Appendere poesie sui muri del vicolo o sui fili da bucato

Un originale concorso

08/01/2003 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Angelo Peretti

L’avventura con­tin­ua. Calle dei Sot­to­por­ti­ci, il carat­ter­is­ti­co vico­lo del cen­tro stori­co, vedrà anco­ra le poe­sie muover­si al ven­to. Il cen­tro cul­tur­ale Stu­dio per l’Arte ha infat­ti già vara­to il pro­gram­ma 2003 di «Poe­sie al muro», un curioso, sim­pati­co, for­tu­na­to con­cor­so poet­i­co. È la terza edi­zione. E ci si può iscri­vere da subito. Tut­to è nato nel­la tar­da pri­mav­era di due anni fa. Adri­ano Fos­chi, in arte «De Melo», pit­tore e poeta d’o­rig­ine milanese, ma ormai garde­sano a tut­ti gli effet­ti, ha pen­sato di viva­ciz­zare la viuz­za su cui s’affaccia anche il suo stu­dio. Ne è nato un sin­go­lare con­cor­so let­ter­ario, che ha rac­colto imme­di­a­to suc­ces­so. La for­mu­la è sem­plice: si por­tano le poe­sie, non impor­ta se in ital­iano o in dialet­to, stam­pate su un foglio, e questo viene appe­so lun­go la via, al muro, o su fili da buca­to. Votano i pas­san­ti e sono centi­na­ia. Poi, al loro respon­so s’aggiunge quel­lo d’una giuria tec­ni­ca. «Il con­cor­so libero di poe­sie da appen­dere ai muri», dice Adri­ano Fos­chi, «è nato come una vera e pro­pria esi­gen­za popo­lare di comu­ni­cazione e cre­ativ­ità». Il pri­mo anno, vincitrice per i com­pon­i­men­ti in dialet­to garde­sano è risul­ta­ta, con pieno mer­i­to, Grazia Gabur­ro Simonel­li con una «Let­tera per il par­adiso», invi­a­ta al mar­i­to scom­par­so. Al sec­on­do pos­to «La cà de le ron­dole» di Mas­si­m­il­iano Zer­mi­ni. Ter­zo Tito Rag­no­li­ni, glo­ria del cal­cio locale, che con la sua «Mag­gio» ha can­ta­to le tradizioni mar­i­ane del paese e i suc­ces­si politi­ci del nuo­vo sin­da­co Davide Bendinel­li. Nel­la sezione in lin­gua ital­iana si era impos­to Mau­ro Bel­li­nazzi con la clas­sicheg­giante «Vol di passerot­to». Dietro di lui in grad­u­a­to­ria fig­u­ra­vano Car­la Colle­sei Bil­li con «Bevo il tem­po» e Maria Luisa Pedrot­ti Rigo con « d’amore». Nel­l’es­tate 2002 Grazia Gabur­ro ha let­teral­mente sbaraglia­to gli avver­sari, impo­nen­dosi sia nel­la sezione dialet­tale con «Sog­no e realtà» che in quel­la in lin­gua con «Mal­in­co­nia». Insom­ma, Gar­da ha scop­er­to una poet­es­sa a tut­ti gli effet­ti. Nel­la cat­e­go­ria ver­na­co­lo si è piaz­za­to di nuo­vo sec­on­do Mas­si­m­il­iano Zer­mi­ni con «Bru­ta sort». Terzi ex aequo «Gh’è da copar el porsel» di Rosa Gaoso e «A sco­la a Gar­da nel 1929» di Mar­co Gel­met­ti. Tra le poe­sie in ital­iano il sec­on­do pos­to è invece anda­to a Bruno Castel­let­ti con «Il mio ango­lo», men­tre terza è risul­ta­ta Ori­et­ta Van­ge­lista con «Nos­tal­gie». Ora, si dice­va, Adri­ano Fos­chi e il suo Stu­dio per l’Arte han­no già dato il via all’edi­zione 2003. «Le iscrizioni», rib­adisce Fos­chi, «sono aperte sin d’ora». Bas­ta inviare cinque euro allo Stu­dio per l’Arte, in calle dei Sot­to­por­ti­ci, e si ricev­erà il rego­la­men­to. Il con­cor­so, con la rel­a­ti­va espo­sizione «al muro», si svol­gerà dall’1 al 15 giug­no. Le pre­mi­azioni si ter­ran­no la sera del 28.

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