Nasce la «Nuova società» per un turismo intelligente. Gli scopi: promuovere i prodotti tipici e valorizzare l’ambiente

Un sodalizio tra esercenti e albergatori

18/02/2004 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Bruno Festa

Per ora si è alla fase pre­lim­inare, ma la «Nuo­va Soci­età » potrebbe affer­mar­si come realtà oper­a­ti­va in tem­pi bre­vi, forse addirit­tura entro la prossi­ma estate. Ad esserne con­vin­to è soprat­tut­to Andrea Aro­sio, pres­i­dente del­l’As­so­ci­azione alber­ga­tori ed eser­centi di Gargnano, nonché uno dei più con­vin­ti asser­tori che «Gargnano deve puntare sul­l’agri­t­ur­is­mo, sul prodot­to bio­logi­co e tipi­co». Fino ad oggi si sono tenu­ti due incon­tri pre­lim­i­nari, entram­bi molto parte­ci­pati, ed una trenti­na di ade­sioni sono già mat­u­rate, sia per sostenere l’inizia­ti­va che per il con­fer­i­men­to dei prodot­ti. Adesso viene la parte più dif­fi­cile, vale a dire quel­la che dovrà con­cretiz­zare le pro­poste che han­no soll­e­va­to l’in­ter­esse. La «Nuo­va Soci­età» nasce con l’in­ten­to di «preser­vare e svilup­pare il pae­sag­gio agrario garde­sano e la pic­co­la pro­duzione agroal­i­menta­re arti­gianale di qual­ità che ne deri­va». Tut­to questo al fine di «impedire che le logiche spec­u­la­tive spazz­i­no via l’an­co­ra che ci tiene legati al pas­sato; per sal­vare le nos­tre pro­duzioni tipiche: agru­mi, olivi, alloro, cap­peri, castag­ni, viti, pesce del Gar­da. Si vuole fare nascere anche nel­l’al­to lago una coscien­za eco­logi­co-ambi­en­tale come pun­to di parten­za per fare crescere un’e­cono­mia eco-sosteni­bile. Va anche sot­to­lin­eato che la riv­iera garde­sana è in gra­do di offrire prodot­ti agri­coli ed eno-gas­tro­nomi­ci di qual­ità». Tut­to ciò va aggiun­to alle altre par­ti­co­lar­ità ambi­en­tali e storiche di quest’area, già ben note ed apprez­zate. Il nome del­la coop­er­a­ti­va in via di real­iz­zazione ricor­da in maniera fin trop­po evi­dente quel­lo del­la «Soci­età Lago di Gar­da», cos­ti­tui­ta nel 1840 con l’in­ten­to di rac­cogliere, val­oriz­zare e com­mer­cial­iz­zare gli agru­mi garde­sani in Italia ed in Europa. Poi il lavoro del­la «Soci­età» si allargò alla pro­duzione di olio di lau­ro ed alla maci­na del­l’o­li­va. L’at­tiv­ità cessò dopo un sec­o­lo e mez­zo (1989) e, da allo­ra, l’ed­i­fi­cio all’in­gres­so di Gargnano è inat­ti­vo per quan­to con­cerne l’a­gri­coltura e la trasfor­mazione. Gli obi­et­tivi del­la Nuo­va Soci­età sono ambiziosi e si sin­te­tiz­zano in cinque pun­ti: sal­va­guardia e val­oriz­zazione, trasfor­mazione, com­mer­cial­iz­zazione, didat­ti­ca e divul­gazione. Pro­gram­mi ambiziosi che preve­dono il coin­vol­gi­men­to degli Enti ter­ri­to­ri­ali: dai comu­ni alla Provin­cia, Regione, Comu­nità Par­co, . Tra i prodot­ti agri­coli che i soci potran­no con­ferire si pun­ta soprat­tut­to su agru­mi, cap­peri, bac­che d’al­loro, olive, castagne, uva, tartu­fi, erbe offic­i­nali ed aro­matiche, gra­n­otur­co, pesce del Gar­da, lat­te, carne, salu­mi, miele. Ma per essere parte­cipi alla nuo­va realtà non è indis­pens­abile essere colti­va­tori: tut­ti pos­sono asso­cia­r­si, purché con­di­vi­dano i prin­cipi e sot­to­scrivano l’ade­sione. Ora il prob­le­ma prin­ci­pale potrebbe essere rap­p­re­sen­ta­to ‑più che dal con­fer­i­men­to dei prodot­ti alla Nuo­va Soci­età — dal­la ven­di­ta dei medes­i­mi. In propos­i­to, il pro­gram­ma prevede «uno spac­cio per la ven­di­ta sia dei prodot­ti agri­coli che dei ottenu­ti dal­la lavo­razione». Aro­sio è con­vin­to che si deb­ba anz­i­tut­to decidere come par­tire, pen­san­do ai locali di rac­col­ta e ven­di­ta: «Il nos­tro sog­no è cos­ti­tu­ito dal­l’u­ti­liz­zo di alcu­ni locali del­la Soci­età Lago di Gar­da, almeno quel­la vol­ume­tria pari al 15% che il Piano rego­la­tore ha des­ti­na­to ad uso pub­bli­co». Il prossi­mo obi­et­ti­vo è la cos­ti­tuzione vera e pro­pria del­la coop­er­a­ti­va, che potrebbe avvenire in primavera.

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