Il Comune ha già avviato il recupero dell’archivio storico, per anni fermo nei solai del municipio. L’opera di S. Pietro di Gardola già inserita nel piano per il 2006

Un museo nell’antica pieve

11/01/2006 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Bruno Festa

Man­lio Bon­in­con­tri, sin­da­co di Tig­nale, ricor­da l’at­ten­zione ris­er­va­ta dal suo Comune alla Cul­tura: il recu­pero del­l’archiv­io stori­co e la val­oriz­zazione di siti arche­o­logi­ci rimasti a lun­go nel­l’om­bra e val­oriz­za­ti solo da qualche anno a ques­ta parte. Il recente pas­sato ave­va fat­to reg­is­trare il recu­pero delle pergamene tra il 14° e il 18° sec­o­lo. Un’inizia­ti­va che anda­va ad aggiunger­si alla prece­dente traduzione e pub­bli­cazione degli statu­ti comu­nali, con raris­si­mi doc­u­men­ti risalen­ti al 15° sec­o­lo. Accan­to a questi preziosi scrit­ti, Tig­nale possiede una copiosa doc­u­men­tazione rel­a­ti­va ai sec­oli tra il 17° ed il 20°, mate­ri­ale car­taceo in gran parte sconosci­u­to e che «sino ad alcu­ni anni fa giace­va qua­si abban­do­na­to nel solaio del­l’ed­i­fi­cio munic­i­pale». Adesso quel locale è sta­to rimes­so in ses­to ed è in con­dizione di ospitare adeguata­mente il mate­ri­ale: pavi­men­ti, intonaci, impianti elet­tri­ci, scaf­fala­ture. La pri­ma fase del­l’in­ter­ven­to ha vis­to all’­opera un grup­po di volon­tari, che han­no tolto i doc­u­men­ti dai vec­chi con­teni­tori, per poter­li inserire in spazi più con­soni. Oggi ci si tro­va di fronte alla parte più com­p­lessa e del­i­ca­ta, che con­siste nel rior­dinare e inven­tari­are l’in­tero archiv­io stori­co. Soli­ta la trafi­la, pas­sa­ta attra­ver­so la con­sul­tazione con la Soprint­en­den­za Archivis­ti­ca per la Lom­bar­dia, segui­ta da un’ispezione sul pos­to. Infine, il pas­so deter­mi­nante, con l’asseg­nazione del lavoro ad una dit­ta di San Mar­ti­no del­la Battaglia. L’in­tero mate­ri­ale doc­u­men­tario sarà, tra l’al­tro, intera­mente trasfer­i­to su sup­por­to infor­mati­co, con­sen­ten­do così la con­sul­tazione tramite com­put­er. I costi? Ses­san­tami­la euro nel­l’ar­co di tre anni, fer­mo restando che ver­rà segui­ta la soli­ta pro­ce­du­ra alla ricer­ca di con­tribu­ti region­ali. I lavori sono da con­clud­er­si entro il 2008. La Cul­tura di Tig­nale si allarga, poi, dal chiu­so del­l’archiv­io alla val­oriz­zazione di alcu­ni impor­tan­ti siti: un’at­tiv­ità, sin­te­tiz­za il sin­da­co, «svol­ta negli ulti­mi anni in col­lab­o­razione con l’Asar (Asso­ci­azione stori­co arche­o­log­i­ca del­la Riv­iera), con il patro­ci­no del­la Soprint­en­den­za ai beni stori­co arche­o­logi­ci del­la nos­tra provin­cia, con la gui­da del prof. Gian­pietro Bro­gi­o­lo e attra­ver­so la col­lab­o­razione con l’ di Pado­va (Facoltà di Arche­olo­gia), che ha svolto un’in­ten­sa attiv­ità di ricer­ca stori­co-artis­ti­ca». Il fine? «Lo stu­dio e la conoscen­za del­la sto­ria del nos­tro ter­ri­to­rio e del recu­pero del pat­ri­mo­nio cul­tur­ale, arche­o­logi­co ed architet­ton­i­co esisten­ti». I risul­tati del lavoro sono sta­ti ripor­tati dal sin­da­co sul­l’ul­ti­mo Notiziario Comu­nale, che vede elen­care le fasi di sca­vo e stu­dio di alcu­ni inse­di­a­men­ti eremiti­ci, oltre alla pub­bli­cazione di un opus­co­lo sul­l’ar­go­men­to. Quin­di, altri scavi alla chiesa di San Pietro, pros­e­gui­ti fino allo scor­so anno uni­ta­mente alle opere di restau­ro, segui­ti da due pub­bli­cazioni dal tito­lo «Chiese e inse­di­a­men­ti rupestri altome­dievali a Tig­nale» e «Arche­olo­gia e sto­ria del­la chiesa di San Pietro di Tig­nale». Ed ora? «L’in­ten­zione è quel­la di pas­sare alla muse­al­iz­zazione del­la chiesa di S. Pietro. L’opera è già inseri­ta nel piano tri­en­nale del Comune per l’an­no 2006, la pre­vi­sione di spe­sa ammon­ta a 220.000 euro». L’in­ter­ven­to passerà attra­ver­so una con­ven­zione con la Par­roc­chia, pro­pri­etaria del­l’ed­i­fi­cio un tem­po adibito a chiesa.

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