Aperto il Museo della carta piccolo tesoro di Toscolano

Un viaggio nel passato nella valle delle Cartiere

Di Luca Delpozzo
Toscolano Maderno

In questi giorni è sta­to aper­to il del­la car­ta, nel­la valle di Toscolano Mader­no, local­ità Maina. Gli orari: saba­to (15–18), mart­edì (15–18) e giovedì (15–18). Ingres­so libero. Per infor­mazioni e preno­tazioni, tele­fonare all’ex Azien­da di sog­giorno (numero 0365–641330) oppure all’Uf­fi­cio comu­nale del tur­is­mo, a Palaz­zo Bena­mati (0365–540799). La pri­ma sala del museo è sta­ta chia­ma­ta «stan­za del­la memo­ria». Accoglie ricerche, tesi di lau­rea (in architet­tura, sto­ria, geolo­gia, ecc.), video­cas­sette, doc­u­men­tari, una carti­na del­l’im­pero aus­troun­gari­co. Nel 1862 le cartiere del­la valle occu­pa­vano duemi­la addet­ti. Molti giungevano da varie local­ità del­la zona. La sec­on­da è la «sala del ricor­do», con un centi­naio di fotografie scat­tate agli inizi del sec­o­lo. C’è anche un argano di leg­no, uti­liz­za­to dai frati Domini­cani per cinque­cen­to anni. In un altro locale ci sono le fil­igrane. Non man­ca la car­ta­mon­e­ta stam­pa­ta nel peri­o­do del­la Rsi, la Repub­bli­ca sociale di Ben­i­to Mus­soli­ni. Uno stac­cio del 1740 por­ta la sigla V.F., Verone­si Francesco, l’u­ni­co impren­di­tore che svol­ge­va l’at­tiv­ità in piaz­za a Mader­no, nel­l’ed­i­fi­cio ora diven­ta­to hotel Gol­fo. In un ango­lo, cinque rul­li bal­leri­ni in bron­zo. Da ulti­mo, la stan­za del­la fab­bri­cazione, con cinque ripro­duzioni: dal­la cer­ni­ta degli strac­ci alla essi­cazione. Viene effet­tua­to un raf­fron­to con la lavo­razione attuale. Nel gia­rdi­no, gli attrezzi pesan­ti. Aut­en­ti­ca chic­ca: una calan­dra alta 2 metri e larga 80 cen­timetri. I turni di sorveg­lian­za sono garan­ti­ti dai lavo­ra­tori anziani del­la cartiera, pro­tag­o­nisti di ques­ta oper­azione di recupero.