Vittorio Amadori e la passione per le stelle Le immagini di Saturno, uno «scoop» a portata di mano

Un piccolo telescopio per grandi emozioni

31/12/2003 in Curiosità
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Di Luca Delpozzo
Claudia Ziliani

Sono in molti ad essere attrat­ti dal mon­do che sta sopra le nos­tre teste. Scrutare il cielo osser­van­do pianeti, stelle e costel­lazioni ci fa sen­tire infini­ta­mente pic­coli ma nel con­tem­po ci riem­pie di sod­dis­fazioni. E’ dif­fi­cile non rimanere incan­tati o affas­ci­nati da una stelle più lumi­nosa di altre, dal pas­sag­gio di una cometa, da un’e­clis­si lunare. E c’è da aggiun­gere che, se ci si tro­va in dolce com­pag­nia, tut­to assume un carat­tere decisa­mente più roman­ti­co. Ma forse sono in pochi a sapere che, anche aven­do a dis­po­sizione mezzi asso­lu­ta­mente non pro­fes­sion­ali, è pos­si­bile guardare il cielo, le costel­lazioni e rius­cire ad ottenere risul­tati che fino a pochi anni fa sareb­bero risul­tati impens­abili. Cer­to ci vuole un poco di pas­sione, ma non molto di più. La dimostrazione è l’im­mag­ine di Sat­urno che pub­blichi­amo, scat­ta­ta da Vit­to­rio Amadori, un rap­p­re­sen­tante di com­mer­cio 40enne di Soiano, grande appas­sion­a­to di astrono­mia. La , ripresa con un nor­malis­si­mo tele­sco­pio di soli 200 mil­limetri di diametro e scat­ta­ta con l’ausilio di una sem­plice web­cam dig­i­tale per per­son­al com­put­er, mostra gli anel­li di Sat­urno con in mez­zo le sue bande lumi­nose ma anche il col­ore rossas­tro del­la fas­cia equa­to­ri­ale del piane­ta. L’im­mag­ine è sta­ta scat­ta­ta nei giorni scor­si alle ore 3.32 del mat­ti­no con Sat­urno nel­la costel­lazione dei Gemel­li. Il piane­ta si può osser­vare nel­la sec­on­da metà del­la notte, quan­do si tro­va molto alto nel cielo e cioè qua­si allo zen­it. Bisogna tenere pre­sente il prob­le­ma del­l’in­quina­men­to lumi­noso, che rende par­ti­co­lar­mente dif­fi­cile l’osser­vazioni in altri pun­ti del cielo. «Pos­so assi­cu­rare — affer­ma Amadori — che anche all’osser­vazione visuale questo piane­ta risul­ta essere davvero spet­ta­co­lare». Insom­ma bas­ta rego­lare le lancette dell’orologio, alzarsi e met­ter­si con il naso all’in­sù per vedere uno spet­ta­co­lo che regala sem­pre for­ti emozioni. «Fino a qualche tem­po fa — con­tin­ua l’appassionato di astrono­mia garde­sano — si rius­ci­vano a fare fotografie su pel­li­co­la con pose molto lunghe. Ma oggi ci sono troppe luci e si riescono a vedere solo i pianeti. Io mi occupo del loro mon­i­tor­ag­gio per con­to del­l’U­nione astro­fili». Il mio tele­sco­pio? «E’ un New­ton da 200 mil­limetri, di nor­mali dimen­sioni, ma bas­ta un riflet­tore da 80 mil­limetri per vedere i pianeti. La spe­sa per una sim­i­le attrez­zatu­ra? Cir­ca 300 euro, ma lo spet­ta­co­lo è assi­cu­ra­to», con­fer­ma Vit­to­rio. Il suo è un con­siglio sin­cero e con­vin­to: «Sopra le nos­tre teste — sot­to­lin­ea Amadori — c’è un altro mon­do». La sua pas­sione, colti­va­ta negli anni, ha orig­i­ni antiche e gli è sta­ta trasmes­sa dal non­no. «Negli anni ’70 — ricor­da anco­ra — mio non­no mi sveg­liò una notte per assis­tere al pas­sag­gio del­la cometa West. Fu un’e­mozione incredibile».

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