La Comunità montana Parco ha lanciato una proposta innovativa. Con gli aiuti per l’accoglienza nelle abitazioni

Un turismo «fatto in casa»

01/09/2001 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo
Bruno Festa

Tur­is­mo lacus­tre ma non solo. Il nuo­vo oriz­zonte è la val­oriz­zazione dell’entroterra offren­do — a chi se la sen­tisse di sostenere uno sfor­zo finanziario non esager­a­to — l’opportunità di recu­per­are stanze e ampli­are sta­bili da des­tinare alla ricettiv­ità tur­is­ti­ca. È questo uno degli obi­et­tivi che la Comu­nità Mon­tana indi­ca in uno dei Piani di set­tore col­le­gati al Piano Ter­ri­to­ri­ale di Coor­di­na­men­to. «Potrebbe trat­tar­si di una pos­si­bil­ità di svilup­po ril­e­vante per l’intera area mon­tana altog­a­rde­sana e per centi­na­ia di pic­coli pro­pri­etari di case sparse sul ter­ri­to­rio». Queste le con­sid­er­azioni di Bat­tista Berar­dinel­li, Asses­sore al Tur­is­mo in Comu­nità Mon­tana Par­co dell’Alto Gar­da e già sin­da­co di Tig­nale (ora è all’opposizione) per diver­si anni. L’idea sul tap­peto ha un nome piut­tosto conosci­u­to in alcune realtà nazion­ali, «Alber­go dif­fu­so». La pro­pos­ta pun­terebbe sulle dimore pri­vate per uno svilup­po tur­is­ti­co cap­il­lare, trasfor­man­dole, almeno in parte, in affit­ta­camere e dan­do la pos­si­bil­ità di allargare l’offerta tur­is­ti­ca in alcune zone, soli­ta­mente non cen­trali. La pro­pos­ta sarà quel­la di con­sen­tire inter­ven­ti ed ampli­a­men­ti degli edi­fi­ci, sub­or­di­nan­doli, però, all’esclusivo uti­liz­zo tur­is­ti­co di alcune camere, com­p­rese quelle che ver­ran­no costru­ite, con i rel­a­tivi servizi. Non è cer­ta­mente un’idea nuo­va in Alto Adi­ge e nelle zone del cen­tro Italia. «Sul ter­ri­to­rio altog­a­rde­sano, specie nel­la zona mon­tana- spie­ga Berar­dinel­li — vi sono tan­tis­sime case sparse: Tremo­sine, Tig­nale, Mon­te­gargnano, Valvesti­no, Mag­a­sa, entroter­ra di Toscolano Mader­no. Gen­eral­mente, in queste zone, i Piani Rego­la­tori con­sentono sola­mente adegua­men­ti per la real­iz­zazione di servizi igien­i­ci e san­i­tari. Appe­na potremo avviare il Piano di Set­tore (cioè non pri­ma di otto­bre) rel­a­ti­vo al Tur­is­mo, noi pen­si­amo di provvedere al cen­si­men­to di tut­ti gli edi­fi­ci che han­no queste carat­ter­is­tiche. Non sarà un com­pi­to breve. L’obiettivo? Vedere se esiste la pos­si­bil­ità e l’in­ter­esse dei pro­pri­etari ver­so una des­ti­nazione tur­is­ti­ca almeno parziale degli edi­fi­ci». Il Piano Ter­ri­to­ri­ale di coor­di­na­men­to, elab­o­ra­to da Luciano Lus­sig­no­li e deposi­ta­to il 30 luglio, è lo stru­men­to not­ma­ti­vo in gra­do di dare il via a questo ambizioso prog­et­to. L’iter prevede ora la con­feren­za dei sin­daci (ai quali ver­rà pre­sen­ta­to il Piano) che si dovrebbe tenere nei pri­mi giorni del mese prossi­mo per poi viag­gia­re ver­so la approvazione defin­i­ti­va. E a questo pun­to che potrebbe scattare la pro­pos­ta di «Alber­go dif­fu­so» di cui si dice­va. Infat­ti, il Piano Ter­ri­to­ri­ale com­prende alcu­ni Piani di set­tore, uno dei quali si riferisce al tur­is­mo. Sarà comunque nec­es­sario l’adeguamento degli stru­men­ti urban­is­ti­ci dei comu­ni per l’applicazione. Il ris­chio di cemen­tifi­cazione dif­fusa e incon­trol­la­ta potrebbe essere dietro l’angolo? «Non dovrebbe accadere per­ché ver­ran­no atti­vate pre­cise pre­scrizioni. Tutte le case sparse ver­ran­no cen­site e si con­sid­er­erà, per cias­cu­na, l’opportunità di ampli­a­men­to e se effet­ti­va­mente ha la pos­si­bil­ità di essere trasfor­ma­ta in affit­ta­camere o altra des­ti­nazione tur­is­ti­ca. Se osservi­amo il tur­is­mo, è inutile nascon­der­ci la dif­fi­coltà di trovare gente che investe mil­iar­di nelle strut­ture men­tre, in questo modo, potreb­bero essere in tan­ti a inter­venire, con cifre più abbor­d­abili, sul­lo sta­bile di loro pro­pri­età, des­ti­nan­done, nel peri­o­do esti­vo o per tut­to l’anno, una parte all’attività tur­is­ti­ca». Sec­on­do i sosten­i­tori dell’idea di Alber­go dif­fu­so, la poten­zial­ità offer­ta è infini­ta, a fronte di un ris­chio ridot­to di stravol­gi­men­to del ter­ri­to­rio. I tem­pi saran­no, preved­i­bil­mente, lunghi ma, in futuro potreb­bero anche nascere coop­er­a­tive di pro­pri­etari che si con­sorziano, nell’intento di offrire al tur­ista un ele­va­to numero di stanze in local­ità diverse dell’alto Gar­da. Accan­to all’ipotesi Alber­go dif­fu­so com­pare un’altra pro­pos­ta, riferi­ta al recu­pero di altri carat­ter­is­ti­ci fie­nili nell’alta Valvesti­no, nel­la zona di Rest. Anche in questo caso, lo sfor­zo del­la Comu­nità Mon­tana andrà nel­la direzione del tur­is­mo rurale, final­iz­zan­do lo sfor­zo all’ampliamento dell’offerta di posti let­to. Il prog­et­to del recu­pero dei fie­nili seguirebbe una stra­da diver­sa da quel­la di Alber­go dif­fu­so ed il ten­ta­ti­vo sarà quel­lo di far­lo rien­trare in un prog­et­to Life — Ambi­ente nel piano 2000–2006.

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