Lavori in corso o già ultimati: piano biennale della Comunità montana per frenare la «fuga» dagli alpeggi

Un milione per le malghe

22/12/2007 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Barbara Bertasi

Qua­si un mil­ione di euro, oltre 900 mila, investi­ti su strade rurali e mal­ghe per evitare che agri­coltori e all­e­va­tori del , scor­ag­giati dalle mille dif­fi­coltà e dal­la con­cor­ren­za, get­ti­no la spugna e abban­donino defin­i­ti­va­mente la mon­tagna. A tan­to ammon­tano i fon­di che la Comu­nità mon­tana del Bal­do ha stanzi­a­to nell’ultimo bien­nio per lavori, in parte fini­ti e in parte in cor­so, volti ad adeguare servizi indis­pens­abili a chi lavo­ra in quota.«Nei prece­den­ti piani di svilup­po rurale ci siamo ded­i­cati all’approvvigionamento idri­co, ora ci con­cen­tri­amo sul­la via­bil­ità, d’importanza strate­gi­ca anche in agri­coltura», ricor­da il pres­i­dente Cipri­ano Castel­lani. «La polit­i­ca agri­co­la attuale impone alle aziende d’essere com­pet­i­tive per­ciò, men­tre il pri­va­to deve adeguare l’impresa, agli enti locali spet­ta agevolar­lo met­ten­do a dis­po­sizione strut­ture e servizi pub­bli­ci idonei».Un esem­pio recente è la sis­temazione del­la stra­da che col­le­ga Bra­ga a Pradonego e a Moie di Capri­no, dove oper­a­no una deci­na di all­e­va­tori bovi­ni e vivono una trenti­na di famiglie. La situ­azione è pre­cip­i­ta­ta quest’estate. La stra­da cede­va in vari pun­ti e il trasporta­tore del lat­te non pas­sa­va più. Gli agri­coltori, temen­do di restare iso­lati e di non pot­er con­tin­uare lavo­rare, si sono riv­olti alla Comu­nità e al Comune. Così si è provve­du­to in tem­pi stret­tis­si­mi con un inter­ven­to rad­i­cale da 313 mila euro (226 mila da fon­di region­ali e statali garan­ti­ti dal­la Comu­nità e 87 mila del Comune). Questo è sta­to un caso ecla­tante, ma tut­ta la nos­tra mon­tagna è per­cor­sa da strade di mod­este dimen­sioni, strette, spes­so anco­ra ster­rate non più adat­te ai mezzi di di trasporto attuali.La Comu­nità, come ente sovra comu­nale, è il più adat­to ad occu­par­si di questo reti­co­lo che spes­so per­corre più Comu­ni. Del­lo stanzi­a­men­to 686 mila 500 euro sono fon­di des­ti­nati alla via­bil­ità, 200 mila ai baiti delle mal­ghe, di cui 30mila euro per dotar­le di mod­erni abbev­er­a­toi «anti spreco».A Bren­zone si sta atten­den­do dal Comune il prog­et­to per sis­temare la stra­da Pra­da-Baito Scale a servizio di Mal­ga Val­vac­cara, per­cor­so in quo­ta a scopi rurali per cui la Comu­nità ha stanzi­a­to 60mila euro, in due stral­ci da 30mila. Intan­to con 23mila 515 euro è sta­ta sis­tem­a­ta la Stra­da Vigne Carpenare. A Brenti­no Bel­luno si sta investen­do sul­la stra­da di Pian di Fes­ta. I fon­di pro­gram­mati super­a­no i 50 mila euro e la stra­da, pri­ma «impos­si­bile», è già sta­ta allarga­ta, il fon­do è sta­to sis­tem­ato nei trat­ti di mag­giore pen­den­za e ora è per­cor­ri­bile da fuoristra­da e mezzi agricoli.A San Zeno di Mon­tagna la Comu­nità ha des­ti­na­to 42 mila e 402 euro per la stra­da di acces­so alle Mal­ghe Orti­gara e Orti­garet­ta e Folen­zi­no, una vec­chia mulat­tiera per cui è sta­to pre­vis­to un inter­ven­to di pavi­men­tazione leg­gero per non com­pro­met­tere la fragilità del sito ril­e­vante sot­to il pro­fi­lo nat­u­ral­is­ti­co. Se ne delim­iterà il trac­cia­to e, in un pun­to, la pen­den­za sarà rot­ta cre­an­do due tor­nati. Se pri­ma era larga solo un metro e mez­zo, potrà poi essere bat­tuta da fuoristra­da e trat­tori. Sem­pre a S.Zeno si pavi­menterà la stra­da Cason-Trau­re-Pralun­go (28 mila euro). Anche Coster­mano sta redi­gen­do il prog­et­to per sis­temare la stra­da Piz­zon-Le Colle- Sper­ane per cui la Comu­nità ha ris­er­va­to cir­ca 52mila euro. Pas­san­do alle mal­ghe, 30mila euro sono sta­ti dati a Brenti­no Bel­luno, dove è sta­ta rimes­sa a nuo­vo e inau­gu­ra­ta Mal­ga Cer­bio­lo. Capri­no ha avu­to 40 mila euro per sis­temare la Casara mal­ga Colonei, i cui lavori sono sta­ti curati dal Servizio fore­stale regionale di Verona.Ben 63 mila e 600 euro sono per Mal­ga Novezzi­na a Fer­rara di M. Bal­do. Si costru­irà una tet­toia per la mun­gi­tu­ra in alter­na­ti­va dell’attuale stal­lone che sarà uti­liz­za­ta dalle tre aziende affit­tuar­ie. Trentami­la euro sono sta­ti infine già spe­si per met­tere 12 abbev­er­a­toi nelle mal­ghe Vald­abin, Zilon, Colalun­ga, Zoc­chi, Pralun­go, Falensi­no, Orti­gara, Orti­garet­ta, Val­vac­cara e Buse. Sono zin­cati e anti­cor­ro­sione, han­no un nuo­vo dis­pos­i­ti­vo di chiusura con gal­leg­giante per evitare dis­per­sione d’acqua.Sul Bal­do le mal­ghe uti­liz­zate sono 54, di cui 25 pub­bliche. Con gli annes­si 3mila 800 ettari di pas­co­lo, cos­ti­tu­is­cono la terza realtà alpi­coltur­ale del­la dopo quel­la del­la Lessinia e di Asi­a­go in provin­cia di Vicen­za. Nel 2007 sono sta­ti por­tati in alpeg­gio 3mila capi di bestiame.

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