All’origine c’è la legge regionale 12 del 1997 che impone la classificazione delle aziende alberghiere

Una guida della Provincia riassume l’offerta ricettiva

27/06/2003 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
e.b

All’origine c’è la legge regionale 12 del 1997 che impone la clas­si­fi­cazione delle aziende alberghiere e la rego­la­men­tazione delle case e appar­ta­men­ti per vacan­za. Un obbli­go che ha occu­pa­to la Provin­cia per 5 anni di lavoro è che ora sfo­cia in una vera e pro­pria map­pa dell’offerta alberghiera ma anche dei bad&breakfast, dei campeg­gi, dei rifu­gi , i cen­tri benessere, dei vil­lag­gi tur­is­ti­ci e degli appa­tra­men­ti per le vacanze. Insom­ma è sta­to trac­cia­to un quadro d’insieme del­la capac­ità ricetti­va del ter­ri­to­rio bres­ciano al 31/12/2002. E che non è sta­ti­co, per questo la Regione ha pre­vis­to sia aggior­na­to ogni cinque anni. Quin­di il Bro­let­to dovrà tra un quin­quen­nio tornare a mon­i­torare l’esistente in modo che le novità (nuove attiv­ità e ces­sazioni, nuove ragioni sociali ecc) «risulti­no agli atti». Cer­to è che il grosso del lavoro era rap­p­re­sen­ta­to da ques­ta pri­ma clas­si­fi­cazione. Dal­la quale risul­ta — ha sot­to­lin­eato il pres­i­dente provin­ciale Alber­to Cav­al­li — che Bres­cia è tra le più avan­zate in fat­to di ricettiv­ità. E’ infat­ti ass­es­ta­ta al 10 pos­to sia in fat­to di strut­ture che di pre­sen­ze, pur non essendo una meta tur­is­ti­ca per antono­ma­sia». Ma qui vale il prin­ci­pio del cir­cuito vir­tu­oso tra pre­sen­ze e qual­ità del sis­tema di accoglien­za: «Quan­to più sono vali­di gli alberghi — sot­to­lin­ea Cav­al­li — tan­to più la gente viene. C’è una sostanziale tenu­ta in queste prime set­ti­mane del­la sta­gione anche in un quadro di crisi eco­nom­i­ca glob­ale che colpisce con par­ti­co­lare inten­sità la Ger­ma­nia». E la qual­ità alberghiera per Cav­al­li si vede anche nell’incremento medio degli hotel: ce ne sono sem­pre di più a tre e quat­tro stelle rispet­to alle due e una stel­la. Pri­ma di pas­sare ai numeri (pre­sen­tati ieri in una con­feren­za stam­pa che è sta­ta anche occa­sione per pre­sentare l’Annuario 2003 del­la ricettiv­ità bres­ciana, un vol­ume com­ple­to di tutte le infor­mazioni che ser­vono al sog­giorno nel ter­ri­to­rio del­la provin­cia) l’assessore al Tur­is­mo ha ricorda­to un altro aspet­to impor­tante del lavoro: «Ora per ogni strut­tura la Provin­cia ha cre­ato un fas­ci­co­lo che ricostru­isce la sto­ria dell’edificio, a aprtire dai pri­mi doc­u­men­ti cat­a­stali pas­san­do attra­ver­so le suc­ces­sive mod­i­fiche». Una garanzia anche ques­ta per l’utente, sostiene l’assessore. I numeri, quin­di. In provin­cia risul­ta che siano attivi 704 alberghi, meno 30 rispet­to al ’97, ma rispet­to allo stes­so peri­o­do sono cresciu­ti i posti let­to di 940 unità (su un totale di 17 mila). A liv­el­lo di sin­go­lo Comune la lot­ta è tra Sirmione e Limone, con il pri­mo che prevale per strut­ture, il sec­on­do per posti let­to. L’indagine per zone omo­ge­nee asseg­na la pal­ma al Gar­da (372 alberghi e 9529 posti) segue la Val­ca­mon­i­ca (130 hotel e 2658 posti). Mon­i­torati anche i campeg­gi che per altro han­no tem­po fino al 26 mar­zo 2005 (data dei sopral­lu­oghi) per adeguar­si agli stan­dard richi­esti dal­la legge. I camp­ing cen­si­ti sono 86. Quan­to ai vil­lag­gi tur­is­ti­ci la cifra è 7, men­tre sono 91 le case per vacanze. Capi­to­lo a parte i bed&breakfast, in espan­sione. L’indagine dice 16, ma non con­sid­era anco­ra il cor­so del­la Provin­cia per la ges­tione dei B&B, che ha dato nuove abil­i­tazioni per cui la cifra è in procin­to di salire a 30.

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