L’Amministrazione comunale l’ha regalato a tutti i cittadini per Natale

Un libro sulla chiesadi S.Pietro in Lucone

29/01/2008 in Cultura
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Di Luca Delpozzo
Enrico Grazioli

Il Comune di Polpe­nazze ha fat­to trovare «sot­to l’al­bero di Natale» un rega­lo per tut­ti i cit­ta­di­ni, il libro «La chiesa di San Pietro in Lucone». Il testo, scrit­to Luciano Pros­pero e Gio­van­ni Pros­pero, è un’indagine stor­i­ca-architet­ton­i­ca sul­la chiesa del XIV sec­o­lo sit­u­a­ta nelle vic­i­nanze del­l’ex lago Lucone, ogget­to di scavi archeologici.«A cir­ca 1000 metri di dis­tan­za ad ovest del cen­tro abi­ta­to e del castel­lo di Polpe­nazze — scrivono gli autori — sopra un colle d’an­fiteatro moreni­co, nei pres­si del cimitero otto­cen­tesco, si tro­va la chiesa di S. Pietro in Lucone (da «lucus», cioè bosco sacro), anti­ca­mente ded­i­ca­ta ai san­ti Pietro e Pao­lo». Sit­u­a­ta tra le frazioni Vedrine e Fontanelle, alla chiesa si giunge per la stra­da che col­le­ga Polpe­nazze con Mura e Pueg­na­go ver­so nord e Cas­trez­zone ver­so sud-ovest. L’ed­i­fi­cio attuale, restaru­ra­to dopo il sis­ma del 2004, è una costruzione tre­cen­tesca, real­iz­za­ta in segui­to al prob­a­bile crol­lo del­la chiesa roman­i­ca precedente.Il libro, come spie­ga nel­la pre­sen­tazione il sin­da­co Giuseppe Tur­ri­na, sarà un aiu­to per conoscere meglio sto­rie e bellezze di ques­ta chiesa, con notizie sul con­testo stori­co, sulle cap­pelle (S. Roc­co, Bea­ta Vergine, Romi­to), sul cam­panile e vari ogget­ti che si trovano all’in­ter­no. Questo libro, inoltre, val­orizzerà ulte­ri­or­mente un’area di grande inter­esse, come dimostra il «Prog­et­to di val­oriz­zazione area arche­o­log­i­ca Lucone D. — Polpe­nazze», redat­to dal Comune.IL SITO del­l’ex lago Lucone, infat­ti, can­dida­to come pat­ri­mo­nio mon­di­ale Unesco, è ogget­to di scavi fin dal 1965 da parte del Grup­po Grotte Gavar­do. Del grup­po fa parte anche Gabriele Boc­chio, che ha col­lab­o­ra­to alla real­iz­zazione del libro.Nei mesi scor­si il Comune ha chiesto alla Regione un con­trib­u­to di 166 mila euro ( 51 mila rimar­reb­bero a cari­co delle casse comu­nali) per un prog­et­to mira­to a val­oriz­zare e ren­dere di pub­bli­ca fruizione un sito arche­o­logi­co di con­sol­ida­to inter­esse sci­en­tifi­co. L’o­bi­et­ti­vo sarebbe di creare un «archeop­ar­co» aper­to, sit­u­a­to in un’area di pre­gio ambi­en­tale e nat­u­ral­is­ti­co. La pri­ma fase arche­o­log­i­ca, ipo­tiz­za­ta di due anni, sarà affi­da­ta al Arche­o­logi­co di Gavar­do, che dal 2006 ha ripreso le ricerche. Lo scopo di queste e del­lo stes­so prog­et­to è definire for­ma e carat­ter­is­tiche di uno dei cinque vil­lag­gi del Lucone (il D), indi­vid­uarne gli ele­men­ti architet­toni­ci e la pianta e, infine, pro­porne una visione ricostruttiva.In atte­sa di una rispos­ta dal­la Regione per i con­tribu­ti, il Comune, per tute­lare la zona e per creare alcune strut­ture di sup­por­to alla ricer­ca, ha intan­to acquis­ta­to 6000 mq attorno al sito. Nel frat­tem­po la Soprint­en­den­za per i beni arche­o­logi­ci di si è già da tem­po espres­sa favorevol­mente sul prog­et­to, per­ché, come scrivono gli autori del libro, «Il Lucone è luo­go den­so di sto­ria, di pro­fon­di silen­zi, di col­ori e di pro­fu­mi intensi».

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