Ritrovato un lavoro in legno che riproduce nelle proporzioni il monumento che ricorda la battaglia del 1797. Il manufatto forse la prova originale voluta dal grande condottiero

Un modellino per Napoleone

14/04/2005 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Camilla Madinelli

La scop­er­ta è di quelle che pos­sono las­cia­re il seg­no. Ne è con­vin­to Lario Zerbi­ni, respon­s­abile e cus­tode del Napoleon­i­co di Riv­o­li, che recen­te­mente ha rin­venu­to, tra i vec­chi cimeli di una famiglia di ami­ci, un mod­el­li­no in leg­no che ripro­duce il mon­u­men­to fat­to costru­ire da Napoleone nel 1806 sul luo­go del­la battaglia che gli aprì le porte alla con­quista dell’Italia. Scritte, dec­o­razioni, guglia, al mod­el­li­no non man­ca nul­la: ripor­ta sul basa­men­to la misura di 60 pie­di verone­si, sul­la colon­na i seg­ni delle spade e le coro­ne di alloro, men­tre sull’urna in alto com­paiono le parole «fato­rum fir­ma vol­un­tas». Nel­la famiglia dei fratel­li Sil­via e Car­lo Ardui­ni, che un tem­po abita­vano a Riv­o­li e che ora vi trascor­rono solo qualche peri­o­do, il mod­el­li­no è pas­sato di gen­er­azione in gen­er­azione. Sec­on­do Lino Vit­to­rio Bozzet­to, architet­to e stori­co di architet­tura mil­itare, si potrebbe trattare del­la pro­va in miniatu­ra che servì come mod­el­lo per la real­iz­zazione del mon­u­men­to in mar­mo alle porte del­la frazione di Canale. Ma si trat­ta solo di un’ipotesi, che per il momen­to non può essere avval­la­ta da prove. «Ogni pro­porzione è rispet­ta­ta e non man­cano i par­ti­co­lari, come le epi­grafi e i seg­ni delle spade», affer­ma Zerbi­ni, «il che sig­nifi­ca che il costrut­tore vide il mon­u­men­to tra il 1806 e il 1814, quan­do venne in buona parte dis­trut­to dagli aus­triaci». Dopo aver trova­to il mod­el­li­no per caso, il cus­tode del Museo riv­o­lese non se l’è las­ci­a­to sfug­gire. Ha com­mis­sion­a­to una copia ad Albi­no Dalle Vedove, arti­giano del leg­no di Riv­o­li, che ha real­iz­za­to a mano un sec­on­do mod­el­li­no uguale all’originale. Ora, nel­la sala del Museo Napoleon­i­co che con­ser­va il plas­ti­co del­la battaglia di Riv­o­li del 14 gen­naio 1797, si tro­va quest’ultimo ritrova­men­to, dip­in­to dall’artista Mario Emilio Fer­rari: troneg­gia in mez­zo a doc­u­men­ti, quadri, stampe, cos­tu­mi, armi e ogget­ti di uso quo­tid­i­ano che risal­go­no al peri­o­do dom­i­na­to dal gen­erale francese e al Risorg­i­men­to ital­iano. Ma le coin­ci­den­ze for­tu­nate non finis­cono qui. Il pic­co­lo mon­u­men­to è sta­to trova­to nel­lo stes­so momen­to in cui all’Archivio di Sta­to di sono sta­ti rin­venu­ti alcu­ni impor­tan­ti doc­u­men­ti rel­a­tivi pro­prio al mon­u­men­to napoleon­i­co di Riv­o­li. «Gli archivisti Fiammet­ta Auciel­lo e Michele Dean, che voglio ringraziare per la disponi­bil­ità e il lavoro svolto», ha spie­ga­to Enri­co Scog­namil­lo, avvo­ca­to e appas­sion­a­to stori­co dell’epoca napoleon­i­ca che col­lab­o­ra con il Museo, «han­no trova­to una serie di doc­u­men­ti molto inter­es­san­ti sul­la sto­ria del mon­u­men­to. In par­ti­co­lare, sono sta­ti rin­venu­ti due con­trat­ti d’appalto d’inizio Otto­cen­to, un pre­ven­ti­vo di spe­sa del 1806 che par­la di 9.472 lire e un testo che ripor­ta in modo molto det­taglia­to la cronaca del­la benedi­zione del­la pri­ma pietra, avvenu­ta il pri­mo luglio 1806, con l’elenco di tut­ti i parte­ci­pan­ti». Per quel pri­mo luglio 1806 «il Prefet­to del Dipar­ti­men­to dell’Adige… con­vocò a sé tutte le autorità civili e mil­i­tari del luo­go, con le quali dopo solenne te Deum can­ta­to nel­la Par­roc­chiale si avviò al fis­sato luo­go per l’erezione del glo­rioso mon­u­men­to, che deve eternare la ono­ra­ta memo­ria degli eroi del­la Fran­cia…»: com­in­cia così la cronaca di quel giorno nel doc­u­men­to con­ser­va­to all’Archivio di Sta­to di Milano, nel ricor­do del­la battaglia avvenu­ta meno di 10 anni pri­ma in ter­ri­to­rio riv­o­lese. Poi il rac­con­to con­tin­ua, come ricor­da il cus­tode del Museo Napoleon­i­co Lario Zerbi­ni: «Vi sono una serie di par­ti­co­lari che ricostru­is­cono nel det­taglio la cer­i­mo­nia, l’elenco dei per­son­ag­gi pub­bli­ci del tem­po e la nom­i­na del­la gente di Riv­o­li, che fu anche soll­e­va­ta «da ogni pub­bli­co peso» per essere com­pen­sa­ta dei dis­a­gi subiti diret­ta­mente nel­la battaglia. Inter­ven­nero molti rap­p­re­sen­tan­ti del clero per la benedi­zione del mon­u­men­to, il par­ro­co di Riv­o­li e i con­cil­ia­tori di Lazise e Mal­ce­sine, e poi il podestà di Capri­no, i coman­dan­ti del­la Guardia nazionale, i sin­daci di Riv­o­li, Gar­da, Mal­ce­sine, Tor­ri e Brenti­no Bel­luno. Questo e gli altri doc­u­men­ti ritrovati, insieme alla ripro­duzione lignea, ci per­me­t­tono d’ora in poi di par­lare del mon­u­men­to in modo nuo­vo e par­ti­co­lareg­gia­to, e di essere anche più con­sapevoli del­la lun­ga sto­ria del­la nos­tra terra».

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