Al posto del vecchio albero, un ulivo circondato tutt'intorno da un sedile tondo di pietra

Una ciambella fa rivivere la maldicenza

20/02/2003 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo

C’era una vol­ta, all’im­boc­co del ponte del­la Roc­ca, l’«alber del­la maldicen­za». Vi si intrup­pa­vano, reduci da pere­gri­nazioni varie, i più begli ingeg­ni del­la rivan­ità, bar­caioli, pesca­tori, sfac­cen­dati uffi­ciali ed uffi­ciosi, che risolve­vano ogni giorno con la dras­ti­ca ani­mosità del popo­lo, ogni genere di ques­tioni, pub­bliche e pri­vate. Donde il nome. Spar­i­to l’al­bero, res­ta forse la maldicen­za sparpagli­a­ta in pochi, selezionati bar. La giun­ta ha ora deciso di rilan­cia­re. Al pos­to del­l’al­bero ‑che sec­on­do pal­lide mem­o­rie potrebbe essere sta­to un ailan­to- è sta­to mes­so a dimo­ra un vec­chio uli­vo, emble­ma d’u­na garde­san­ità al di sopra d’og­ni sospet­to (vero che in prece­den­za c’era sta­to il ten­ta­ti­vo delle roverelle, pal­lide cug­ine del­la quer­cia). Tut­t’in­torno al tron­co, una vas­ta aio­la cir­co­lare, rialza­ta sul piano di calpes­tio, ver­rà com­ple­ta­ta, all’inizio del­la prossi­ma set­ti­mana, con un sedile in pietra bian­ca, dagli orli smus­sati, e cal­co­la­to esat­ta­mente a 42 cen­timetri d’al­tez­za, quan­ti gli spe­cial­isti di arreda­men­to impon­gono per un sedile per­fet­to. Servirà, in alter­na­ti­va alle pan­chine, alle frotte di tur­isti per pren­der fia­to dopo la visi­ta al mas­tio del­la Roc­ca e forse, al riparo dal­l’òra, ai pen­sion­ati per com­mentare i fat­ti del giorno. Tor­na la maldicen­za.