ISOLA DELLA SCALA. Viaggio delle telecamere di Rai Uno dalle paludi del Busatello al Mincio

Una «Linea verde» col riso

27/09/2001 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo
m.fal.

Iso­la del­la Scala. Sono l’ac­qua, e le risaie, le pro­tag­o­niste del­la pun­ta­ta che «Lin­ea verde» ha reg­is­tra­to in questi giorni tra i fiu­mi Min­cio e il Tar­taro. La trasmis­sione tele­vi­si­va «in diret­ta dal­la natu­ra» che Rai Uno trasmette la domeni­ca mat­ti­na alle 12.20, si occu­pa del­l’ac­qua e del­la sua cul­tura attra­ver­so i tem­pi, negli aspet­ti col­le­gati all’am­bi­ente nat­u­rale e uman­iz­za­to, e all’e­cono­mia agri­co­la del­la zona. Il per­cor­so segui­to dalle tele­camere nel Vil­lafranch­ese, che andrà in onda nel­la pri­ma o sec­on­da domeni­ca di ottobre,prende il via dalle acque limpi­de del Min­cio a Borghet­to e por­ta al Par­co Sig­urtà, oasi verdeg­giante che deve ad un anti­co dirit­to di uso delle acque del­l’af­flu­ente del Po e al lun­go e paziente lavoro del­l’uo­mo il suo aspet­to odier­no. Dalle acque limpi­de del Min­cio, ci si spos­ta ver­so quelle meno limpi­de del­la palude del Busatel­lo, esem­pio di ambi­ente nat­u­rale ric­co di avi­fau­na, dove è sta­to ricostru­ito il vec­chio sis­tema di pesca con il cal­to e la rac­col­ta del carice, uti­liz­za­to per impagliare le sedie, e del­la can­na, usa­ta per cop­er­ture. Le immag­i­ni suc­ces­sive pas­sano da un ambi­ente che non ha conosci­u­to boni­fiche come quel­lo del­la palude, ad un ambi­ente cre­ato e trasfor­ma­to dall’ inter­ven­to del­l’uo­mo, la risa­ia, con la pesca del pesce, il rac­colto e le fasi del­la lavo­razione del riso di ieri, con le mon­dine, e di oggi, con la mietitreb­bia. Le riprese sono state effet­tuate nelle risaie del­l’azien­da Melot­ti in local­ità San Gabriele, dove nel­l’an­ti­ca corte si dimostra anche come veni­va effet­tua­ta in pas­sato la treb­biatu­ra del riso: il pro­gram­ma ripro­por­rà una ricostruzione del «bal­lo delle cav­alle», come veni­va chia­ma­ta pri­ma del­l’in­tro­duzione delle mac­chine treb­bi­atri­ci, l’op­er­azione che con­sen­ti­va attra­ver­so il calpes­tio degli ani­mali, all­e­vati pro­prio per ques­ta fun­zione, di lib­er­are i chic­chi dal­la spi­ga. La pun­ta­ta ded­i­ca­ta alla cul­tura del­l’ac­qua non può tralas­cia­re il riso, il prodot­to tipi­co locale: il finale del­la trasmis­sione è infat­ti ded­i­ca­to al cereale e ai piat­ti a base di riso. La corte di Vil­la Vo’ e una sfi­la­ta d’au­to d’e­poca, fan­no da sfon­do alla tradizionale tavola­ta che chi­ude la trasmis­sione; la musi­ca del grup­po etni­co «Pangan­oti Cim­bri» e i can­ti delle mon­dine nel cos­tume del­la fes­ta, accom­pa­g­nano Fab­rizio Del Noce, il pre­sen­ta­tore, tra le tav­ole imban­dite sul pra­to anti­s­tante la parte destra del­l’ed­i­fi­cio set­te­cen­tesco, con risot­ti di tut­ti i tipi con l’ana­tra, con il radic­chio rosso, con la zuc­ca, con i pisel­li e la pancetta, con il cap­pone, i porci­ni e le castagne arrosto (tra gli chef Gior­gio Gio­co), con pas­ta, polen­ta, dol­ci e dol­cetti, liquore e bir­ra di riso. Intan­to nel pra­to a sin­is­tra, cuochi risot­tari prepara­no in un paiolone gigante il risot­to all’isolana per tut­ti i presenti.