Il ritratto di Benedetto XVI, realizzato da un sacerdote, da novembre accoglierà i fedeli di San Pietro Apostolo. L’opera è stata benedetta dal pontefice

Un portale papale per la chiesa

Di Luca Delpozzo
Martina Valea

La visi­ta di Papa Benedet­to XVI a Verona rimar­rà per sem­pre impres­sa sul por­tale del­la chiesa di San Pietro Apos­to­lo. Alto qua­si sei metri e largo tre, il por­tale in bron­zo, che pesa otto quin­tali, raf­figu­ra la con­seg­na delle chi­avi all’apostolo Pietro, che a sua vol­ta le offre a Benedet­to XVI. Papa Ratzinger appare forte e deciso, con il cuore che pul­sa per la Chiesa a lui affi­da­ta. L’opera d’arte è sta­ta benedet­ta per­sonal­mente dal Papa giovedì scor­so. «È sta­ta una for­tis­si­ma emozione», com­men­ta il par­ro­co don Pao­lo Zuc­cheri, «pre­sentare il por­tale del­la nos­tra chiesa, che per l’occassione ave­va­mo trasporta­to in Vesco­v­a­do, al San­to Padre». «Il Papa si è mostra­to sor­pre­so nel trovar­si davan­ti un’opera così impo­nente», con­tin­ua don Pao­lo, «e dopo aver­ci chiesto di spie­gar­gliela nei det­tagli l’ha benedetta».Nel por­tale il San­to Padre veste un piviale (para­men­to sacro cos­ti­tu­ito da un lun­go man­tel­lo trat­tenu­to sul pet­to da un fer­maglio) su cui sono raf­fig­u­rate le fiamme del­la Pen­te­coste e sul­lo stolone (fre­gio ricam­a­to in oro che corre lun­go le due par­ti ante­ri­ori del piviale) è ripor­ta­to un sim­bo­lo geo­met­ri­co per ricor­dare il rap­por­to con la ragione.Al cen­tro dell’opera, real­iz­za­ta dal sac­er­dote-artista don Bat­tista Marel­lo, diret­tore dell’ufficio Beni Eccle­si­as­ti­ci di Caser­ta, c’è la figu­ra di Gesù, che con­seg­na le chi­avi ad un Pietro sgo­men­to davan­ti a tan­ta respon­s­abil­ità. L’Apostolo viene con­for­t­a­to da Gesù che con una mano sor­regge le mani di Pietro, sulle quali sono poste le chi­avi, e con l’altra mano lo benedice e lo pro­tegge. Attorno sono raf­fig­u­rati tut­ti i dis­ce­poli, rap­p­re­sen­tati ognuno con la carat­ter­is­ti­ca bib­li­ca che lo dis­tingue. Sot­to la sce­na scorre un fiume, il Min­cio, nel quale i dis­ce­poli stan­no pes­can­do, men­tre sopra le teste dei pro­tag­o­nisti, in uno spazio metafisi­co, sono ritrat­ti i mon­u­men­ti più sig­ni­fica­tivi di Valeg­gio. Sopra la rap­p­re­sen­tazione sono state dis­eg­nate delle nuv­ole che cre­ano con­ti­nu­ità con la raf­fig­u­razione dell’Annunciata, che riprende visi­va­mente la parte alta del pres­bi­te­rio del­la chiesa di San Pietro e spir­i­tual­mente la vic­i­na chiesa di Borghet­to, ded­i­ca­ta all’Annunciata.L’opera, espos­ta in questi giorni in fian­co alla chiesa, sarà fis­sa­ta al por­tale in novem­bre. «L’idea di real­iz­zare questo prog­et­to è nata a gen­naio, qua­si per scher­zo», spie­ga don Zuc­cheri. «Don Marel­lo, che ha dis­eg­na­to i por­tali di due chiese di Caser­ta, ha det­to che ne avrebbe real­iz­za­to uno anche per noi. Il nos­tro por­tale dove­va essere risis­tem­ato, ma cer­to non pen­sava­mo ad un opera così impor­tante. Don Marel­lo sostiene inoltre che, a sua memo­ria, il nos­tro por­tale è l’ultimo dei quat­tro oggi esisten­ti ad essere sta­to benedet­to da un Papa. È un grande priv­i­le­gio per noi, di cui andi­amo fieri».