Una singolare sfida sul «green» a ridosso della fortezza

Una buca sull’acquaper golf e solidarietà

Di Luca Delpozzo
G.B.

Una gior­na­ta per pro­muo­vere lo sport del golf ma anche la sol­i­da­ri­età inter­nazionale: la sec­on­da edi­zione del tro­feo Cit­tà di Peschiera — Chal­lenge Giampi­etro & Verdel­li ha con­se­gui­to entram­bi gli obi­et­tivi gra­zie a una gara molto par­ti­co­lare, gio­ca­ta nel­lo spazio acqueo di Por­ta Bres­cia, e allo stand del­la Fon­dazione Onlus Ger­mano Chincherini.È sta­to un grande spet­ta­co­lo per la sfi­da, dal­la pedana sul ponte di Por­ta Bres­cia, tra i 18 final­isti del tro­feo usci­ti dalle elim­i­na­to­rie al Golf Par­adiso. La ten­zone ha catal­iz­za­to lo sguar­do di molti, assiepati sui bas­tioni del­la fortez­za per osser­vare le fasi del gio­co: dal ponte, infat­ti, i gio­ca­tori dove­vano cen­trare due «green», di mis­ure diverse, allesti­ti su zat­tere in acqua. Dieci i tiri a dis­po­sizione di ogni gio­ca­tore, con l’assegnazione di un pun­teg­gio diver­so a sec­on­da che la pal­li­na finisse in acqua o toc­casse il green gal­leg­giante. Dopo lo spareg­gio il tro­feo «Cit­tà di Peschiera» è anda­to a Emilio Mon­to­rio, pre­mi­a­to dal cam­pi­one Costan­ti­no Rocca.«Questo sport è forse trop­po poco conosci­u­to», com­men­ta ora Rena­to Sig­norel­li, con­sigliere comu­nale incar­i­ca­to allo sport, «e vit­ti­ma di pregiudizi. In realtà non è più cos­toso di alte dis­ci­pline, come sci o ten­nis. «Dunque tro­vo gius­to pro­muover­lo, tan­topiù quan­do pos­si­amo far­lo in un con­testo così suggestivo».Signorelli ricor­da anche l’attività in par­ti­co­lare del Golf club Par­adiso a fian­co del­la fon­dazione Chincheri­ni, impeg­na­ta nel­la costruzione di una scuo­la pri­maria cat­toli­ca e di case famiglia a Ukun­da, in Kenia (www.fondazionechincherini.it).