La Regione ha già stanziato 20mila euro per il marchio

Un logo del Garda per rilanciare il lago

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Di Luca Delpozzo
Gerardo Musuraca

Una sor­ta di mar­chio di denom­i­nazione geografi­ca per con­trad­dis­tinguere e pro­muo­vere le bellezze e la riv­iera veronese del . Dopo anni di battaglie per tentare di unire l’intero baci­no lacus­tre, in bar­ba ai con­fi­ni geografi­ci delle tre regioni che vi si affac­ciano, è spun­ta­ta ora la pro­pos­ta di isti­tuire un mar­chio dis­tin­ti­vo per la val­oriz­zazione, la pro­mozione e lo svilup­po eco­nom­i­co del com­pren­so­rio garde­sano. Il pun­to di parten­za è vene­to, anzi veronese. Per la pre­ci­sione, l’idea del mar­chio par­tirà dal­la Riv­iera degli Ulivi. È lì infat­ti che l’autore del­la pro­pos­ta di legge, pre­sen­ta­ta alla pres­i­den­za del con­siglio regionale pochi giorni fa assieme all’intero grup­po di Allean­za nazionale e ad altri con­siglieri del­la mag­gio­ran­za, ha inten­zione di con­vo­care una pri­ma riu­nione con i sin­daci del com­pren­so­rio del Gar­da e del . «Il Gar­da», spie­ga il con­sigliere Pao­lo Ceri­oni, «è riconosci­u­to come baci­no d’importanza strate­gi­ca e tur­is­ti­ca di asso­lu­to rilie­vo per la . Di qui l’idea di met­tere in cam­po una pro­pos­ta che, inizian­do a unire tut­ti i pae­si riv­ieraschi e quel­li dell’immediato entroter­ra lacus­tre veronese, pro­muo­va il ter­ri­to­rio con un mar­chio, che denoti l’appartenenza all’area del lago di Gar­da. Questo sarà il pri­mo pas­so per coin­vol­gere poi le realtà che oper­a­no e lavo­ra­no sull’intero baci­no, a pre­scindere dall’appartenenza a una delle tre regioni che si affac­ciano sul baci­no». Per real­iz­zare il prog­et­to del mar­chio Ceri­oni non ha per­so tem­po e, oltre a pre­sentare il prog­et­to di legge regionale, è rius­ci­to a trovare i fon­di per finanziare lo stu­dio di fat­tibil­ità del mar­chio. «In effet­ti», pros­egue, «siamo rius­ci­ti a stanziare 20mila euro per lo stu­dio di fat­tibil­ità, in attuazione del­la legge regionale 33 del 4 novem­bre 2003 in mate­ria di tur­is­mo ed abbi­amo affida­to ad alcu­ni architet­ti lo stu­dio del mar­chio. A breve, le diverse soluzioni che ci ver­ran­no date, ver­ran­no val­u­tate per decidere quale sarà il logo del mar­chio lago di Gar­da». In questi giorni, inoltre, da Venezia è par­ti­ta una quindic­i­na di let­tere, des­ti­natari i sin­daci dei pae­si riv­ieraschi del­la spon­da veronese, da Peschiera a Mal­ce­sine, e quel­li del pri­mo entroter­ra, da Capri­no a San Zeno di Mon­tagna, Fer­rara di Monte Bal­do, Cavaion, Castel­n­uo­vo, Affi e Riv­o­li. Ai pri­mi cit­ta­di­ni il con­sigliere regionale ha invi­a­to copia del prog­et­to di legge, tre arti­coli in tut­to, in cui però sono con­den­sati i con­cetti e le final­ità dell’iniziativa. «Come è accadu­to per il mar­chio doc del lacus­tre o il dop per l’olio extravergine», ha con­clu­so l’esponente di Allean­za nazionale, «questo mar­chio dovrà carat­ter­iz­zare in Italia e all’estero il baci­no e l’area del lago di Gar­da». Il pas­so imme­di­ata­mente suc­ces­si­vo dovrebbe essere quel­lo di coin­vol­gere, almeno nelle inten­zioni dei fir­matari del prog­et­to, oltre alle ammin­is­trazioni comu­nali, anche la Comu­nità mon­tana del Bal­do, la , gli enti e le asso­ci­azioni di oper­a­tori tur­is­ti­ci, i sogget­ti pub­bli­ci o pri­vati che oper­a­no e pro­muovono il lago di Gar­da, in modo che «sforzi, idee e inizia­tive vengano messe a dis­po­sizione per rag­giun­gere in breve tem­po l’obiettivo comune di pro­mozione e val­oriz­zazione del ter­ri­to­rio attra­ver­so un sim­bo­lo uni­co di riconosci­men­to internazionale».

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