Associazioni ed enti hanno approvato a Sirmione un documento per la creazione di un’ampia zona di tutela. Si chiamerà Colline moreniche e spazierà da Affi fino a Salò

Un manifesto per il nuovo parco

12/11/2002 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Sirmione

Almeno 200 per­sone han­no affol­la­to la sala con­sil­iare del munici­pio di Sirmione votan­do il Man­i­festo del Par­co delle , pri­mo pas­so ver­so l’is­ti­tuzione di un ente che ha come obi­et­ti­vo la tutela del­l’area merid­ionale del Gar­da: un baci­no ric­co di bellezze storiche e nat­u­ral­is­tiche, asse­di­a­to e minac­cia­to dal­l’ur­ban­iz­zazione che nel­la pia­nu­ra padana è una delle più alte in Europa. Ad aprire la ser­a­ta Euge­nio Tur­ri, docente di Sto­ria del pae­sag­gio al Politec­ni­co di , da anni coin­volto in attiv­ità a favore di questo ter­ri­to­rio, che ha ripreso i temi del Man­i­festo che lui stes­so ha pre­dis­pos­to. Tur­ri ha evi­den­zi­a­to come il fat­to che questo lem­bo di ter­ra sia rimas­to in parte esclu­so dagli svilup­pi invaden­ti e dalle dis­truzioni può oggi «cos­ti­tuire un priv­i­le­gio e una risor­sa; sostanzial­mente l’area può por­si al servizio delle popo­lazioni urbane adi­a­cen­ti, offrir­si come par­ente­si ter­ri­to­ri­ale? fon­dan­do la sua esisten­za e ric­chez­za sul­l’a­gri­coltura di qual­ità, sul­l’agri­t­ur­is­mo e sul tur­is­mo cul­tur­ale, pun­tan­do alla sal­va­guardia e alla val­oriz­zazione dei suoi beni ambi­en­tali e stori­co-cul­tur­ali che sono noto­ri­a­mente di grande pre­gio». Il Par­co delle colline moreniche del Gar­da, dice il Man­i­festo, vuole tute­lare «l’area costiera e la fas­cia moreni­ca nel­la sua nat­u­rale esten­sione da Affi a Salò», ma anche pro­muo­vere l’in­te­grazione con il prog­et­ta­to par­co del e i due parchi region­ali che sono già esisten­ti (quel­lo dell’Alto Gar­da e quel­lo del Min­cio) per giun­gere alla cos­ti­tuzione di un Par­co di inter­esse europeo. «Siamo con­sapevoli», sot­to­lin­ea il testo di Tur­ri, «che le carat­ter­is­tiche del ter­ri­to­rio, in par­ti­co­lare a causa del­l’al­ta den­sità inse­dia­ti­va, ren­dono dif­fi­cile appli­care i canoni tradizional­mente asso­ciati all’idea di un par­co; ma ricor­diamo che c’è sta­ta un’evoluzione in sen­so nuo­vo di tale idea negli ulti­mi decen­ni». Oggi si può chia­mare par­co, insom­ma, non solo l’area com­ple­ta­mente lib­era e stac­ca­ta dal­la realtà urban­is­ti­ca ben­sì anche un ter­ri­to­rio che sia uti­liz­za­to da queste «fasce met­ro­pol­i­tane che vi tro­ver­an­no, insieme alle tes­ti­mo­ni­anze del­la sto­ria nat­u­rale e antrop­i­ca, val­ori ricer­cati del­la memo­ria, sen­so del­la rural­ità, tradizioni agrarie e culi­nar­ie ed, infine, la pos­si­bil­ità di passeggiare?di vivere il tem­po libero lun­go itin­er­ari non più intasati dal traf­fi­co moz­zafi­a­to». Molte le opin­ioni espresse nel dibat­ti­to che ha pre­ce­du­to la votazione del Man­i­festo: c’è chi ha evi­den­zi­a­to che l’edilizia che ha riem­pi­to il baci­no garde­sano con le cosid­dette sec­onde e terze case, non ha cre­ato econo­mia reale e cresci­ta per la zona ben­sì pura spec­u­lazione e una for­ma di paras­sitismo nei con­fron­ti del tur­is­mo, risor­sa aut­en­ti­ca per l’in­tera area; chi ha ricorda­to che la nasci­ta di questo par­co si gius­ti­fi­ca con il ten­ta­ti­vo di tute­lare «ciò che è rimas­to» e che occorre pro­muo­vere l’inizia­ti­va con prag­ma­tismo e con­cretez­za per evitare che rischi di restare un inten­to o poco più. C’è poi chi ha sot­to­lin­eato i rischi con­nes­si ai gran­di prog­et­ti di pre­visti come, ad esem­pio, i 55 mil­ioni di metri cubi di ghi­a­ia che andran­no uti­liz­za­ti per la Tir­reno-Bren­nero e che ver­ran­no prel­e­vati in queste aree, per­ché qui sono e che lascer­an­no un «bel­lo scon­quas­so» col quale pri­ma o poi dovre­mo pur fare i con­ti; o l’in­ter­ven­to che ha pun­ta­to l’at­ten­zione sul prob­le­ma di «una leg­is­lazione che, di fat­to, aval­la la dev­as­tazione pae­sag­gis­ti­ca con­sen­ten­do inter­ven­ti mes­si in atto dalle ammin­is­trazioni locali anche per­ché fonte di entrate nec­es­sarie». E c’è chi ha spie­ga­to quan­to sia dif­fi­cile oppor­si a questi inter­ven­ti por­tan­do ad esem­pio il ref­er­en­dum anti-urban­iz­zazione per il quale a Coster­mano sono state rac­colte le firme e che l’am­min­is­trazione non si decide a fare, tenen­do aper­to un con­tenzioso con il Comi­ta­to che entro fine mese approderà al Tar. Il Par­co delle colline moreniche del Gar­da ha, dunque, davan­ti a sé un per­cor­so tut­t’al­tro che in disce­sa ma, come han­no fat­to notare molti dei pre­sen­ti, indis­pens­abile per tentare di tute­lare un ter­ri­to­rio che rap­p­re­sen­ta e può con­tin­uare a rap­p­re­sentare una grande risor­sa , nat­u­ral­is­ti­ca ma anche eco­nom­i­ca, a pat­to che non ven­ga ulte­ri­or­mente intac­ca­to; l’ap­provazione del suo Man­i­festo è il pri­mo pas­so del­la sua nasci­ta cui seguirà, entro fine mese, la definizione del suo comi­ta­to. Il Man­i­festo sarà dif­fu­so in maniera tale che tut­ti i cit­ta­di­ni, ma soprat­tut­to asso­ci­azioni ed enti che nell’area in ques­tione rac­col­go­no i loro ader­en­ti, pos­sano con­frontar­si e con­tribuire all’iniziativa.