi vuol saperne di più sul libro può andare a dare un’occhiata al sito Inter­net www.si-be.com/librolago.

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