Scoperta in una vecchia foto di fine Ottocento ed ora riproposta nell'intervento di riqualificazione della passeggiata Nel progetto Donatini anche il sistema d'abbattimento delle schiume

Una limonaia sul lungolago D’Annunzio

08/09/2002 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Riva del Garda

La limon­a­ia pre­vista dal­l’ar­chitet­to Lucio Dona­ti­ni nel prog­et­to di sis­temazione del lun­go­la­go D’An­nun­zio s’è mate­ri­al­iz­za­ta nelle tav­ole con­seg­nate l’al­tro pomerig­gio dal vicesin­da­co Mat­teot­ti al pres­i­dente Del­lai al ter­mine del­l’in­con­tro ded­i­ca­to alle emer­gen­ze ambientali.La strut­tura sarà arti­co­la­ta su tre liv­el­li, lunghi cinquan­ta metri i due addos­sati al nuraglione ver­so la sede stradale, 25 il ter­zo che s’af­fac­cia sul lago. La larghez­za com­p­lessi­va è di 16 metri. La limon­a­ia, chiusa dai carat­ter­is­ti­ci muri di sas­so a vista, è inseri­ta nel­lo slargo pro­prio sot­to il pri­mo degli edi­fi­ci del­la cen­trale, quel­lo degli appar­ta­men­ti dei dipen­den­ti. La col­lo­cazione in quel pun­to è sta­ta pen­sa­ta in base ad una tes­ti­mo­ni­an­za fotografi­ca, ripor­ta­ta anche nel vol­ume che Mau­ro Grazi­oli ha ded­i­ca­to a Riva. Vi si vede, sul lun­go­la­go del bor­go Castel­lo, quel­lo che s’al­lun­ga­va a sud fuori del­la por­ta Bru­ci­a­ta lun­go la stra­da per la val di Ledro ter­mi­na­ta da pochi anni (la Occi­den­tale era di là da venire, come la Grot­ta azzur­ra, in orig­ine for­ti­fi­cazione aus­tri­a­ca) una limon­a­ia in asset­to inver­nale, con le aper­ture ad est chiuse dai leg­ni di pro­tezione. Il prog­et­to del­la sis­temazione del lun­go­la­go prevede anche un sis­tema di abbat­ti­men­to delle schi­ume del­la cen­trale: dap­pri­ma bloc­cate da uno sbar­ra­men­to, quin­di annaf­fi­ate da get­ti d’ac­qua ed infine con­vogli­ate den­tro un pozzet­to con un sis­tema aspi­rante che provvede ad elim­i­narle in via defin­i­ti­va. Per questo lavoro, la giun­ta ha chiesto a Del­lai di favorire una specie di cor­sia pref­eren­ziale, data l’estrema urgen­za che riveste per la cit­tà (si trat­ta di far sparire anche i muc­chioni di ter­ric­cio e ghi­a­ia che han­no afflit­to per tut­ta l’es­tate il panora­ma, nonchè di recu­per­are la tradizionale passeg­gia­ta ver­so la casa Rossa). Una mez­za promes­sa c’è già e riguar­da la con­vo­cazione rap­i­da del­la sec­on­da con­feren­za dei servizi (dal­la pri­ma venne, sia pure con qualche per­p­lessità, l’ok per lo scari­co a lago del mate­ri­ale roc­cioso estrat­to dal tun­nel all’e­poca in costruzione) dal­la quale arriverà l’ap­provazione del prog­et­to nel­la sua interez­za. Nel­la parte più stret­ta del­la passeg­gia­ta, quel­la imme­di­ata­mente a nord del­la Casa rossa, l’ar­chitet­to Dona­ti­ni per allargare la passeg­gia­ta ha pre­vis­to una usci­ta sbal­zo sul lago, del tipo di quel­la real­iz­za­ta sul­la litoranea per Tor­bole: in quel pun­to la pro­fon­dità del lago e la roc­cia che spro­fon­da fino ad una ottan­ti­na di metri in ver­ti­cale, ren­dono impos­si­bile qualunque riem­pi­men­to. In cor­rispon­den­za degli scarichi del­la cen­trale, ver­rà real­iz­za­ta una cop­er­tu­ra leg­ger­mente arcu­a­ta, par­tendo dal bor­do ester­no del­la spal­let­ta attuale, in muratu­ra dove attrac­cano i mezzi del­la . Sot­to la piattafor­ma il sis­tema di abbat­ti­men­to delle schi­ume che in tal modo non usci­ran­no più nel gol­fo, fino al canale del­la Rocca.

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