La popolazione accelera. A un passo da quota 20mila, immigrati in crescita

Una indagine sulla situazione demografica

Di Luca Delpozzo
d.alb.

Nel 2005 la popo­lazione di Cas­tiglione potrebbe rag­giun­gere le 20.000 unità, forte di un sal­do migra­to­rio pos­i­ti­vo e in costante aumen­to. A pre­mere sul­l’ac­cel­er­a­tore demografi­co, oltre a un sal­do nat­u­rale pos­i­ti­vo (»58 nascite nel 2003) è infat­ti il notev­ole flus­so migra­to­rio, che ha fat­to seg­nare al ter­mine del­l’an­no pas­sato un aumen­to com­p­lessi­vo di 453 stranieri res­i­den­ti, prove­ni­en­ti da 59 nazioni diverse. Sono in mas­si­ma parte maroc­chi­ni (attual­mente 503 res­i­den­ti), nige­ri­ani (197) e albane­si (172) a var­care le mura di Cas­tiglione in cer­ca di un’oc­cu­pazione, segui­ti dal­la comu­nità cinese, che nel 2003 è let­teral­mente rad­doppi­a­ta pas­san­do da 135 a 228 indi­vidui; com­ple­tano il quadro le comu­nità jugosla­va (127 abi­tan­ti), rume­na (105) e indi­ana (89). Sec­on­do i volon­tari del­l’as­so­ci­azione Equa­tore, da due anni alla ges­tione del­lo sportel­lo immi­grati comu­nale, si trat­ta comunque di un flus­so prove­niente dalle province lim­itrofe, in mas­si­ma parte dal ter­ri­to­rio bres­ciano. La mol­la che spinge gli stranieri al cam­bio di provin­cia è la ricer­ca di un lavoro, oppure, più banal­mente, la deci­sione di risiedere nelle vic­i­nanze del­la famiglia. Allo sportel­lo immi­grati ci si riv­olge per con­sigli di natu­ra buro­crat­i­ca (ad esem­pio per i con­trat­ti di locazione) e per dif­fi­coltà con la lin­gua del pos­to. «Ormai da tem­po — affer­ma una volon­taria del cen­tro — siamo un pun­to di rifer­i­men­to per le comu­nità straniere di Cas­tiglione. Per tut­ti, la dis­oc­cu­pazione res­ta comunque il prob­le­ma più sen­ti­to». Chi invece ottiene un lavoro, si tro­va spes­so in con­dizioni pre­carie, quan­do non espres­sa­mente ille­gali: «Abbi­amo molti casi di lavo­ra­tori assun­ti in nero — spie­ga Alfre­do Papa, seg­re­tario cit­tadi­no del­la Cgil — dovu­ti alla ten­den­za di alcu­ni impren­di­tori, non gen­er­al­iz­za­ta per for­tu­na, ad approf­ittare del­la dif­fi­coltà di molti stranieri con la lin­gua ital­iana. In gran parte sono le ditte medio-pic­cole, messe alle strette dai costi e dalle tar­iffe imposte dalle aziende di gran­di dimen­sioni, a cer­care man­od­opera straniera». Tradot­to, si trat­ta di un mec­ca­n­is­mo a cas­ca­ta che per­me­tte di ridurre il cos­to del lavoro al min­i­mo indis­pens­abile. È da sot­to­lin­eare che in lin­ea di mas­si­ma la clien­tela del sin­da­ca­to è rap­p­re­sen­ta­ta pro­prio da immi­grati: «L’al­to numero di verten­ze che riguar­da i cit­ta­di­ni stranieri si può spie­gare sia col fat­to che a Cas­tiglione rap­p­re­sen­tano ormai una realtà con­sol­i­da­ta, sia per­ché ne han­no effet­ti­va­mente bisogno».