Operazione economica con Torri, Malcesine e San Zeno di Montagna. Il sindaco Zappalà: «Tutela del paesaggio a beneficio del turismo»

Un oleificio per quattro paesi «Così salviamo le coltivazioni»

10/01/2003 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Barbara Bertasi

«Si sa benis­si­mo chi gestirà e come sarà gesti­to l’oleificio des­ti­na­to a sorg­ere sulle ceneri dell’ex oleifi­cio Coag Scarl (Coop­er­a­ti­va olivi­coltori Alto Gar­da) di local­ità Ca’ Romana a Mugug­nano di Bren­zone». A ritornare sul­la ques­tione, dopo l’approvazione del­la delib­era che ne san­cisce l’acquisizione da parte dei quat­tro Con­sigli comu­nali di Mal­ce­sine, Tor­ri del Bena­co, San Zeno di Mon­tagna e Bren­zone, è pro­prio il sin­da­co di quest’ultimo Comune, Gio­van­ni Zap­palà. Lo fa dopo il Con­siglio comu­nale di Tor­ri per rispon­dere alle obiezioni poste in tale sede dal­la mino­ran­za. «La strut­tura era sta­ta chiusa per disses­to finanziario e il com­mis­sario liq­uida­tore è Alessan­dro Como­la di Gen­o­va. Sarà gesti­ta da una soci­età ges­tionale a mag­gio­ran­za pub­bli­ca nom­i­na­ta dai sin­goli enti dove è pre­vista la parte­ci­pazione pro­porzionale delle ammin­is­trazioni in base alle rispet­tive quote di pro­pri­età dell’immobile. Potrà anche essere pre­vis­to un grad­uale piano di dis­mis­sione a favore dei pro­dut­tori e delle loro emanazioni». E, snoc­ci­olan­do gli obi­et­tivi spec­i­fi­cati nel piano di fat­tibil­ità, Zap­palà spie­ga: «Il pro­gram­ma è chiara­mente espos­to nel piano eco­nom­i­co finanziario redat­to da una nota soci­età spe­cial­iz­za­ta nel set­tore. Il ruo­lo delle ammin­is­trazioni sarà di parte­ci­pare all’attività di moli­tu­ra dell’olio per fornire un servizio a favore dei pic­coli colti­va­tori dell’Alto Gar­da. Pun­ti­amo a ridurre e sta­bi­liz­zare il prez­zo del­la moli­tu­ra che attual­mente è esager­a­to: arri­va infat­ti anche al 15–20 per cen­to del val­ore dell’olio prodot­to men­tre noi ne porter­e­mo il cos­to a 16 euro (cir­ca 30mila delle vec­chie lire) per quin­tale lavo­ra­to. È la metà di quel­lo chiesto dai con­sorzi di Mal­ce­sine e Castel­let­to, che è di cir­ca 60 mila vec­chie lire al quin­tale». Quin­di con­tin­ua: «Vis­to che i quat­tro Comu­ni sono sta­ti clas­si­fi­cati come dop (denom­i­nazione di orig­ine pro­tet­ta), vogliamo val­oriz­zare al mas­si­mo questo prodot­to di nic­chia, tute­landone l’origine e assi­cu­ran­done la purez­za e la qual­ità eccezion­ali. Poi penser­e­mo all’imbottigliamento e al mar­chio di qual­ità». Ma sono anche altri gli obi­et­tivi: «Il fenom­e­no che rischia di ver­i­fi­car­si oggi è di un lento ma pro­gres­si­vo abban­dono del­la colti­vazione dei campi, men­tre la pre­sen­za di chi li lavo­ra è garanzia di una mag­giore tutela ambi­en­tale. E se il pae­sag­gio garde­sano non si snatu­ra anche il nos­tro tur­is­mo non corre peri­coli». Zap­palà fa notare che ques­ta azione eco­nom­i­ca coin­volge non uno ma più Comu­ni: «È la pri­ma vol­ta che quat­tro pae­si si unis­cono in un’azione sin­er­gi­ca impor­tante per l’economia del ter­ri­to­rio. Ed è sig­ni­fica­ti­vo che San Zeno di Mon­tagna, pur aven­do una minore area inter­es­sa­ta alla colti­vazione dell’olivo, abbia chiesto ed ottenu­to di parte­ci­pare all’acquisto dell’ex oleifi­cio con un impeg­no eco­nom­i­co del 4 per cen­to. La cifra di liq­uidazione è di 735 mila euro e il bene sarà ripar­ti­to tra gli altri tre Comu­ni nel­la restante misura di impeg­no pari al 32 per cen­to» I tem­pi saran­no i min­i­mi richi­esti: «Ottenu­ta la stip­u­la del con­trat­to di acquis­to dal liq­uida­tore, cos­ti­tuire­mo la soci­età di ges­tione dell’oleificio. Ci vor­rà cir­ca un mese e mez­zo vis­to che dovre­mo anche con­tattare una ban­ca per il finanzi­a­men­to», spie­ga anco­ra Zap­palà. «Una vol­ta ottenu­to­lo, pro­ced­er­e­mo a lavori di manuten­zione stra­or­di­nar­ia e di rin­no­vo dei macchi­nari: per set­tem­bre vogliamo essere pron­ti vis­to che poi, a novem­bre, com­in­cia il lavoro di rac­col­ta dell’oliva».