L’Amministrazione comunale di Desenzano vuole valorizzare un patrimonio storicamente importante «Ci servono la casa del custode e parte del parco» dice l’assessore Papa

Un Museo per gli idrovolanti

04/09/2002 in Cultura
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Di Luca Delpozzo
Desenzano del Garda

Sal­vare e val­oriz­zare l’e­poca del­l’, quel­la degli idro­volan­ti e del­l’, dei piloti e dei pri­mati sportivi. Per cen­trare l’ob­bi­et­ti­vo Desen­zano pun­ta a cos­ti­tuire un del­l’Al­ta veloc­ità, coin­vol­gen­do l’Ar­ma aero­nau­ti­ca e pos­si­bil­mente anche una parte del­l’area che fu teatro, fra il 1928 ed il 1936, di quel­la stra­or­di­nar­ia inizia­ti­va. “Si trat­ta di un pat­ri­mo­nio stori­co che è mia inten­zione sal­va­guardare — spie­ga la dot­tores­sa Maria Vit­to­ria Papa, asses­sore alla cul­tura del­la nuo­va ammin­is­trazione di cen­trosin­is­tra — Con il trascor­rere dei decen­ni non solo sono scom­par­si i pro­tag­o­nisti di quel­l’e­poca e di quel­l’es­pe­rien­za. Stan­no altresì scom­paren­do anche i tes­ti­moni del tem­po, i desen­zane­si che in quegli anni era­no gio­vani ma ricor­dano bene i voli, il rom­bo degli idro­volan­ti nei cieli del lago, gli inci­den­ti. Inten­do con­tattare nelle prossime set­ti­mane il coman­dante del VI° stor­mo di Ghe­di, dal quale dipende anche la zona mil­itare del­l’Idrosca­lo desen­zanese per capire quan­to l’aero­nau­ti­ca desideri che questo pat­ri­mo­nio stori­co riman­ga e sia con­di­vi­so. Se esiste ques­ta volon­tà per­ché non trovare un’in­te­sa e unire gli sforzi?» La scuo­la per adde­strare i piloti al volo di alta veloc­ità venne aper­ta nel 1928 in segui­to ai poco lus­inghieri risul­tati del­la Cop­pa Schnei­der svoltasi a Venezia nel set­tem­bre del 1927. Fu scel­to l’idrosca­lo di Desen­zano, assai fre­quen­ta­to anche da Gabriele D’An­nun­zio. L’ob­bi­et­ti­vo era quel­lo di adde­strare i piloti spe­cial­iz­zan­doli nel par­ti­co­lare volo richiesto dal rego­la­men­to del­la com­pe­tizione inter­nazionale. Il reclu­ta­men­to degli allievi fu las­ci­a­to al fiu­to di Mario Bernasconi, pri­mo coman­dante del­l’al­ta veloc­ità. A Desen­zano arrivarono Gio­van­ni Mon­ti, Alber­to Canaveri, Giuseppe Mot­ta, Tom­ma­so Dal Molin, Francesco Agel­lo, Giuseppe Magi, Remo Cadringher. I pri­mi voli pre­sero il via nel­l’aprile del ’28 e diven­nero un appun­ta­men­to quo­tid­i­ano per gli abi­tan­ti, un duro lavoro per i piloti che si prepar­a­vano alle com­pe­tizioni inter­nazion­ali. Il pri­mo cor­so diede otti­mi risul­tati: tut­ti effet­tuarono pas­sag­gi sul M.39 o ‘recordi­no’ come ricor­da nel suo libro «Alla scop­er­ta di Desen­zano» Tul­lio Fer­ro. Tut­ti pre­sero il brevet­to dei 500 chilometri di veloc­ità e soprat­tut­to non vi furono inci­den­ti. Le prove e gli adde­stra­men­ti riguar­da­vano in par­ti­co­lare la ‘vira­ta’ che nel­la cop­pa Schnei­der del 1929 venne defini­ta ‘vira­ta Desen­zano’. Quel­la dei ragazzi del­la V rossa, per via del fre­gio da aggiun­gere sopra l’aquila d’oro del­l’Aero­nau­ti­ca, fu una sta­gione di suc­ces­si e di lut­ti. Il 23 otto­bre del 1934 Francesco Agel­lo con­quistò il record mon­di­ale di veloc­ità rag­giun­gen­do nei quat­tro pas­sag­gi 709,209 chilometri orari, pri­ma­to imbat­tuto e des­ti­na­to ormai a rimanere negli annali del­la sto­ria del volo. Tante evoluzioni causarono anche inci­den­ti. Sul lago cad­dero nel 1928 Giuseppe Mag­gi, l’an­no suc­ces­si­vo Giuseppe Mot­ta, nel ’30 Tom­ma­so dal Molin e Gian­car­lo Nicel­li, poi Gio­van­ni Mon­ti, Stanis­lao Belli­ni Aris­to Neri e Ugo Fas­sio. L’ attiv­ità del­la scuo­la si con­cluse nel 1936 con il quar­to cor­so al quale parte­ci­parono anche piloti stranieri prove­ni­en­ti da Fran­cia, Ger­ma­nia e perfi­no il mag­giore Cinese Sun Tun Kan tan­to era la fama del­la Rav. E’ sul tap­peto da decen­ni l’idea di ricor­dare quel­li del­la V rossa con una museo. Nes­suno è mai rius­ci­to a cen­trare l’ob­bi­et­ti­vo. Ci pro­va l’at­tuale ammin­is­trazione attra­ver­so l’asses­sore alla cul­tura Maria Vit­to­ria Papa che ha idee pre­cise. “Non pun­ti­amo ad avere la disponi­bil­ità del­l’in­tero idrosca­lo. Potrebbe essere suf­fi­ciente la casa del cus­tode sit­u­a­ta pro­prio a lato del­la passeg­gia­ta Desen­zano- Riv­oltel­la e un ritaglio del par­co. Nel­l’im­mo­bile potreb­bero trovare pos­to cimeli, doc­u­men­ti, immag­i­ni , fil­mati. E allo spazio espos­i­ti­vo si potreb­bero affi­an­care avven­i­men­ti, inizia­tive, mostre. Chiederò all’aero­nau­ti­ca se ha inten­zione di man­tenere la memo­ria di quegli accadi­men­ti, di un’I­talia dei pri­mati. Il comune è disponi­bile a fare la sua parte in ques­ta inizia­ti­va che potrebbe ved­er­ci uniti”.

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