Inaugurato l’impianto idroelettrico di Esenta: energia dall’acqua senza inquinare. Beccalossi: «Un’opera eccezionale, la finanzieremo»

Una centrale a zero emissioni

07/05/2002 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo
Lonato

«Non pos­so che com­mentare con uno stu­pore pos­i­ti­vo la real­iz­zazione di un’opera eccezionale». Così si è espres­sa Viviana Becca­los­si, vicepres­i­dente del­la Regione, che ieri ha inau­gu­ra­to, alla pre­sen­za dei sin­daci di Lona­to e Cas­tiglione — Moran­do Peri­ni e Arturo Sig­urtà — la nuo­va cen­trale idroelet­tri­ca di Esen­ta. Il prog­et­to affon­da le sue radi­ci storiche nel­la comu­nità agri­co­la lonatese, des­ti­nataria prin­ci­pale del­l’­opera — come ha ricorda­to il par­ro­co al momen­to del­la benedi­zione del­l’impianto — poiché coprirà in futuro i fab­bisog­ni ener­geti­ci degli impianti di soll­e­va­men­to ad uso irriguo. Una pri­ma ipote­si di real­iz­zazione risale infat­ti al lon­tano 1930, quan­do venne costru­ito il canale Arnò, che por­ta l’ac­qua ai campi colti­vati da Lona­to a Esen­ta. Già allo­ra si pen­sò di sfruttare il salto idrauli­co di 23,95 metri per gener­are l’en­er­gia nec­es­saria alla col­let­tiv­ità, ma prob­le­mi di ordine eco­nom­i­co e buro­crati­co, negli anni imme­di­ata­mente suc­ces­sivi, osta­co­larono più volte l’at­tuazione del­l’­opera. Solo a par­tire dal 1989, a dieci anni dal­la cos­ti­tuzione del Con­sorzio idroelet­tri­co di Esen­ta oggi pre­siedu­to da Mario Gavi­o­li, le pos­si­bil­ità di iniziare i lavori si sono con­cretiz­zate gra­zie alla rin­no­va­ta sper­an­za di ottenere sovven­zioni pub­bliche. Deter­mi­nante impul­so alla costruzione del­la cen­trale è sta­ta anche la deci­sione, in via di approvazione, di lib­er­al­iz­zare il mer­ca­to del­l’en­er­gia, il che offrirà l’op­por­tu­nità di col­lo­ca­men­to del­la cor­rente elet­tri­ca prodot­ta. Nonos­tante Comu­nità euro­pea e Gov­er­no, in piena armo­nia con il pro­to­col­lo di Kyoto, sostengano con inizia­tive politiche, finanziarie e giuridiche, la pro­duzione di ener­gia da fonti rin­nov­abili, il prog­et­to di Esen­ta ha atte­so invano che venisse dato cor­so alle richi­este di finanzi­a­men­to ind­i­riz­zate sia alla Com­mis­sione Euro­pea che alla Regione. Gli oneri del­la costruzione del­la cen­trale — il cui pre­ven­ti­vo era di 1 mil­ione 807 mila euro — sono sta­ti per­ciò intera­mente sostenu­ti dal Con­sorzio di Esen­ta che ha stip­u­la­to mutui ban­cari quindi­cen­nali, garan­ti­ti dalle entrate con­tribu­tive dei Con­sorzi di bonifi­ca di Alta e Media Pia­nu­ra Man­to­vana e del Medio Chiese. Una buona notizia è giun­ta però da Viviana Becca­los­si — che è anche asses­sore regionale all’A­gri­coltura — che ha promes­so: «Entro la fine di mag­gio pre­sen­terò per­sonal­mente la richi­es­ta a nome di Esen­ta; aus­pi­co dunque di ottenere un forte e anco­ra essen­ziale con­trib­u­to». Non dimen­ti­can­do la pro­pria orig­ine lonatese (dove ha abi­ta­to da bam­bi­na), la vicepres­i­dente del­la Regione si è det­ta «orgogliosa di pot­er inau­gu­rare nel­la mia veste isti­tuzionale quest’­opera che ben dimostra l’in­trapren­den­za bres­ciana e man­to­vana. E’ la pro­va di come l’uo­mo è in gra­do di trasfor­mare cre­ati­va­mente in ener­gia utile la poten­za spes­so indoma­bile — come dimostra­no le allu­vioni di questi giorni — del­la natu­ra e del­l’ac­qua». L’ingeg­n­er Nino Fro­sio, redat­tore del prog­et­to esec­u­ti­vo, ha illus­tra­to il fun­zion­a­men­to del­la cen­trale che solo nelle dimen­sioni può definir­si pic­co­la, non cer­to nel­la raf­fi­natez­za del­la con­cezione e nel­l’a­van­guardia dei mate­ri­ali uti­liz­za­ti. E’ un impianto des­ti­na­to a fun­zionare sem­pre e la cui pro­duzione media annua è s tima­ta in 4.300.000 kwh. La cor­rente elet­tri­ca prodot­ta attual­mente viene cedu­ta dietro un com­pen­so pat­tuito — in base alla delib­era del­l’Au­torità per l’En­er­gia Elet­tri­ca e il Gas n° 89/99 — al Gestore del­la Rete di Trasmis­sione Nazionale. L’impianto non è pre­sidi­a­to ma è tele­con­dot­to, tramite appos­i­to soft­ware, dal­la Soci­età idroelet­tri­ca Mcl di Cal­ci­na­to; in tal modo sono abbat­tuti i costi del per­son­ale con ulte­ri­ore van­tag­gio eco­nom­i­co per la col­let­tiv­ità. Ma è soprat­tut­to nel suo min­i­mo impat­to ambi­en­tale che risiede la pecu­liar­ità di ques­ta strut­tura, nel suo essere val­i­da alter­na­ti­va a emis­sione zero di impianti alta­mente inquinan­ti come quel­li ali­men­tati con olio com­bustibile, e nel suo essere armo­niosa­mente inseri­ta nel pae­sag­gio rurale, con­tribuen­do alla preziosa sal­va­guardia di acque rego­late lun­go tut­to il loro cam­mi­no, dal lago d’Idro al Chiese, al salto di Esen­ta. Fro­sio, con­sigliere dal 1994 del­l’As­so­ci­azione pro­dut­tori ener­gia rin­nov­abile, ha for­ni­to un inter­es­sante paragone: «La cen­trale di Esen­ta, a par­ità di ener­gia prodot­ta, evi­ta un’e­mis­sione di Co2 nel­l’at­mos­fera di 4.290 ton­nel­late all’anno, un risparmio di 1075 ton­nel­late di petro­lio ed è parag­o­nabile al com­bustibile for­ni­to da un bosco di 500 ettari».