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Una mostra ricorda Baroldi sacerdote e naturalista

15/07/2004 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo

Per cel­e­brare il cen­te­nario del­la morte di Lui­gi Barol­di — nat­u­ral­ista, ricer­ca­tore, collezion­ista di min­er­ali e fos­sili, gior­nal­ista, nonché dep­u­ta­to alla Dieta aus­tri­a­ca nati­vo di Fiavè — il civi­co saba­to 11 set­tem­bre inau­gur­erà una mostra tem­po­ranea tut­ta a lui ded­i­ca­ta. Un’esposizione che rien­tra in un ciclo di man­i­fes­tazioni pro­mosse da enti, asso­ci­azioni ed isti­tu­ti. Lui­gi Barol­di è nato il 15 mar­zo del 1853 e, dopo aver com­pi­u­to pri­vata­mente gli stu­di infe­ri­ori, ha fre­quen­ta­to a par­tire dal 1865 la pri­ma classe di retor­i­ca al Sem­i­nario vescov­ile di Tren­to. Ordi­na­to sac­er­dote a soli 22 anni, ha poi svolto la sua opera nel­la Valle di Fas­sa, che lui defini­va «l’Eden dei geolo­gi» e «l’Eldorado dei min­er­al­isti», dove ha pas­sato buona parte del­la sua matu­rità. Men­tre rico­pri­va l’incarico di cap­pel­lano a Penìa di Fas­sa, don Barol­di col­lab­o­ra­va con Riva Fedele (gior­nale illus­tra­to reli­gioso morale, quindic­i­nale organo del par­ti­to cat­toli­co che usci­va a Riva tra il 1883 e il 1885) e già ave­va inizia­to a com­piere i suoi stu­di nat­u­ral­is­ti­ci. Il suo lavoro forse più impor­tante su questo ver­sante è «Fra le rupi di Fas­sa», del 1890, nel quale sono descritte tutte le local­ità in cui si trova­vano i più rari min­er­ali del­la zona. Trasfer­i­tosi a Campi, frazione di Riva, ha avu­to un ruo­lo deci­si­vo nel­la cura e diag­nosi del­la ter­ri­bile malat­tia tifoidea che era dif­fusa in quel peri­o­do ed ha scrit­to le «Mem­o­rie di Fiavé e delle Giu­di­carie», dove per la pri­ma vol­ta l’esistenza delle Palafitte è doc­u­men­ta­ta, anal­iz­za­ta e inter­pre­ta­ta gius­ta­mente, come resti di vil­lag­gi bronzei sulle sponde dell’antico lago del­la Tor­biera di Fiavé. Gior­nal­ista, mem­bro del­la Lega nazionale, rifor­ma­tore sociale, fonda­tore di Casse rurali e famiglie coop­er­a­tive, oltre che rap­p­re­sen­tante del dis­tret­to di Riva alla Dieta di Inns­bruck, don Barol­di è comunque sta­to soprat­tut­to un impor­tante naturalista.

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