Il Tribunale rinvia la decisione sulla richiesta dei privati aspettando una perizia. Il Tar ha richiesto un parere alla Facoltà di Architettura dopo il «no» di Soprintendenza Comune e Consorzio demaniale

Un pontile sull’isola dei conigli il progetto all’ultima spiaggia

10/01/2010 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

Sì o no al pon­tile da real­iz­zare sull’Isola dei Conigli, di fronte alla ?Sul prog­et­to pre­sen­ta­to dai pri­vati per ripristinare un attrac­co nau­ti­co si è aper­ta una com­pli­catis­si­ma «querelle», dalle aule dei tri­bunali a quelle uni­ver­si­tarie. In bal­lo ques­tioni di «dirit­to» ma anche di impat­to ambi­en­tale per quel pic­co­lo gioiel­lo nat­u­ral­is­ti­co che è l’isola.L’ULTIMA PAROLA, o piut­tosto la penul­ti­ma, spet­terà al pre­side del­la Facoltà di Architet­tura del Politec­ni­co di . Così ha sta­bil­i­to il Tri­bunale ammin­is­tra­ti­vo regionale per la Lom­bar­dia, sezione sec­on­da di Bres­cia (pres­i­dente Gior­gio Calderoni), Pro­prio il Tar dove­va pro­nun­cia­r­si in mer­i­to al brac­cio di fer­ro tra la spa «Milano 80» e il Con­sorzio dei comu­ni riv­ieraschi, fis­san­do la pros­e­cuzione dell’udienza per il 25 mar­zo. La pri­ma si è tenu­ta nei giorni scorsi.D’estate l’isoletta è fre­quen­ta­ta da centi­na­ia di per­sone, che arrivano in bar­ca o col moto­scafo, effet­tuan­do un parcheg­gio spes­so com­pli­ca­to dal gran numero di pre­sen­ze. La zona, in pas­sato poco fre­quen­ta­ta, e, in un cer­to sen­so, abban­do­na­ta, ha sem­pre avu­to un suo fas­ci­no naturale.La si può rag­giun­gere a pie­di (quan­do il liv­el­lo delle acque è par­ti­co­lar­mente bas­so) o uti­liz­zan­do un servizio di col­lega­men­to che parti­va dal­la ter­rafer­ma. Negli ulti­mi anni c’è sta­to il boom, tan­to che i pro­pri­etari, per cer­care di lim­itare l’afflusso, e far fronte alle spese di smal­ti­men­to dei rifiu­ti (car­tac­ce, resti di cibarie), han­no introdot­to una tariffa.TEMPO FA la soci­età «Milano 80» ha chiesto di «ripristinare il pon­tile già esistente», otte­nen­do rispos­ta neg­a­ti­va dal Con­sorzio, che ha la pro­pria sede a Salò, e gestisce le aree dema­niali del­la spon­da bres­ciana del Gar­da e del lago di Idro. Sul­la stes­sa posizione è anche la Soprint­en­den­za per i beni architet­toni­ci e il pae­sag­gio delle Province di Bres­cia, Cre­mona e Mantova.Di fronte al diniego, l’11 agos­to il comune di Maner­ba ha boc­cia­to la doman­da dei pri­vati, che han­no pre­sen­ta­to ricor­so, dife­si da Ita­lo Fer­rari, Francesco e Gian­fran­co Fontana.Il Tar, esam­i­nate le carte, ha deciso di chiedere l’intervento del luminare del Politec­ni­co. Spet­terà al Pre­side del­la facoltà di Architet­tura esprimer­si: «Esam­i­nati lo sta­to dei luoghi, il prog­et­to pre­sen­ta­to e le norme applic­a­bili — ha sta­bil­i­to il Tar — dovrà dire se l’opera sia pae­sag­gis­ti­ca­mente ammis­si­bile nel con­testo in cui si col­lo­ca, avu­to riguar­do alle leg­gi di tutela vigenti».

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