L’amministrazione vara una collaborazione con un’impresa di televigilanza. Con 30 mila lire al mese le famiglie possono partecipare al «progetto sicurezza in casa» promosso dal Comune

Un pulsante contro i ladri

08/12/2001 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo
s.b.

Micro­crim­i­nal­ità e fur­ti nelle abitazioni sono all’ordine del giorno, soprat­tut­to in estate, quan­do il paese si «trip­li­ca» per l’affollata pre­sen­za dei tur­isti. La tutela e la dife­sa del cit­tadi­no sono una delle più impor­tan­ti pre­rog­a­tive delle isti­tuzioni locali e, pro­prio a questo propos­i­to, l’amministrazione comu­nale attra­ver­so l’assessorato alla sicurez­za, ha mes­so in atto un nuo­vo prog­et­to mira­to alla pre­ven­zione. L’iniziativa che fa capo all’assessore Flavio Tom­masi­ni vuole garan­tire ai cit­ta­di­ni tran­quil­lità e sicurez­za, e prevede — oltre a una mag­giore pre­sen­za sul ter­ri­to­rio del­la polizia munic­i­pale — anche l’attivazione di una col­lab­o­razione con Adi­ge tele­vig­i­lan­za del grup­po La Vig­ile San Mar­co spa, impre­sa che già opera sul ter­ri­to­rio nel­la tutela delle attiv­ità com­mer­ciali, pro­mossa anni fa dal­la Lib­era asso­ci­azione eser­centi di Lazise (Lael). L’azione prevede una pre­sen­za sis­tem­at­i­ca in orario not­turno dalle 22 alle 6 di guardie giu­rate armate e autono­mu­nite. Ver­ran­no effet­tuati con­trol­li mirati ad orari dis­con­tinui e in pun­ti pre­de­ter­mi­nati con ver­i­fi­ca elet­tron­i­ca. Il cos­to, in questo caso, sarà a totale cari­co del Comune di Lazise. Sarà inoltre atti­va­to un prog­et­to “ascolto” per la sicurez­za domes­ti­ca. In ogni abitazione, ver­rà instal­la­ta un’apparecchiatura a pul­sante che con­sen­tirà di seg­nalare rap­i­da­mente ogni even­tuale emer­gen­za. La richi­es­ta di inter­ven­to, per una famiglia col­pi­ta, avver­rà con la sem­plice pres­sione di un pul­sante, il quale farà scattare l’allarme e con­sen­tirà di indi­vid­uare il pun­to di chia­ma­ta e quin­di di far inter­venire strut­ture ed uomi­ni. L’apparecchiatura con­sente di allertare la cen­trale oper­a­ti­va 24 ore su 24. Per questo «prog­et­to ascolto» è pos­si­bile aderire sin­go­lar­mente, con un cos­to che è sta­to pre­de­ter­mi­na­to e che è con­ven­zion­a­to con l’amministrazione comu­nale, la quale sta curan­do con l’impresa l’intero prog­et­to. A questo scopo l’assessorato alla sicurez­za sta invian­do a tutte le famiglie una let­tera esplica­ti­va sul­la mate­ria, alle­ga­to alla quale si tro­va un ques­tionario e la tabel­la dei costi del «Prog­et­to sicurez­za in casa». Il ques­tionario, per ragioni orga­niz­za­tive, dovrà essere resti­tu­ito all’ufficio sicurez­za entro lunedì, pro­prio per con­sen­tire all’amministrazione comu­nale di indi­vid­uare le ade­sioni al prog­et­to e di piani­fi­care l’attività. Nel caso che l’interesse sia chiara­mente indi­vid­u­a­to e che quin­di le ade­sioni siano sig­ni­fica­tive, l’amministrazione con­vocherà in una pub­bli­ca assem­blea la cit­tad­i­nan­za per la spie­gazione inte­grale al piano sicurez­za famil­iare. Il canone men­sile costerà 30 mila lire, e si dovrà pagare un’una tan­tum di 200 mila lire (i costi sono entram­bi iva esclusa) per l’attivazione del servizio