Si è conclusa la ventinovesima edizione della rassegna che porta in paese molti produttori italiani ed esteri

Un record di visitatorinell’anno nero del miele

07/10/2008 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Sergio Bazerla

Pro­duzione di miele molto scarsa, al di sot­to del­la pro­duzione del 2004, uno degli anni peg­giori per gli oper­a­tori ital­iani. Per alcune regioni ital­iane è una vera e pro­pria calamità. È emer­so nel con­veg­no che si è tenu­to alla nel cor­so del­la mostra mer­ca­to «I giorni del miele».Ma la venti­noves­i­ma Fiera nazionale di api­coltura per l’agricoltura ha seg­na­to un record asso­lu­to sia per numero di vis­i­ta­tori che per ven­dite, nonos­tante i prob­le­mi e le dif­fi­coltà emerse dal mon­do degli api­coltori e dal­la più grande vet­ri­na dei mieli ital­iani a valen­za europea.In tre gior­nate di fiera e mostra mer­ca­to sono sta­ti ven­du­ti quin­tali di miele prove­niente di ogni parte d’Italia. Tant’è che alcu­ni pro­dut­tori del cen­tro italia han­no ulti­ma­to le scorte e han­no chiu­so anzitem­po i loro stand per esauri­men­to. Non solo miele, però. Anche cera, prodot­ti derivati, liquori al miele, al miele e tutte le attrez­za­ture speci­fiche del settore.Non è man­ca­to il gela­to al miele apposi­ta­mente prodot­to per «Sweet days in Lazise», ven­du­to dalle gela­terie del cen­tro stori­co. Un suc­ces­so sia in qual­ità che in quantità.Un week end dol­cis­si­mo, col bel tem­po a indurre tan­ti alla passeg­gia­ta fuori por­ta, avvic­i­nan­doli alla fiera per curiosità. «Siamo venu­ti a Lazise da Reg­gio Emil­ia», dice una sig­no­ra, men­tre trasporta ver­so l’auto borse piene di acquisti, «non tan­to per il miele ma per gustare il lago. Ci siamo accor­ti di ques­ta mostra-mer­ca­to e non abbi­amo per­so tem­po nel vis­i­tar­la. Risul­ta­to: abbi­amo acquis­ta­to miele per tut­ta la famiglia e per l’inverno».Una vera e pro­pria «attrazione fatale» l’ha sus­ci­ta­ta il miele di cor­bez­zo­lo prove­niente dal­la Sardeg­na. Una rar­ità. Una pro­duzione di nic­chia e sconosci­u­ta ai più. Pro­prio per ques­ta sua pre­rog­a­ti­va è sta­to lo stand più get­to­na­to e vis­i­ta­to. Non è sta­to da meno lo stand dei gemel­li di Rosen­heim. La cit­tà gemel­la­ta da oltre sei lus­tri con Lazise ha allesti­to per la pri­ma vol­ta un suo stand con il miele tedesco. Un sapore più forte e total­mente diver­so dal prodot­to delle nos­tre colline e mon­tagne. Ma anche qui il com­pra­tore ha fat­to acquisti. Mer­ce fini­ta pri­ma del­la ser­a­ta di chiusura del­la fiera.Nonostante la crisi, causa­ta dalle avver­sità atmos­feriche, dall’avvelenamento dei prodot­ti chimi­ci, il calo del­la pro­duzione a liv­el­lo europeo e mon­di­ale ( la crisi si sente anche in Cina), il mer­ca­to, almeno dai dati del­la tre giorni garde­sana, richiede miele di qual­ità e di ele­va­to tenore. È quin­di indis­pens­abile cha la vita delle api sia cus­todi­ta e pro­tet­ta. Non solo per la pro­duzione di miele ma anche e soprat­tut­to per la impol­li­nazione dei fiori e delle piante. Fun­zione indis­pens­abile per la pro­duzione agri­co­la e quin­di per la vita dell’uomo.Senza le api, infat­ti, come in Cina, è nec­es­sario impol­linare «a mano», ma l’azione dell’uomo è impre­cisa e cos­tosa. «Pos­si­amo dire di aver rag­giun­to davvero l’apice di pre­sen­ze , in ques­ta edi­zione», sot­to­lin­ea sod­dis­fat­to il vicesin­da­co Agosti­no Carat­toni, «per­chè non c’è mai sta­to un momen­to di cal­ma nei padiglioni. Abbi­amo rice­vu­to i com­pli­men­ti dai vis­i­ta­tori per l’organizzazione e per la pro­pos­ta di miele, ma abbi­amo rice­vu­to soprat­tut­to il plau­so dagli espositori».«Mai come quest’anno», con­clude anco­ra Carat­toni, «han­no avu­to servizi e col­lab­o­razione nell’espeletamento del­la loro attiv­ità . Di fat­to, è la pri­ma vol­ta in asso­lu­to che la mostra mer­ca­to viene gesti­ta diret­ta­mente dalle maes­tranze comu­nali. Una bel­la sod­dis­fazione p

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