Ha aperto il primo istituto di credito «del tempo»: il denaro è bandito, i clienti si scambiano aiuti. Gli associati mettono a disposizione degli altri «ore» di lavoro

Una banca senza interessi

25/10/2005 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

La «Ban­ca del tem­po» è entra­ta nel­la Torre dell’orologio di Salò, in piaz­za Fos­sa. Uti­lizzerà i locali mes­si a dis­po­sizione dal Comune. La Ban­ca non scam­bierà denaro, ma attiv­ità e servizi. Chi aderisce alla asso­ci­azione deve speci­fi­care le attiv­ità che intende svol­gere, e accen­dere un con­to cor­rente. Ma, al pos­to di euro, deposi­ta ore. Chi ha offer­to un servizio acqui­sisce un cred­i­to, da spendere riceven­do in cam­bio qualcos’altro. Nel­la Ban­ca del tem­po non è nec­es­sario resti­tuir­lo a chi l’ha for­ni­to, dato che si trat­ta di un sis­tema aper­to. Ci si aiu­ta vicen­de­vol­mente. Non è pos­si­bile scam­biare prestazioni pro­fes­sion­ali. Non è pre­vista alcu­na transazione in denaro e le prestazioni dei volon­tari non cos­ti­tu­is­cono un’offerta lavo­ra­ti­va, ma solo uno scam­bio di favori basati sul prin­ci­pio del­la pro­fes­sion­al­ità. «L’idea che ci ha spin­to a cos­ti­tuire l’associazione — sot­to­lin­eano gli ader­en­ti — è quel­la di miglio­rare la qual­ità del­la vita intorno a noi, instau­ran­do una fit­ta rete di scam­bi nel nos­tro quo­tid­i­ano. Siamo gio­vani, ed essere attivi è la car­ta vin­cente per real­iz­zare le idee che ci ani­mano. Abbi­amo pen­sato a ques­ta for­ma di aggregazione, per­chè aper­ta a tut­ti. Non richiede qual­ità par­ti­co­lari se non la pro­pria espe­rien­za e la voglia di dare una mano, dimostran­do disponi­bil­ità ver­so i concit­ta­di­ni, per­sone che vivono a pochi metri, ma spes­so non si conoscono». La seg­rete­ria mette a dis­po­sizione un elen­co, peri­odica­mente aggior­na­to, delle attiv­ità fat­te ogget­to di scam­bio, com­pi­la­to sul­la base delle richi­este e delle disponi­bil­ità offerte dai soci. Dai lavori man­u­ali (riparazioni, pic­coli lavori di sar­to­ria, abbel­li­men­ti « da te») all’aiuto in casa (cam­bio degli arma­di, spe­sa, preparazione del pas­to, pulizie di sta­gione); dal­la cura del­la per­sona (aiu­to per l’abbigliamento, gin­nas­ti­ca) a quel­lo per animali&piante (dogsit­ter, potatu­ra degli alberi, taglio dell’erba); dal­la com­pag­nia (ascoltare musi­ca, leg­gere e scam­biare lib­ri, prati­care sport, accom­pa­gnare dal dot­tore o dai par­en­ti, effet­tuare pic­cole com­mis­sioni) alla buro­crazia (pren­dere appun­ta­men­ti negli uffi­ci, aiutare a pagare le bol­lette, a scri­vere let­tere). «Chi parte­ci­pa — aggiun­gono i ragazzi — lo fa per moltepli­ci ragioni: avere un miglior rap­por­to col tem­po a dis­po­sizione, social­iz­zare e conoscer­si, con­frontar­si con la realtà sen­za pregiudizi, allargare la pro­pria rete di ami­cizie, real­iz­zare conc­re­ta­mente uno spazio in cui viene garan­ti­ta par­ità fra tut­ti i sogget­ti (non si tiene con­to delle dif­feren­ze tra pro­fes­sion­al­ità diverse), essere un cit­tadi­no atti­vo». Saba­to all’inaugurazione del­la ban­ca (pre­siedu­ta da Alber­to Belli­ni) han­no parte­ci­pa­to anche il vicesin­da­co Gualtiero Comi­ni e l’assessore ai Gabriele Cominot­ti. Ma i suoi «soci» si sono già mossi sul ter­ri­to­rio salo­di­ano per ver­i­fi­care la fat­tibil­ità del prog­et­to, e assi­cu­rar­si che l’idea fos­se utile: «Abbi­amo col­lab­o­ra­to col comune, dis­tribuen­do i pasti a domi­cilio e attac­can­do i man­i­festi. Da oggi passerà attra­ver­so gli accom­pa­g­na­men­ti degli anziani. Ci siamo inoltre impeg­nati per la rac­col­ta di ade­sioni dei com­mer­cianti all’iniziativa “Car­ta gio­vani”». Tra i prog­et­ti c’è anche l’aula-studio, uno spazio ded­i­ca­to ai molti stu­den­ti uni­ver­si­tari». La quo­ta di iscrizione alla ban­ca è di 10 euro (junior 5 euro, soci sosten­i­tori 50, enti 150); la sede legale è in via S.Bernardino 18, la sede oper­a­ti­va nel­la Torre dell’orologio. Per infor­mazioni (348–8105020).

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