Il consigliere D’Arienzo (Pd) riporta in esame la proposta alla ricerca di un accordo che potrebbe superare gli schieramenti

«Un Parco nazionale sul lago»

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Di Luca Delpozzo
Paolo Mozzo

Anco­ra alla car­i­ca. La mozione, che in orig­ine por­ta una data del 2007, è riaf­fio­ra­ta ieri nell’agenda del Con­siglio provin­ciale. Non è sta­ta dis­cus­sa, per rag­giun­ti lim­i­ti di tem­po dell’assemblea. Ma, entro fine mese, alla prossi­ma con­vo­cazione, l’argomento si tro­verà a ridos­so del­la «pole posi­tion». «Allo­ra», com­men­ta il pri­mo fimatario dell’iniziativa, Vin­cen­zo D’Arienzo (Par­ti­to demo­c­ra­ti­co), «la scelta si impor­rà». Sarà un «sì» o un «no», dal forte val­ore politi­co, sull’«impegno» per la pres­i­den­za, «ad avviare un con­fron­to con le province di Bres­cia, Tren­to e Man­to­va» e i Comu­ni bena­cen­si del Veronese «per pre­sentare, insieme, al gov­er­no una pro­pos­ta di riconosci­men­to di un Par­co nazionale per il ». Parafrasi atlet­i­ca: un’asticella pos­ta un cen­timetro oltre il record del salto in alto.«Lo so, è dif­fi­cile, lo sap­pi­amo tut­ti», com­men­ta D’Arienzo, «ma un seg­nale ormai è indif­feri­bile. Per mille motivi ma, soprat­tut­to, per­ché questo nos­tro lago rap­p­re­sen­ta una risor­sa eco­nom­i­ca, tur­is­ti­ca e ambi­en­tale, per l’intero ter­ri­to­rio veronese».Secondo le stime di Legam­bi­ente, in alcu­ni pic­coli Comu­ni del Gar­da la per­centuale di sec­onde case arri­va al 60 per cen­to del pat­ri­mo­nio immo­bil­iare, con­tro il 20 del­la media ital­iana; con cir­ca la metà delle abitazioni occu­pa­ta pochi giorni o set­ti­mane l’anno.«La mozione pre­sen­ta­ta da D’Arienzo», inter­viene infat­ti Michele Bertuc­co, pres­i­dente regionale dell’associazione, «cer­ca, come altre inizia­tive già avvi­ate, come la pro­pos­ta del par­co inter­re­gionale delle colline moreniche, di porre un freno all’eccessiva cemen­tifi­cazione sul lago».Un capi­to­lo su cui la mozione che il Con­siglio avrà in agen­da entro breve pun­ta l’attenzione, pren­den­do di mira un uso del ter­ri­to­rio di natu­ra «preva­len­te­mente spec­u­la­ti­va». «Campeg­gi che “si annet­tono” intere porzioni di cos­ta, ren­den­do dif­fi­cile il trovare una spi­ag­gia aper­ta a chi­unque e impe­den­do, di fat­to, qua­si sem­pre, anche la disce­sa gra­tui­ta in acqua di imbar­cazioni pri­vate. E gli esem­pi potreb­bero essere infini­ti», com­men­ta D’Arienzo.Il ter­ri­to­rio, scrive­va Legam­bi­ente nel 1990, sof­fre di «incon­trol­la­ta pres­sione tur­is­ti­ca, fat­tore irre­versibile di dis­truzione dell’ambiente a causa del­la spin­ta cres­cente alla cemen­tifi­cazione delle rive e dell’apporto sig­ni­fica­ti­vo di carichi inquinan­ti al lago. È quin­di nec­es­sario impedire qual­si­asi ulte­ri­ore espan­sione edilizia, pro­muoven­do un tur­is­mo più rispet­toso dell’ambiente, basato sui parchi nat­u­rali, sull’agriturismo e l’offerta cul­tur­ale». Realtà che vicende recen­ti, anche legate alle cronache giudiziarie, paiono confermare.La mozione di D’Arienzo mira a un doppio obi­et­ti­vo: man­tenere alta l’attenzione su tema ma anche a «trasfor­mare il Gar­da in una ques­tione di ril­e­van­za nazionale, per­ché così dovrebbe essere». Méta non facile da raggiungere.«Dalla pro­pos­ta di Legam­bi­ente sono trascor­si qua­si vent’anni e su tutte le coste del lago con­tin­ua invece la cemen­tifi­cazione, un’edificazione sen­za freni aiu­ta­ta anche da leg­gi urban­is­tiche region­ali che pare abbiano come scopo la lib­er­al­iz­zazione ulte­ri­ore del set­tore. Così tranne forse qualche ammin­is­trazione riv­e­latasi par­ti­co­lar­mente “vir­tu­osa”, il numero delle sec­onde case aumen­ta a dis­misura, trasci­nan­dosi dietro prob­le­mi legati alla via­bil­ità, all’inquinamento del­l’aria e delle acque».I mille nodi garde­sani. Su tut­to ciò, entro novem­bre, il Con­siglio provin­ciale dovrà esprimer­si. Con un «no» o un «sì», dal forte peso politi­co.

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