Teatro Alberti, trovato l’accordo. Sarà pubblico 15 giorni all’anno

Una convenzione del Municipio con la società di gestione

Di Luca Delpozzo
m.to.

Ci sono final­mente regole pre­cise per l’utilizzo pub­bli­co del teatro «Alber­ti» di Desen­zano. Comune e Gian­ni Tog­ni, ammin­is­tra­tore uni­co del­la srl «Teatriz» che gestisce lo stori­co locale, han­no infat­ti stip­u­la­to una con­ven­zione che assi­cu­ra all’amministrazione civi­ca la disponi­bil­ità gra­tui­ta del­la sala per un mas­si­mo di 15 gior­nate all’anno, per la rap­p­re­sen­tazione di spet­ta­coli teatrali, con­veg­ni, con­cer­ti e proiezioni; una disponi­bil­ità «pos­si­bil­mente dilui­ta nei dod­i­ci mesi e con l’esclusione dei giorni di ven­erdì, saba­to e domeni­ca sera». Inoltre, durante i mesi di giug­no, luglio, agos­to e set­tem­bre, l’utilizzo del­la sala potrà essere richiesto «anche solo 24 ore pri­ma, com­pat­i­bil­mente con la pro­gram­mazione del­la soci­età Teatriz». La con­ven­zione, del­la dura­ta di due anni, dispone inoltre che il teatro dovrà essere allesti­to sia in platea sia in gal­le­ria (con poltroncine o even­tual­mente, su richi­es­ta dell’amministrazione, con tavoli­ni e sedie) a cura del­la Teatriz. Sem­pre la soci­età garde­sana met­terà a dis­po­sizione gra­tuita­mente le attrez­za­ture esisten­ti nel teatro, men­tre al per­son­ale da imp­ie­gare nelle ser­ate (bot­tegh­i­no, maschere, ecc.) provved­erà il Comune. Si chi­ude così un accor­do che il Comune è rius­ci­to a strap­pare ai gestori dell’Alberti e si apre con­tes­tual­mente uno sce­nario che fino a pochi mesi fa era impens­abile: i desen­zane­si potran­no goder­si spet­ta­coli teatrali o musi­cali in una sala che nel pas­sato, gra­zie alla famiglia Berga­m­aschi (pro­pri­etaria dell’immobile), ave­va «pro­mosso» la cit­tad­i­na dal pun­to di vista cul­tur­ale. Dopo una lun­ga con­tro­ver­sia tra i Berga­m­aschi, il Comune e la Sovrin­ten­den­za, ma soprat­tut­to gra­zie al per­son­ale impeg­no del sin­da­co Fioren­zo Pien­az­za, si è potu­to arrivare non solo alla ria­per­tu­ra del­la sala (anche se per attiv­ità diverse da quelle orig­i­nar­ie), ma anche alla des­ti­nazione del­la stes­sa, saltu­ar­i­a­mente, ad attiv­ità teatrali. Si dice che un accor­do è pre­so da due sogget­ti. E infat­ti, anche i gestori del­la Teatriz han­no dimostra­to disponi­bil­ità e sen­si­bil­ità ver­so le esi­gen­ze del­la cit­tà. La famiglia Berga­m­aschi, dopo aver a lun­go duel­la­to con la vec­chia Giun­ta comu­nale, ha potu­to cedere in affit­to il suo teatro alla Teatriz con un con­trat­to di 6 anni rin­nov­abile. Attual­mente è in cor­so un restyling dell’intero immo­bile, per adat­tar­lo a ospitare un ris­torante-bar e una sala espos­i­ti­va. L’intento dichiara­to dal Comune era quel­lo di met­tere a dis­po­sizione di Desen­zano la stor­i­ca fun­zione pub­bli­ca dell’Alberti, e un pas­sag­gio deci­si­vo è sta­to sicu­ra­mente lo sbloc­co dei vin­coli urban­is­ti­ci reiterati più volte dalle pas­sate ammin­is­trazioni. Poi il sec­on­do pas­so: la stip­u­la di un accor­do sod­dis­facente per tutte le parti.