Il sindaco Pienazza reduce da un’audizione in Senato sui problemi ambientali gardesani. L’idea: un organismo locale per decidere sui livelli delle acque

«Una authority per il lago»

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Di Luca Delpozzo
Maurizio Toscano

Il può essere con­sid­er­a­to sola­mente un ser­ba­toio da cui attin­gere acqua in caso di neces­sità o deve essere con­sid­er­a­to invece un baci­no idri­co con le sue orig­i­nal­ità, con un com­p­lesso eco­sis­tema da difend­ere?. Il dilem­ma scuote non solo il sin­da­co di Desen­zano, Fioren­zo Pien­az­za, ma molte altre coscien­ze che negli ulti­mi vent’anni sono aumen­tate, con­tes­tual­mente ai gravi prob­le­mi dei liv­el­li del lago.Di recente, pro­prio Pien­az­za, con i col­leghi di Lazise e di Riva del Gar­da, è sta­to invi­ta­to ad un’audizione del­la XIIIª Com­mis­sione Ambi­ente del Sen­a­to per far luce sui prob­le­mi del «Grande Malato».L’allarme lan­ci­a­to da Pien­az­za è sta­to molto esplic­i­to e pun­tuale nei rifer­i­men­ti. E l’occasione del viag­gio a Roma è servi­ta anche per riven­di­care un ruo­lo più mar­ca­to dei Comu­ni nel­la ques­tione-Gar­da, attra­ver­so «la creazione di un organ­is­mo isti­tuzionale di con­sul­tazione che com­pren­da i rap­p­re­sen­tan­ti dei Comu­ni, delle tre province e dei con­sorzi di bonifi­ca, un organ­is­mo che potrebbe chia­mar­si Comi­ta­to di alta sorveg­lian­za per il con­trol­lo dei liv­el­li del lago».Gli ele­men­ti di pre­oc­cu­pazione for­ni­ti durante l’audizione sono sta­ti parec­chi. I muta­men­ti cli­mati­ci degli ulti­mi anni sem­bra­no pre­lud­ere ad una trop­i­cal­iz­zazione delle nos­tre aree. Il lago non si riem­pie più, il suo afflu­ente (il Sar­ca) non è ormai in gra­do di garan­tire un appor­to di acqua che si avvici­ni alla mas­sa d’acqua in usci­ta attra­ver­so il Min­cio, nonos­tante si cer­chi di rego­larne il deflus­so per mez­zo di dis­pos­i­tivi sit­uati a Salionze e rego­lati dall’Aipo.Se si pen­sa che il baci­no imbrif­ero del Gar­da è assai ristret­to, che la pre­sen­za di neve sui suoi mon­ti è scarsa, si deve pronos­ti­care, sal­vo pre­cip­i­tazioni copiose nei prossi­mi mesi, che anche quest’anno la por­ta­ta del Sar­ca non sarà in gra­do anco­ra una vol­ta di com­pen­sare il deflus­so dell’acqua a valle: infat­ti, pochi giorni fa l’idrometro di Peschiera seg­na­va appe­na +66 cm. sopra lo zero (la soglia d’allarme è +5 cm. la stes­sa che si reg­istrò nel­la dram­mat­i­ca estate 2003) .Un ulte­ri­ore ele­men­to di pre­oc­cu­pazione ester­na­to dai tre rap­p­re­sen­tan­ti garde­sani al Sen­a­to, è quel­lo del­la pro­gres­si­va sot­trazione di acqua, negli ulti­mi 5 anni, dai con­sorzi irrigui (col­ture del Man­to­vano), «causa la man­can­za di pre­cip­i­tazioni, influ­en­do in modo pesan­te­mente neg­a­ti­vo sui liv­el­li estivi».L’arretramento vis­toso dell’acqua dal­la riva con dan­ni di varia natu­ra, i prob­le­mi con­tinui per la per le attiv­ità por­tu­ali, i bruschi scom­pen­si di cui sof­fre l’ecosistema, il ris­chio di estinzione di alcune tra le più del­i­cate specie di fau­na e flo­ra, non pos­sono pas­sare inosservati.«Non abbi­amo dub­bi — con­clude Pien­az­za — difendi­amo il nos­tro lago. Il Gar­da deve essere con­sid­er­a­to un baci­no con le sue pecu­liar­ità». Per arrivare ad un risul­ta­to con­cre­to, però, «occorre una ridis­cus­sione dei liv­el­li min­i­mi del Gar­da con deci­sioni da pren­dere di vol­ta in vol­ta sui quan­ti­ta­tivi d’acqua da far defluire dal lago, così da portare alla con­di­vi­sione di scelte più med­i­tate e più rispet­tose dei legit­ti­mi inter­es­si delle popo­lazioni e delle economie gardesane».

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