Il riconoscimento del Comune a Costante Belletti, infaticabile «manager» scolastico

Un premio al «papà»delle scuole alberghiere

26/10/2007 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

Il Comune di Salò ha deciso di con­ferire il pre­mio «Gas­paro» a Costante Bel­let­ti, 87 anni, il papà delle scuole alberghiere bres­ciane. La con­seg­na ver­rà effet­tua­ta nel­la sala con­sil­iare domeni­ca 4 novem­bre, il giorno del patrono (S.Carlo). Negli anni scor­si il riconosci­men­to è anda­to a Vit­to­rio Pir­lo, Francesco Dol­fo, Tul­lio Fof­fa e alla moglie Maria Tere­sa Cru­ciani, Ange­lo Gas­parot­ti, suor Vin­cen­za Cor­ti, mon­sign­or Pao­lo Zanet­ti, Aldo Caf­fi, Gian­fran­co Rodel­la e Luciano Silveri.Belletti, orig­i­nario di Mon­tichiari, da molto tem­po res­i­dente sul lago, creò a Gar­done Riv­iera il pri­mo isti­tu­to pro­fes­sion­ale alberghiero del­la Lom­bar­dia. L’idea nacque durante una crociera nel Mediter­ra­neo. Ne par­larono l’onorev­ole Mario Pedi­ni, il diret­tore gen­erale al Min­is­tero del­la pub­bli­ca istruzione Alear­do Sac­chet­to (poi diven­ta­to pres­i­dente del Vit­to­ri­ale, dal ’64 al ’74), il pro­pri­etario del Grand Hotel (Enri­co Mizzaro).Tutti con­cor­darono sul fat­to che Gar­done Riv­iera sarebbe sta­ta la cor­nice adat­ta, e Vil­la Alba la sede ide­ale. Ma c’era un osta­co­lo da super­are: l’ed­i­fi­cio appartene­va alla Saf­fa di , la dit­ta pro­dut­trice dei fiammiferi. Che fare? Il comune vendette uno spic­chio del par­co, autor­iz­zan­do la costruzione del­l’Eu­ro­tel. E, coi sol­di incas­sati, acquistò (per 40 mil­ioni) la splen­di­da strut­tura. Molti oper­a­tori tur­is­ti­ci locali fir­marono le cam­biali, garan­ten­do il paga­men­to. Insom­ma, un’­op­er­azione che coin­volse parec­chia gente.NEL ’61 LA SCUOLA INIZIÒ, con 23 ragazzi. Proveni­vano un po’ da tut­ta la provin­cia. Ave­va­mo rac­colto le iscrizioni nel sot­toscala del munici­pio. Nei pri­mi mesi Bel­let­ti e gli stu­den­ti man­gia­vano assieme ai mura­tori. In dicem­bre furono istal­late le cucine. L’an­no dopo, def­i­nite le sezioni (tre: Cuci­na, Sala-bar, Seg­rete­ria d’al­ber­go), gli allievi diven­tarono 90.I seg­reti del boom imme­di­a­to? L’ar­ri­vo di due per­son­ag­gi di spic­co: Mari­no Tri­gari, maitre del Savoy, e Car­lo Pag­gi, cuo­co del Grand Hotel, che ave­va avu­to tra i suoi cli­en­ti Win­ston Churchill, il capo del gov­er­no inglese. Appe­na andati in pen­sione, accettarono di andare a inseg­nare. Nelle pro­fes­sion­ali il pre­side pote­va scegliere gli inseg­nan­ti, sen­za dover seguire le grad­u­a­to­rie. E rispon­de­va a un con­siglio di amministrazione.BELLETTI ha aper­to scuole alberghiere un po’ ovunque: in provin­cia (Dar­fo Boario, Desen­zano, in cit­tà), sul­la spon­da veronese del lago (, Valeg­gio sul Min­cio), e all’es­tero. Dal ’72 al ’75 ne creò una in Tunisia, a Monastir.Più bre­vi i sog­giorni in Amer­i­ca Lati­na (Mes­si­co, Nicaragua) e Medio Ori­ente (Beirut, al ter­mine del­la guer­ra dei sei giorni), per fornire indi­cazioni e gettare le basi di nuove scuole.