Fra i vari ristornati che hanno aderito all’iniziativa enogastronomica legata al Groppello vi è stato il ristorante “Corte Francesco” di Montichiari.

Un piatto con il Groppello

29/08/2003 in Attualità
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Di Luca Delpozzo

Fra i vari ris­tor­nati che han­no ader­i­to all’iniziativa enogas­tro­nom­i­ca lega­ta al vi è sta­to il ris­torante “Corte Francesco” di Mon­tichiari. Un ritorno felice per i “giu­rati” del­la “Con­fra­ter­ni­ta del Grop­pel­lo” che lo scor­so anno, dopo i scru­ti­ni delle varie ser­ate ave­vano con­fer­i­to a questo ris­tor­nate il pri­mo pre­mio per il servizio di sala. Nelle regole del con­cor­so “Un piat­to con il Grop­pel­lo” infat­ti oltre ai pre­mi riguardan­ti i piat­ti pro­posti sia per il pri­mo che per il sec­on­do vi è un pre­mio par­ti­co­lare, ed impor­tan­tis­si­mo, lega­to al servizio. Un pre­mio questo che dovrebbe indurre molti dei ris­tora­tori a dedi­care mag­gior atten­zione pro­prio alla qual­ità, oltre che dei piat­ti ovvi­a­mente, anche del servizio che fa parte inter­gate del­la ris­torazione. A Mon­tichiari, da Corte Francesco, il servizio di sala è coor­di­na­to dal­lo chef Emanale Rav­el­li che con il suo staff cura ogni det­taglio sia nel­la preparazione del­la sala che nel servizio. Dietro le quinte invece un altro grande esper­to dei for­nel­li è Ste­fano Accorsi­ni che, nel cor­so del­la ser­a­ta, non ha man­ca­to di stupire sia i com­po­nen­ti del­la com­mis­sione che gli stes­si ospi­ti del ris­torante. Gia l’avvio, dopo un sun­tu­oso e gus­toso aper­i­ti­vo a buf­fet­ti nel gia­rdi­no dell’immenso par­co, era sta­to all’altezza del­la situ­azione e face­va ben sper­are per il prosieguo del­la ser­a­ta che si apri­va con una “scalop­pa di fega­to gras­so d’anatra (tes­tu­ali parole e non come spes­so accade in francese) con mele caramel­late allo zaf­fer­a­no pan brioche alla can­nel­la e riduzione al bal­sam­i­co”. All’eccezionalità di questo piat­to è sta­to abbina­to il Grop­pel­lo “Murac­ca” delle can­tine Berar­di. Al Grop­pel­lo “vigne­to Arzane” di Pasi­ni Pro­dut­tori invece lo chef Accorsi­ni ha pen­sato di abbina­re uno splen­di­do piat­to di “pap­pardelle di mais al pro­fu­mo di tartu­fo con funghi porci­ni, spinaci nov­el­li e pomodor­i­ni al forno su cre­ma del­i­ca­ta al Bagoss”: roba da mille e una notte!. Ma non è fini­ta! per­ché subito dopo una lec­cor­nia di “guan­cialet­to di vitel­lo brasato al rosso del Gar­da con schi­ac­cia­ta di patate all’olio di oli­va e ver­dure saltate in padel­la” sapi­en­te­mente accom­pa­g­na­to da Grop­pel­lo clas­si­co dell’Azienda La Guar­da dei bravi Negri di Mus­co­l­ine. Una serie di piat­ti in crescen­do che ha manda­to in vis­i­bilio tut­ti quan­ti e, sicu­ra­mente piat­ti questi da riprovare vista anche la sapi­ente e sagace astuzia di Ste­fano nell’utilizzare, nelle sue elab­o­razioni, del­la nos­tra ter­ra. E, per con­clud­ere, una “cre­ma per­fet­ta al man­dari­no con petali di ananas caramel­lati ed insala­ta di rabar­baro finoc­chi e pomodori can­di­ti” con un “Sol Do Re” del­la Proven­za che richia­ma­va vera­mente un insieme di note musi­cali ded­i­cate alla “gioia” del ben man­gia­re e del buon bere! Complimenti.

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