Opera del poggese Carlo Benfatt

Un volume ricostruisce la battaglia di Monte Casale

03/04/2002 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo
Ponti sul Mincio

Il Nucleo dei para­cadutisti, nato in seno all’An­pd’I poggese, non è l’u­ni­co aspet­to che acco­mu­na Pog­gio Rus­co e Pon­ti sul Min­cio. Infat­ti pro­prio ad uno stori­co poggese, il pro­fes­sor Car­lo Ben­fat­ti, va il mer­i­to di aver real­iz­za­to il pri­mo libro esclu­si­va­mente ded­i­ca­to alla battaglia di Monte Casale. Il vol­ume, dal tito­lo ‘Monte Casale, l’ul­ti­mo com­bat­ti­men­to. Pon­ti sul Min­cio, 30 aprile 1945’ sarà pre­sen­ta­to al pub­bli­co domeni­ca 28 aprile alle 11.30 nel­la sala con­sil­iare. Un impor­tante momen­to di sto­ria e cul­tura locale nel­l’am­bito delle man­i­fes­tazioni che partono il 25 aprile.Di grande inter­esse la ricostruzione stor­i­ca del pro­fes­sor Ben­fat­ti, ricer­ca­tore pres­so l’Is­ti­tu­to man­to­vano di sto­ria con­tem­po­ranea. Ben­fat­ti rac­con­ta come il 30 aprile, men­tre a Caser­ta si fir­ma­va la resa del­l’e­serci­to tedesco, un capos­al­do tedesco ten­tò di gio­care l’ul­ti­ma car­ta. «Moti­vo del­lo scon­tro è il fat­to che i tedeschi cer­ca­vano di difend­er­si dagli attac­chi par­ti­giani in atte­sa di pas­sare il Min­cio per rag­giun­gere la val d’Adi­ge, però tenevano provo­ca­to­ri­a­mente sot­to tiro le strade sot­tostan­ti cau­san­do anche dei mor­ti» spie­ga Ben­fat­ti. La mat­ti­na del 30 aprile le vedette par­ti­giane seg­nalarono la pre­sen­za del con­tin­gente tedesco arma­to. Sot­to la mon­tagna si con­cen­trarono le squadre par­ti­giane del­la Scarpina, di Pon­ti, Peschiera, Castel­n­uo­vo, Valeg­gio, Poz­zolen­go, Cav­al­caselle, tutte apparte­nen­ti al Battaglione ‘G. Dusi’ del­la Briga­ta ‘Avesani’ coman­da­ta da Lui­gi Sig­nori (Bru­to). Anche la Briga­ta ‘Italia’ inviò alcune pat­tuglie col coman­dante Adal­ber­to Bal­di. ‘Bru­to’ chiese varie volte la resa, ma in rispos­ta ebbe solo raf­fiche di mitragli­atrice. Vista la crisi si con­sultò con il solda­to amer­i­cano Richard Carl­son del­la 10º divi­sione da mon­tagna, che si mise subito in con­tat­to con gli ‘Ardi­ti’ del­la 104º Com­pag­nia, IX repar­to d’as­salto del Grup­po di Com­bat­ti­men­to ‘Leg­nano’ che stazion­a­va a Peschiera. Una trenti­na giunse sul pos­to con armi leg­gere e mor­tai, men­tre i par­ti­giani ave­vano sposta­to un can­none dal­la stazione di Mon­zam­bano per imp­ie­gar­lo nel­l’as­salto. Intan­to nel cor­so delle prime scara­muc­ce 15 mil­i­tari tedeschi sce­sero e si con­seg­narono pri­gion­ieri. Ma dal­la cima, nonos­tante gli invi­ti ala resa, si con­tin­u­a­va a sparare. A questo pun­to Ardi­ti e par­ti­giani decis­ero, nonos­tante il grande ris­chio, di avan­zare car­poni, ter­raz­za dopo ter­raz­za. Dopo un fuo­co dura­to 4 ore Monte Casale fu con­quis­ta­to. Una deci­na i cadu­ti, 40–50 i pri­gion­ieri. Morirono sul cam­po gli Ardi­ti serg. magg. Gior­gio Orce­si, Mario Gal­bussera, Eri­go Benedet­ti, Lui­gi Mar­con, Anto­nio Quar­an­ta; i par­ti­giani Adeli­no Com­parot­to e Alber­to Mon­ti­ni; il solda­to Carl­son e l’au­tri­a­co Giuseppe o Car­lo che si era uni­to ai partigiani.