È la sequoia di Natale del Borghetto

Una fiamma accende la valle del Mincio

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Di Luca Delpozzo
Valeggio sul Mincio

L’abete di Natale? Quel­lo ce l’hanno tut­ti i pae­si e tutte le cit­tà. È la sequoia di che è rara. Anzi, uni­ca. Chi la vuole vedere illu­mi­na­ta dalle sue 6.000 lam­pa­dine deve andare a Borghet­to. Ha una poten­za di luce impres­sio­n­ante. Si vede da chilometri di dis­tan­za. Sem­bra una fiamma che illu­mi­na la val­la­ta dal Min­cio. La sequoia (metase­quoia glyp­tostroi­boides), alta 30 metri e due cen­timetri — all’altezza esat­ta gli abi­tan­ti di Borghet­to ci ten­gono — pianta­ta il 17 feb­braio 1974 cresce pro­prio all’inizio del pic­co­lo ponte in leg­no del bor­go. Le 6.000 lam­pa­dine sono dis­poste su 300 fili che han­no una lunghez­za com­p­lessi­va di due clilometri e 400 metri. «Per montare le luci», rac­con­ta Igor Cres­soni, 24 anni, uno dei sosten­i­tori dell’iniziativa, «ci sono volute 19 ore. È sta­ta una fat­i­cac­cia, ma nonos­tante questo abbi­amo pas­sato una bel­lis­si­ma gior­na­ta. È splen­di­da. Abbi­amo potu­to real­iz­zare ques­ta scul­tura di luce il giorno prece­dente San­ta Lucia e resterà acce­sa fino all’Epifania. Nasce gra­zie a una con­ven­zione tra il Comune e il Grup­po di Borghet­to di cui è pres­i­dente Pao­lo Fri­go, ma sen­za il sosteg­no eco­nom­i­co di Lui­gi Rizzi dell’omonima azien­da agri­co­la Tenu­ta di San Leone di Salionze, e sen­za la piattafor­ma mobile e i sei uomi­ni dell’Arte Verde di Valeg­gio, non avrem­mo mai potu­ta farcela. Gra­zie a loro, noi e i vis­i­ta­tori del Borghet­to, godremo un Natale scintillante».

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